Sulla cresta dell'onda

ITALIA

Ferdinando Visconti: Carteggio (1818-1847)
a cura di Vladimiro Valerio

Ferdinando Visconti / Carteggio / (1818-1847)
a cura di Vladimiro Valerio
Firenze, Leo S. Olschki, 1995
("Archivo della corrispondenza degli scienziati italiani", 12)

Le lettere di Ferdinando Visconti, rinvenute durante una lunga ed elaborata ricerca sulla storia della cartografia nell'Italia meridionale (1), coprono un lungo periodo della sua vita che va dal 1818 sino a pochi mesi prima della morte, avvenuta il 26 settembre 1847.

Il numero non elevato di lettere - 93 - è da porre in relazione anche alle disavventure politiche del Visconti, che fu protagonista della sfortunata esperienza costituzionale napoletana negli anni 1820 e 1821.

Allontanato dall'esercito, egli non poté svolgere per circa 15 anni il ruolo di direttore dell'Officio Topografico e soprattutto non poté né organizzare né dirigere operazioni scientifiche di ampio respiro, interrotte in tutto il Regno per un decennio, e fu costretto a sopravvivere con l'attività di architetto ed ingegnere perito del tribunale civile.

Non è un caso, quindi, che proprio il terzo decennio del secolo sia il più carente di corrispondenza; fu quello un periodo nel quale era in forse la sorte stessa di parecchi scienziati ed uomini di cultura napoletani, tutti soggetti al più intransigente ed abbietto ostracismo dell'ultimo periodo del regno di Ferdinando I e di suo figlio Francesco I.

Una lettera del geologo inglese Lyell è illuminante a tale proposito; così scriveva alla sorella, da Napoli, il 9 novembre 1828: "Poor Costa (2), with several other naturalists of decidely superior knowledge to any of the present professors in the university here, have been deprived of their chairs and persecuted to beggary for their 'constitutional' opinions", e conclude osservando che "In all the great states of Italy except Tuscany, the inquisitorial suppression of all cultivation of science, moral or physical, is enforced with unrelenting rigour, and considerable success" (3).

La corrispondenza del Visconti deve essere stata vastissima ed indirizzata ai principali geodeti, astronomi, costruttori meccanici, ed uomini di preminente rilievo nel campo delle discipline della terra nel Regno di Napoli, in Italia e nella Europa intera, cosa che traspare con evidenza dal carteggio superstite. Non ho potuto rintracciare le lettere inviate alle società geografiche ellenica, tedesca e francese, a causa delle vicissitudini sofferte dai loro fondi d'archivio.

L'epistolario qui pubblicato si presta a svariate letture e a molteplici considerazioni. Il primo dato caratteristico è fornito da quelle tranches de vie che sono spesso uno dei caratteri salienti della corrispondenza epistolare e che possono illuminare la personalità di un individuo o mettere in risalto i difetti e i limiti di una struttura amministrativa. Come non ricordare, tra i tanti esempi, il pungente ritratto del barone de Zach che "al suo solito indispone tutti, l'un dopo l'altro, e sarebbe un prodigio se il solo Reichenbach non avesse incontrata la sorte medesima" (4); oppure l'avvilita descrizione della debole personalità di Bonaventura Bandieri - un artefice poco noto, attivo a Napoli nella prima metà del secolo - la cui "onestà degenera in estrema dabbenaggine" e che "teme di tutto, ogni sua opinione crede che possa non piacere, e così si affligge, e si tormenta continuamente" (5).

L'indignazione di Visconti non venne contenuta allorché, nel 1845, si sfogò con l'ammiraglio Beaufort per un ottuso rifiuto della marina borbonica a collaborare ai rilevamenti idrografici : "Lo credereste, Signore, - scrive il Visconti al Beaufort - che il Comandante superiore della nostra Marina di guerra, per cagione di gelosie, ha ricusato di far terminare da' suoi ufficiali lo scandaglio del Canale di Procida, per dove attualmente passano tutti i bastimenti a vapore che trafficano tra Napoli, Livorno, Genova e Marsiglia, adducendo per motivo che la Marina non ha mezzi per eseguire simili semplici operazioni?" (6).

