Sulla cresta dell'onda
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LE NAVI DI FIUMICINO

Nel 1979 fu inaugurato - presso l'aeroporto intercontinentale di Fiumicino, nell'area corrispondente all'imboccatura dell'antico porto di Claudio - il museo archeologico, gestito dalla Soprintendenza Archeologica di Ostia dipendente dal Ministero per le Attività Culturali.

Conserva i resti di cinque imbarcazioni di età romana, unitamente ai frammenti delle fiancate di altre due navi. I preziosi reperti, coperti da un insabbiamento spesso alcuni metri, vennero alla luce alla fine degli anni Cinquanta, in occasione dei lavori per la costruzione dell'aeroporto, e non è escluso che i fondali nascondano qualche altro esemplare.

Dopo d'allora furono necessari circa vent'anni di lavoro e di studi, perché i reperti fossero accessibili al pubblico: solo gli scavi per riportarli alla luce durarono dal 1958 al 1968.

Le cinque imbarcazioni, databili nella media e tarda età imperiale, comprendono una barca da pesca (c.d. Fiumicino 5, scoperta nel 1959), due grandi scafi, conservati per la gran parte dell'opera viva, ossia l'"Oneraria maggiore I" (Fiumicino 1, 1959) ed "Oneraria maggiore II" (Fiumicino 2, 1958); due scafi più piccoli detti "Oneraria minore I" (Fiumicino 3, 1959) ed "Oneraria minore II" (Fiumicino 4, ritrovata nel 1965). Furono anche trovati frammenti di fiancata, appartenenti ad altri relitti.

Per liberare le imbarcazioni fu scavato un corridoio anulare attorno al perimetro dei relitti, dal quale si dipartivano altri passaggi trasversali al di sotto della chiglia, in modo da costruire una centinatura lignea che sorreggesse le fiancate e consentisse il recupero integrale degli scafi.

Questa eccezionale collezione non solo offre una panoramica dei vari tipi di navi utilizzate in epoca imperiale, ma consente anche di capire le tecniche di costruzione degli antichi maestri d'ascia. Si comprende dunque che, al contrario di quanto accade oggi, in quell'epoca si procedeva prima con la messa in opera del fasciame sulla chiglia, e poi si provvedeva alla costruzione dell'ossatura interna allo scopo di rinforzare il rivestimento esterno. Le tavole venivano assicurate tra loro per mezzo di sottili linguette di legno duro, inserite in appositi incassi nelle tavole, e poi bloccate da spinotti di ferro. A volte si irrobustiva ulteriormente lo scafo impiegando chiavarde per collegare alcuni madieri alla chiglia.

Anche la forma delle navi riflette le loro diverse funzioni: il profilo snello e la chiglia acuminata della Fiumicino 4 ("Oneraria minore II") suggeriscono la navigazione di cabotaggio, mentre il massiccio per l'alloggiamento dell'albero indica che la nave era armata con un'unica vela quadra. Nella Fiumicino 5, unico ritrovamento del suo genere di età romana, si trova un pozzetto centrale, evidentemente per conservare vivo il pescato grazie all'acqua di mare che poteva entrare da fori, muniti di tappi, sul fondo della barca. La navi Fiumicino 1, 2 e 3, dalla forma piuttosto piatta e larga, dovevano essere adibite al trasporto lungo il Tevere, trainate da animali lungo la riva destra del fiume, secondo il sistema dell'alaggio, usato ancora nell'Ottocento.

Il museo conserva inoltre alcuni oggetti ritrovati in prossimità delle navi od all'interno di esse. I pannelli illustrativi consentono al visitatore di ripercorrere le diverse fasi del recupero, e documentarsi su altri rinvenimenti effettuati nei numerosi siti sommersi nel Mediterraneo.

Dalle fonti scritte e dalle conferme che pervengono dagli oggetti che si rinvengono sui relitti, è possibile conoscere la vita di bordo: resti di attrezzi da cucina, contenitori, pentole e vasellame fanno intuire il tipo di alimentazione; sono stati ritrovati oggetti personali, monete e persino attrezzi di bordo, come bozzelli di legno, frammenti di cime e cordami, ancore e scandagli.

museo Fiumicino Vista d'insieme

Il Club Archeo Media (newsletter 14.7.03, sez. di archeologia subacquea) informa che "Un 'dolium' di eta' imperiale ... è il prezioso reperto archeologico rimasto impigliato nella rete a strascico di un peschereccio al largo di Fiumicino. L'antica anfora romana, tirata a bordo da una profondità di circa 125 metri, ha un diametro e un'altezza di circa un metro e mezzo, e una età che potrebbe risalire ... ad un periodo tra il I sec. a.C. e il II sec. d. C. Dallo studio dei 'bolli' si potrà anche risalire alla famiglia imperiale che ne era proprietaria ... Secondo gli esperti ... o una nave oneraria l'ha scaricato in mare per via di un fortunale, oppure è segno che ci possa essere un relitto nelle vicinanze."

Un sito recentissimo (2010), pubblicato come omaggio alla città di Fiumicino da Viviana Meucci, alla pagina www.fiumicinogallery.it