Tra gli esemplari manoscritti secenteschi vi sono l'atlante del Mediterraneo di Charlat Ambrosin e la carta di François Ollive, entrambi cartografi di Marsiglia.
Il primo atlante, del 1620, si compone di cinque fogli di cui l'ultimo reca la firma "A Marseille, par Charlat Ambrosin, l'an 1620". E' dedicato a Luigi XIII il cui monogramma - LDB per Louis de Bourbon - ricorre sulle cornici di ciascuna carta, alternandosi al fior di giglio.
Il quarto foglio rappresenta la Sicilia, le Isole Maltesi, l'estremità meridionale della Sardegna e della Calabria e un tratto di costa tunisina. Pur facendosi largo uso di colori brillanti, l'atlante è disegnato con tratto lieve che gli conferisce una particolare armoniosa eleganza.
La Sicilia è evidentemente ben nota al cartografo, che ne descrive l'entroterra con abbondanza di fiumi e di borghi, rappresentando anche l'Etna in eruzione, che chiama Monte Albano.
In alto sulla carta, in un inserto, figurano i porti più accorsati dalle navi in rotta verso l'Oriente, ossia Palermo, Messina, Trapani e Malta.
Il secondo manoscritto è di un membro di una lunga stirpe di cartografi, operanti in tutta Europa; si tratta di François Ollive - omonimo di un predecessore attivo a Messina sul finire del Cinquecento - che verso la metà del secolo realizzò carte notevoli per vivacità di colori e ricchezza d'immagini decorative.
Il nome "Ollive" equivale a "Oliva" o "Olive", a seconda del Paese dove i diversi cartografi operavano, probabilmente adattando la grafia del proprio nome alla lingua del posto. In origine la famiglia apparteneva alla cerchia dei cartografi ebrei di Maiorca, dove esisteva fin dal Trecento una florida tradizione cartografica (cfr. Atlante Catalano); nel Quattrocento migrarono in Sicilia, e in particolare a Messina, che a sua volta divenne un centro cartografico attivissimo fino al Seicento; ma li si ritrova a Marsiglia e in altre regioni italiane.