Di grande interesse scientifico risulta soprattutto la corrispondenza intrattenuta con l' Amici, per la descrizione degli strumenti di osservazione, per la presenza delle problematiche relative alla strumentistica e ai miglioramenti che si andavano apportando attraverso un serrato dibattito tra meccanici, astronomi e geodeti. Il Visconti dimostra una competenza nel campo davvero straordinaria e le sue osservazioni sono puntualmente recepite dall'Amici. Inoltre, nomi assolutamente sconosciuti, quali quelli di de Conciliis, di Panisi e di un fratello del Bandieri, emergono nel finora desolato panorama di costruttori di strumenti scientifici a Napoli.

Di tono diverso ma significative, in quanto mettono in luce altri aspetti della vita scientifica e della società napoletana dell'800, sono le lettere indirizzate alla Royal Geographical Society ed all'Hydrographic Office of the Admiralty. Qui il discorso si sposta sulle operazioni topografiche ed idrografiche e sulla intera produzione geo-cartografica nel Regno di Napoli. Il Visconti si trova a svolgere il ruolo di informatore e divulgatore della produzione napoletana, ed è anche investito del delicato compito di rivedere la cartografia dell'Ammiragliato relativamente alle coste del Regno di Napoli.

Il ritratto a olio, non datato e non firmato, conservato nella Direzione dell'Istituto Geografico Militare a Firenze, è stato certamente realizzato nel 1814 allorché il Visconti assunse la direzione dell Deposito della Guerra di Napoli. Ecco i dati somatici riportati in un suo stato di servizio del 1803: statura 5 piedi, 2 pollici e 3 linee (m1,68); capelli e occhi castano scuri; ciglia castano chiare; bocca giusta; mento tondo; viso ovale (ASM, Ministero guerra, 2856) Da Società uomini e istituzioni cartografiche nel Mezzogiorno d'Italia, di Vladimiro Valerio (Firenze, Istituto Geografico Militare, 1993)

Ciò che principalmente emerge è, in sostanza, la figura di uno scienziato eclettico, mosso da un'inesauribile voglia di apprendere e desideroso di informare e di mettere a frutto, per il bene comune, le proprie conoscenze. Ospita ed aiuta in ogni modo gli scienziati stranieri di passaggio per Napoli, così come indirizza ai propri corrispondenti stranieri i napoletani che si recano all'estero per i più svariati motivi.

Allorché l'ufficiale di marina Vincenzo Lettieri si recò a Londra per prendere in consegna le navi costruite nei cantieri inglesi per conto della marina borbonica, il Visconti si premurò di introdurlo all'amico Beaufort, con parole di lode: "Egli è un molto distinto Uffiziale della reale Marina Napolitana, e desidera grandemente di conoscere i più distinti Uffiziali della Marina Brittannica, per la qual cosa ardisco d'indirizzarlo a Voi che siete un de' più belli ornamenti della Marina stessa" (7).

Riuscì, quindi, a svolgere un ruolo di trait-d'union tra la comunità nazionale e la cultura europea, oltre ad essere un corrispondente ideale, che non lasciava mai alcuna lettera o richiesta inevasa. A tale proposito è quanto mai emblematica la frase scritta da Julian Jackson, dopo il suo ritiro dalla segreteria della Società Geografica londinese, con la quale si chiude l'epistolario qui pubblicato: "I will merely add that I shall at all time be happy to hear from you in a private capacity, and that any letters addressed to me at N° 52 Coleshill St. Eaton Sq. London, will be sure to find me" (8).

Era il 9 aprile 1847; la fine del Visconti era vicina, gli amici inglesi - ma anche francesi, tedeschi e italiani - furono privati della gioia di ricevere notizie, libri, carte ed ogni attenzione da Napoli, che si avviava verso un nuovo pernicioso ed ultimo isolamento dal consesso civile internazionale (9).

