Sulla cresta dell'onda
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Riccione: Museo del Territorio "Luigi Ghirotti"

Centro della Pesa
Viale Lazio, 10
Tel. 0541 - 600504 / 600113

e-mail: info@comune.riccione.rn.it
Ingresso libero

ORARI
1 settembre - 19 giugno
9.00 - 12.00 (esclusi i lunedì e i festivi)
15.00 - 18.00 al martedì, mercoledì, venerdì

20 giugno - 31 agosto 9.00 -12.00 dal martedì al sabato
21.00 23.00 (giugno-agosto, escluso lunedì)
Mercoledì sera visita guidata gratuita
Visite guidate, anche in lingua straniera, su prenotazione


Integralmente tratto da Guide archeologiche 3 / Preistoria e Protostoria in Italia / Emilia-Romagna, a cura di A. Guerreschi, C. Peretto, L. Prati (Unione Int. delle Scienze Preistoriche e Protostoriche, Ministero per i Beni Culturali, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, 1995).


Il Museo del Territorio "Luigi Ghirotti" a Riccione nasce dall'appassionato lavoro di numerosi volontari e dalle loro ricerche di superificie nella zona del comune e in quelle limitrofe, integrato in un secondo tempo dall'apporto di regolari scavi che hanno privilegiato i siti di maggior interesse o a maggior rischio.

La denominazione "Museo del Territorio" si giustifica in quanto i reperti coprono storicamente un'area che interessa ampi settori della costa (da Riccione fino a Misano) e dell'immediato entroterra (bassa valle del torrente Conca). L'esposizione si articola in cinque settori:
- origine ed evoluzione della vita sulla terra
- evoluzione geologica del territorio
- il Quaternario nella valle del Conca
- il Neolitico e l'Età del Rame
- l'Età del Bronzo e del Ferro
- l'Età Romana

sale Museo

Il primo settore del Museo riguarda l'origine e l'evoluzione della vita sulla Terra, argomento introdotto della due vetrinette ai lati dell'ingresso, dedicate ai processi di fossilizzazione. Il primo gruppo di vetrine ripercorre con un'ampia panoramica i momenti salienti dell'evoluzione degli esseri viventi attraverso i vari periodi geologici. Grande risalto è dato allo sviluppo del genere umano, sintetizzato con efficacia della spettacolare serie di crani (calchi) delle principali specie fossili. L'oculato utilizzo dei calchi (accanto a numerosi reperti originali), unito a un ricco apparato iconografico, sottolinea il fine preminentemente didattico-divulgativo seguito nella realizzazione dell'esposizione.

sale Museo

Un grande plastico geologico del comprensorio di pertinenza del museo (valle del torrente Conca e areee limitrofe) introduce al secondo settore dedicato all'evoluzione geologica del territorio. Viene offerta al visitatore la possibilità di approfondire il complesso argomento delle coltri alloctone (note anche con il vecchio nome di Argille scagliose), i cui "esotici calcarei" eocenico-miocenici (Monte Titano, San Leo, ecc) caratterizzano in maniera così marcata il paesaggio circostante.

All'interessante giacimento miocenico di Serbadone appartengono alcuni resti di mammiferi marini quali Cetacei e Sirenidi. La successiva "crisi di salinità" messiniana (Miocene superiore) viene illustrata con dovizia di reperti fossili (ittilioti, filliti, insetti) estratti dalle marne tripolacee di Monte Maggiore e soprattutto dall'importante giacimento di Monte Castellaro.

Nella vetrina seguente alcuni pesci e molluschi fossili documentano il ripristino di condizioni francamente marine, verificatosi con il Pliocene.


Trilobite Trilobite del Devoniano
Fossile di Archaeopterix Fossile di Archaeopterix (calco)
Cristalli di pirite Cristalli di pirite

Un imponente emischeletro di Bisonte preistorico (Bison priscus) apre il settore dedicato al Quaternario nel territorio. Ampio risalto espositivo viene assegnato all'interessante fauna a vertebrati continentali del torrente Conca, contenuta in limi e hiaie di ambiente fluvio-lacustre e risalente alla glaciazione rissiana.

