Sulla cresta dell'onda

FRANCIA

La Compagnie des Indes e Jean-Baptiste d'Après de Mannevillette

Nel XVIII secolo, la Compagnie des Indes affidò a Jean-Baptiste d'Après de Mannevillette, figlio di un capitano di mare già al servizio della stessa Compagnia e idrografo celeberrimo del suo tempo, la compilazione di un atlante nautico per la navigazione lungo le coste africane fino alle Indie orientali. L'opera apparve nel 1745 come Neptune Oriental, precedendo di diversi anni l'analogo atlante pubblicato ad Amsterdam da van Keulen per conto della Compagnia delle Indie olandese.

Il volume, di grande formato, era intitolato Le Neptune / Oriental / ou / Routier General / des Côtes / des Indes Orientales / et de la Chine / ... / dedié à Monseigneur Orry De Fulvy, Conseilleur d'Etat ... / par M. d'Après de Mannevillette, Lieutenant des Vaisseaux de la / Compagnie des Indes ... / A Paris / De l'Imprimerie de Jean-François Robustel, Rue de la Calendre près le / Palais, à l'Image de Saint Jean / MDCCXLV.

Si compone di 111 pagine e 30 carte acquerellate a mano e, come l'Autore dichiara espressamente nella prefazione, è inteso a contrastare l'egemonia cartografica olandese e inglese.

D'Après de Mannevillette, per effetto del grande successo riscosso dal suo Neptune Oriental, fu assegnato alla direzione di un ufficio apposito per la produzione di carte per l'Oriente, e dedicò i successivi trent'anni all'ampliamento e al perfezionamento della sua opera, che conobbe una riedizione raddoppiata nel 1775, e alla fine richiese un Supplement, pubblicato postumo nel 1781 e riedito nel 1797.

Ma per ancora quasi trent'anni la successiva produzione cartografica francese fu riunita in analoghi atlanti in folio chiamati Neptune (de la Méditerranée, de l'Amérique, du Grand Océan ...), che offrivano copertura praticamente mondiale in almeno 15 volumi, spesso riediti in versioni ampliate.

La tavola n° 12 del Neptune Oriental è una carta delle coste dell'India fino alla foce del Gange nel Golfo del Bengala, di cui sono rappresentate le secche e alcuni fondali. La carta è attraversata dal consueto fitto reticolo di " rombi", che si dipartono da rose numerose e regolarmente distribuite, e le acque costiere sono acquerellate in verde chiaro; singolare è la rappresentazione della fascia costiera, di cui è delineato il profilo montuoso in prospettiva, mentre nell'interno delle vedute di costa spiccano, con elevazione evidentemente esagerata, alcuni edifici. (Livorno, Accademia Navale)

A cura di
Paola Presciuttini, 2002
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