Sulla cresta dell'onda
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LA NAVE "A DOLIA" DI DIANO MARINA

Il relitto del Golfo di Diano Marina, scoperto nel 1975 e poi sistematicamente scavato ad eccezione dello scafo, che, opportunamente protetto, giace tuttora sul fondale, è una nave "a corbita", simile a quella di Albenga, ma di minori dimensioni; proveniva dalla Spagna, trasportava un carico di vini e naufragò in età claudio-neroniana (41-68 d.C.) a un miglio e mezzo dalla costa e a circa 40 metri di profondità.

La sua particolarità è costituita dal carico centrale formato da quattordici grandi dolia, le enormi giare di terracotta dell'antichità la cui capienza media oscilla tra i 1200 e i 3000 litri. Questi recipienti presentano una forma sferica o oblunga e contenevano presumibilmente mosto o vino "sfuso" di qualità minore rispetto a quello contenuto nelle anfore, che facevano anch'esse parte del carico, disposte fra gli spazi vuoti tra i dolia e stivate a prua e a poppa, su almeno tre file sovrapposte. Alcuni dolia e altri reperti sono conservati presso il Museo civico archeologico di Diano Marina.

dolia di Diano Marina Alcuni dolia del relitto di Diano Marina (Gandolfi 2000)

Altri relitti di navi con dolia - ossia naves onerariae, sorta di moderne navi-cisterna - sono stati scoperti e in parte scavati ad Ostia Antica, presso Antibes, Tolone, Marsiglia, in Corsica e a Ladispoli vicino Roma, e numerosi sono anche i ritrovamenti isolati di contenitori di quel tipo, ma il relitto di Diano Marina è stato il più ricco e soddisfacente per le condizioni in cui è stato ritrovato e per la quantità di materiali di bordo recuperati, in buona parte eccezionalmente integri.

Sei dei grandi dolia sono attualmente conservati nel moderno Palazzo Comunale di Diano Marina.

dolia di Diano Marina dolia di Diano Marina dolia di Diano Marina dolia di Diano Marina
dolia di Diano Marina
dolia di Diano Marina I dolia esposti al piano superiore

I dolia collocati a pianterreno
Fotografie di V. Rossi (febbraio 2005)
anfore di Diano Marina Recupero di anfore dal relitto di Diano Marina (Gandolfi 2000)

Altri numerosi reperti sono riferibili sia alla cucina di bordo, sia alla dotazione della nave; si tratta prevalentemente di recipienti ceramici per la conservazione, la cottura e la preparazione degli alimenti, come brocche, anforette, unguentari, pentole, olle, coperchi, mortai, e poi piatti, coppe e bicchieri, oltre a lucerne per l'illuminazione, e piccoli piombi da pesca e "gemme" o pedine da gioco, in pasta vitrea.

Sono stati anche rinvenuti alcuni oggetti di ornamento e infine un recipiente di piombo di grandi dimensioni che era quasi a contatto con lo scafo nella parte poppiera del relitto, la cui funzione (tali oggetti sono stati frequentemente trovati su navi di questo tipo) è tuttora incerta, ma è probabile dovesse essere collegata al sistema di sentina della nave.


Il 26 gennaio 2006 i dolia conservati nel Comune di Diano Marina sono stati trasportati altrove dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria, per effettuarne il restauro. Insieme con la popolazione di Diano, ci auguriamo che, a restauro completato, i dolia tornino nella loro sede naturale contribuendo, con la loro presenza, a valorizzare le attrattive della bella cittadina.

dolia di Diano Marina