Sulla cresta dell'onda
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IL MUSEO ARCHEOLOGICO NAVALE
"NINO LAMBOGLIA" DI LA MADDALENA

A La Maddalena esiste un piccolo ma razionale Museo Archeologico Navale, appositamente realizzato nei primi anni Ottanta e intitolato a Nino Lamboglia. L'Archeologo, fondatore del Centro Sperimentale di Archeologia Sottomarina di Albenga, nel 1958 condusse, con la nave Daino, le prime indagini sistematiche sul giacimento di Spargi. Nei pressi dell'isolotto era stata, infatti, individuata nel 1957, su una secca di circa 18 metri di profonditÓ, una nave oneraria romana, di cui il ricco materiale Ŕ ora esposto nel Museo.

L'oneraria di Spargi, partita da un porto della Penisola, naufrag˛ nel II secolo a.C. nelle Bocche di Bonifacio, in un punto dove la navigazione era particolarmente difficile per la presenza di isolotti, di scogli affioranti e di secche. E tuttavia i naviganti preferivano evidentemente rischiare l'attraversamento che non scegliere una pi¨ lunga rotta di circumnavigazione, come dimostra il gran numero di relitti esistenti nello Stretto.

nave oneraria di Spargi
Ricostruzione di una sezione della nave, nel Museo Sanna di Sassari

Dello scafo, lungo circa 35 metri e largo 8¸10, furono messe in luce parti delle costolature e del fasciame, con frammenti del rivestimento in lamina di piombo fissata da chiodini di rame. La nave portava un carico di anfore vinarie Dressel 1, oltre a frammenti di anfore di altre tipologie. Alcune conservavano ancora il tappo in sughero, sigillato con pozzolana sulla quale era impresso il bollo e il piccolo coperchio fittile di forma conica.

Come di consueto, per raggiungere il pieno carico, la nave trasportava materiali minori, impilati fra le anfore, che ad esse conferivano anche maggior stabilitÓ, tra cui sono stati individuati vasellame da tavola a vernice nera, ceramica comune, unguentari in vetro, lucerne, ceramiche orientali, coppe di Megara e una macina.

anfore di Spargi Anfore della nave oneraria romana di Spargi, nel Museo Sanna di Sassari

Sono stati anche rinvenuti un piccolo altare, un bacile di marmo, una colonnina scanalata e una piccola testa maschile - forse appartenente a una divinitÓ - che sono stati messi in relazione al culto propiziatorio di bordo. Interessante Ŕ il ritrovamento di una corazza di bronzo accompagnata da un elmo con residui di un cranio umano (conservato nel Museo Giovanni Antonio Sanna di Sassari), che - come anche ad Albenga - fanno supporre la presenza, a bordo delle onerarie, di uomini armati a difesa della nave o, quanto meno, equipaggiati per ogni evenienza.

La prima sala del museo ospita la ricostruzione di un'ampia sezione dello scafo, completa di oltre 200 anfore, per esemplificare il sistema di stivaggio, mentre alcune vetrine espongono gli oggetti della dotazione di bordo e la ceramica destinata al commercio. Nella seconda vasta sala sono esposti, oltre ai reperti di Spargi, altri materiali recuperati nelle acque dell'arcipelago, mentre sulle pareti grandi pannelli didattici e documentazione fotografica illustrano lo scavo e i pezzi non presenti nel museo; lungo le pareti sono esposti ceppi d'ancora in piombo di varie dimensioni e anfore di svariato tipo e provenienza diversa, dall'etÓ punica all'etÓ tardoantica.


Per saperne di pi¨ vedere www.lamaddalenapark.it e La nave Romana di Spargi in www.cronacheisolane.it