Sulla cresta dell'onda
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Il museo di Ventotene

Piazza Castello, 04020 Ventotene - LT
Orario di apertura : mesi estivi 10-13; 17-24
mesi invernali a richiesta (tel. 0771-85014)

L'isola di Ventotene possiede un ricco patrimonio archeologico e artistico, oltre che ambientale, preservato nel museo archeologico appositamente creato, nel 1983, nel Castello borbonico risalente al XVIII secolo.

L'isola è entrata nella storia anche per il "Manifesto di Ventotene": è il documento che traccia le linee guida di quella che sarà la carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, steso nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi - al confino nell'isola - insieme con Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, ispirati da un libro di Junius (pseudonimo di Luigi Einaudi).

Entrati nel Castello, attira immediatamente l'attenzione un grande plastico che ricostruisce le vestigia di epoca romana, tra cui il porto con i pertinenti magazzini e la via porticata; il vicino complesso della peschiera-ninfeo connesso con la soprastante villa romana; le monumentali cisterne per la raccolta dell'acqua e la grandiosa villa di Punta Eolo, identificata con la residenza di Giulia figlia di Augusto, esiliata nell'isola.

Ventotene

Sono poi esposti i reperti appartenenti ai complessi monumentali presenti sull'isola, tra i quali le terrecotte, gli intonaci e gli stucchi appartenenti alla villa di Punta Eolo, realizzati con estrema perizia da artisti di valore.

Di particolare suggestione sono le risultanze delle indagini sottomarine, tra cui un dolium, di oltre 2000 litri di capacità, proveniente da una nave affondata nel I secolo nei pressi di Punta dell'Arco; numerosi ceppi d'ancora in pietra e in piombo, di cui non si conosce la provenienza, che tuttavia confermano l'importanza di Ventotene nei traffici marittimi dal VI secolo a.C. fino all'età imperiale; e la testa in marmo di Tiberio, rinvenuta nell'antico bacino portuale.

Il museo ospita anche i reperti provenienti da svariati relitti, in passato soggetti a gravi depredazioni: per esempio di considerevole interesse sono, tra l'altro, numerosi elementi decorativi in bronzo ed in osso, di triclini di origine greca, provenienti dalla nave tardo-repubblicana (I sec. a.C.) dell'isolotto di S. Stefano.

anfore Ventotene Le anfore di Ventotene

Altrettanto preziosi sono i relitti presenti nei pressi di Punta dell'Arco, uno con carico di lingotti in piombo di produzione spagnola, su cui compaiono i timbri dei relativi mercatores, l'altro con anfore contenenti ocra rossa.

E' anche presente parte del carico del relitto rinvenuto a Cala Rossano, con lingotti di stagno di provenienza spagnola e con anfore del tipo Dressel 8, "marchiate" con i nomi dei mercatores.

Al centro del cortile sono esposte svariate anfore di tipo diverso, mentre su una parete è stato ricostruito, a titolo esemplificativo, il sistema di stivaggio delle anfore Dressel 1, disposte a strati sfalsati sovrapposti, dove gli spazi tra le anfore sono colmati da fascine per proteggere i contenitori dagli urti.

Una sezione del Museo, infine, è dedicata alla storia di Ventotene dal Medioevo all'età moderna, con particolare riferimento al periodo tra il 1926 e il 1943, quando l'isola divenne luogo di confino politico.