Bisonte del Pleistocene Bisonte del Pleistocene (Bison Priscus). Ricostruzione in base ai resti ossei rinvenuti presso il torrente Conca
sala

Oltre a cospicui avanzi di Bisonte e Megacero, da questo giacimento provengono pure resti di rinoceronte(S. mercki vel hemitoechus), Orso, Castoro e di un Proboscidato, in corso di studio (1995), confrontabile con Mammut (M. primigenius); i vegetali sono rappresentati da funghi saprofiti, frutti, semi e tronchi di Faggio e Abete bianco.

fossili
1 aprile 1993: a sinistra il compianto Luigi Ghirotti, ispettore onorario e M.O. del Ministero per i Beni Culturali, pioniere della ricerca storico-archeologica nel territorio locale nonché principale artefice del Museo riccionese, che fu a lui intitolato il 31 ottobre 1998; a destra il prof. Alfonso Archi, ordinario di Ittitologia all'Università "La Sapienza" di Roma; al centro il dr Fosco Rocchetta, direttore del Centro della Pesa - Museo del Territorio

Un artistico diorama propone in maniera immediata l'ipotetica ricostruzione paleo-ambientale del sito. Il settore "Quaternario" è chiuso da due vetrine dedicate alle più antiche tracce dell'Uomo rinvenute nel territorio e alla scheggiatura della pietra. I numerosi manufatti litici che provengono dai terrazzi fluviali più alti e dai coevi depositi fluvio-lacustri rientrano nell'ambito delle industrie di tecnica Levallois con rari bifacciali, assai diffuse in area padana e riferibili in genere alla fase finale del Peleolitico inferiore.

Zappetta in osso Zappetta in osso

Il terzo settore del Museo illustra gli insediamenti neolitici identificati nella zona, dal Neolitico antico che si configura all'arrivo dei portatori della Cultura della Ceramica Impressa al Neolitico recente (in un aspetto tardivo della Cultura di Ripoli); mancano testimonianze del Neolitico medio, fase culturale peraltro poco nota in tutta la Romagna. Scarsi elementi dell'Età del Rame introducono il passaggio al ben più importante settore riservato all'Età del Bronzo.

Tazza carenata Tazza carenata dell'Età del Bronzo finale, XII sec.a.C.

I numerosi contesti documentano la presenza di comunità insediate lungo la costa; i vari villaggi presentano fasi di occupazione che non coprono mai l'intero arco cronologico di questo lungo periodo.

Il meglio conosciuto è un insediamento di Riccione (ex proprietà Spina). Di particolare interesse anche un altro insediamento riccionese, da cui provengono scorie di fusione in bronzo, un ugello per mantice e una forma di fusione incompiuta, a testimonianza di attività artigianali diffuse nel territorio.

Anche in questo settore la correttezza scientifica si accompagna a una deliberata ricerca di chiarezza didattica. Pochi elementi riferibili all'Età del Ferro rimandano soprattutto alla frequentazione greca delle coste adriatiche e al momento storico della presenza gallica in area romagnola.

Frammento di vaso attico Frammento di vaso (skyphos) attico, V sec.a.C.

La romanizzazione del territorio e l'insediamento di fattorie e piccoli centri rappresenta la parte finale dell'esposizione, la cui ampiezza è pari al ruolo fondamentale giocato da questa fase storica e culturale nella zona. Un'oculata scelta di reperti, alcuni assolutamente rilevanti come il letto funebre in osso lavorato e le formelle architettoniche in terracotta, fra i molti che affollano i magazzini del Museo, e una musealizzazione accattivante concludono questo settore.

fibula Fibula ad arco di violino in bronzo

L'esposizione, nella veste odierna, è stata realizzata e aperta al pubblico nel 1990; ogni settore è stato curato da esperti delle singole discipline il cui apporto scientifico è stato determinante e il cui elenco è in Guida, 1990.

Balsamari Balsamari di età romana, II sec.a.C.
Statuetta fittile Statuetta fittile di epoca romana
Tomba romana Tomba romana dalla necropoli della Via Flaminia, I sec.d.C.
pendaglio in bronzo Pendaglio a doppia spirale in bronzo
Anello da caviglia Anello da caviglia in bronzo
Courtesy dr Fosco Rocchetta, 16 agosto 2006
aggiornamento 20 ottobre 2006