NOTES:

1. Cfr. Vladimiro VALERIO, Società Uomini e Istituzioni Cartografiche nel Mezzogiorno d'Italia, Istituto Geografico Militare, Firenze 1993 (d'ora in avanti VALERIO 1993).
2. Oronzo Gabriele Costa. Cfr. n. 4, lettera 15.
3. Cfr. Life, letters and Journals of Sir Charles Lyell, edited by his sister in Law, Mrs. Lyell, John Murray, London 1881, vol. I, pp. 213-214.
4. Cfr. lettera 16, indirizzata ad Amici, datata 24 novembre 1818.
5. Cfr. lettera 10, indirizzata ad Amici, datata 11 agosto 1818.
6. Cfr. lettera 80, indirizzata a Beaufort, datata 6 ottobre 1845.
7. Cfr. lettera 60, indirizzata a Beaufort, datata 27 giugno 1843.
8. Cfr. lettera 93, inviata da Julian Jackson, datata 9 aprile 1847.
9. Una lunga biografia del Visconti, abbastanza attendibile sebbene poco citata, fu pubblicata a commento di un ritratto in litografia eseguito da Settimio Severo Lopresti, in occasione della morte del Visconti.

I CORRISPONDENTI


a) GIOVAMBATTISTA AMICI

Circa un terzo delle lettere pubblicate fanno parte della corrispondenza intercorsa tra il Visconti e l'Amici nell'arco di soli quattro anni, tra il 1818 ed il 1821. Furono quelli gli anni di maggiore attività per la struttura topografica napoletana, mentre si susseguivano con crescente intensità le iniziative del Visconti, quasi presago della cattiva sorte che si stava per abbattere sull'intera cultura meridionale (1). Il Visconti conobbe Giovanni Battista Amici a Napoli quando questi vi giunse, il 6 novembre 1817, come ultima tappa di un lungo viaggio intrapreso in compagnia della moglie Teresa (2). Visconti fu uno dei primi a fare visita alla coppia e fu tra gli ultimi dai quali gli Amici si congedarono prima della partenza da Napoli. Dal diario steso da Teresa Amici sappiamo che gli incontri con il Visconti furono numerosi, presso le residenze dei diplomatici stranieri (l'austriaco Koller, il prussiano Ramdhor, il russo conte Horloff) e nelle case delle principali famiglie napoletane lieti di ospitare l'illustre modenese: il 30 novembre, in compagnia del Visconti, i coniugi Amici si recarono "al Vomero alla deliziosissima, e ben situata villeggiatura del Sig. Conte Ricciardi" (3).

Ritratto di Teodoro Monticelli eseguito da G. B. Amici,
inciso da Giuseppe Carandini.
In Vladimiro Valerio, Società Uomini e Istituzioni cit.

b) TEODORO MONTICELLI

L'amicizia con Teodoro Monticelli era di vecchia data; entrambi aveva sofferto della dura repressione politica borbonica dell'ultimo decennio del XVIII secolo (6) ed entrambi facevano parte di quel nutrito gruppo di liberali ed ex murattiani napoletani intorno ai quali si erano coagulate le migliori energie intellettuali del Regno. Le lettere rinvenute nella corrispondenza di Monticelli conservate nella Biblioteca Nazionale di Napoli si riferiscono per lo più alle attività scientifiche del Visconti quale membro dell'Accademia delle Scienze, della quale il Monticelli era "Segretario Perpetuo". Non è casuale che il carteggio tra i due si sia svolto sostanzialmente negli anni durante i quali il Visconti, allontanato dalla direzione dell'Officio Topografico, fu costretto a lavorare in privato, con la qualifica di ingegnere, o per incarico dell'Accademia.

c) GIUSEPPE RICCIARDI

Giuseppe Ricciardi nacque a Napoli il 18 luglio 1808. Più che del giovane e turbolento Giuseppe il Visconti fu amico del padre il conte di Camaldoli, Francesco Ricciardi, nato a Foggia il 12 giugno 1758 e morto a Napoli il 17 dicembre 1842, la cui villa al Vomero fu uno dei più vivaci salotti del tempo, nonché luogo d'incontro dei liberali e "murattiani" napoletani.

d) JOHN WASHINGTON

La corrispondenza con John Washington si protrasse per i cinque anni in cui l'idrografo inglese fu segretario della RGS. John Washington (1800-1863) (9) era entrato come volontario nella marina britannica nel 1812, a bordo di una fregata impegnata in operazioni militari nel nord America. Rientrato in Inghilterra seguì corsi del Royal Naval College presso il quale ottenne un medaglia d'oro di riconoscimento nel 1816. Gli anni successivi furono spesi nuovamente in America e nell'oceano Pacifico. Nel 1821 fu promosso sottotenente. Continuò a navigare e soprattutto ad effettuare osservazioni astronomiche. Dal 1827, con il grado di sottotenente in prima navigò nel Mediterraneo, ed effettuò anche osservazioni astronomiche nell'interno del Marocco, fissando la posizione di parecchi punti sino allora sconosciuti. Ebbe il suo primo comando nel 1830 e nel 1833 fu promosso comandante.

e) FRANCIS BEAUFORT

Sir Francis Beaufort, il cui nome è indissolubilmente legato alla scala internazionale della forza del vento, è una delle glorie dell'Ammiragliato inglese, ed uno dei fondatori della moderna idrografia e della meteorologia. Entrato giovanissimo in marina, egli iniziò fin dal primo viaggio nel mare della Sonda (1789) a cimentarsi nel rilevamento idrografico. Guadagnò grandissima reputazione in occasione dell'incarico di rilevamento delle coste della Karamania, nel 1811. Le esperienze vissute dal Beaufort nel Mediterraneo orientale, vennero portate all'attenzione della comunità scientifica nel 1817: il volume dal titolo "Karamania", ricco di notazioni storiche archeologiche ed antropologiche, ebbe un notevole successo di pubblico, divenendo uno dei più noti libri di viaggio del tempo ed un modello editoriale; una seconda edizione apparve nel 1820. La qualità del rilevamento costiero, pubblicato dall'Hydrographical Office, era tale che ancora nel 1972 il Beaufort "was quoted by the Hydrographic Department as the principal authority for the surveys of the southern coast of Turkey" (12). La pregevole qualità del lavoro non passò inosservata ai contemporanei come è attestato dalla prima lettera del Visconti al Beaufort, nella quale si accenna alle "excellentes Cartes sur les Côtes de Karamanie" (13).

f) JULIAN JACKSON

Con Julian Jackson (1790-1853) si chiude la corrispondenza di Ferdinando Visconti. Anche il Jackson fu segretario della Royal Geographical Society, con un mandato che durò sei anni, dal 1841 al 1847. Quella con il terzo segretario delle RGS è una delle corrispondenze più ricche - ben 14 lettere spedite ed 8 ricevute - nonché più interessanti.

NOTE:

1. Cfr. VALERIO 1993, capitolo XI, pp. 221-250.
2. Sull'Amici la bibliografia è abbastanza vasta, si vedano in particolare le biografie apparse in DSB, I, pp. 135-137, a cura di Vasco RONCHI; ST, I, pp. 41, 42, a cura di Mario GLIOZZI; ed il volume monografico a cura di G. TAROZZI, La scienza degli strumenti. Giovanni Battista Amici ottico, astronomo e naturalista, Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti, Modena 1989.
3. Cfr. Giornale di Viaggio da Modena a Firenze-Roma, redatto dalla moglie di Amici, Teresa, conservato in BEM, fondo Amici, c. 14 v.
[...]
6. Arrestato il 27 febbraio 1795 fu condannato e tradotto nell'isola di Favignana. Sul Monticelli cfr. Giuseppe CEVA GRIMALDI, Elogio del comm. T. Monticelli, Stamperia Reale, Napoli 1845 e RIIN, pp. 187-188.
[...]
9. Cfr. Lewellyn Styles DAWSON, Memoirs of Hydrography, including Brief Biographies of the Principal Officers who have served in H. M. Naval Surveying Service between the years 1750 and 1885, Imperial Library, Eastbourne 1885, vol. II, pp. 93-111 e DNB, XX, pp. 898, 899, a cura di John Knox LAUGHTON.
[...]
12. Alfred FRIENDLY, Beaufort of the Admiralty. The Life of Sir francis Beaufort 1774-1857, Hutchinson, London 1977, p. 219. Cfr. anche Lewellyn Styles DAWSON, Memoirs of Hydrography, including Brief Biographies of the Principal Officers who have served in H. M. Naval Surveying Service between the years 1750 and 1885, Imperial Library, Eastbourne 1885, vol. II, pp. 1-5.
13. Cfr. lettera 51.
[...]
Vladimiro Valerio
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