Sulla cresta dell'onda

GLOBI TERRESTRI

Un prodotto cartografico sui generis è il globo terrestre, oggetto di rinnovato interesse scientifico e catalografico.

Già nel 1893 il geografo Matteo Fiorini auspicava la realizzazione di un catalogo delle sfere cosmografiche esistenti in Italia, che descrivesse "la materia e il modo con cui sono formate e montate le sfere, le dimensioni loro, il tracciamento  dei meridiani e paralleli, gli intervalli che gli uni e gli altri separano, le date di tempo e di luogo, il nome dell'autore, i pregi artistici, ... come è eseguito il disegno ... il numero delle fettucce ...se sono divise per metà ... se sono troncate verso le estremità polari ...". Nel 1893 pubblicò un saggio sull'attività sfereografica dai primi cenni tramandati da Strabone e da Tolomeo fino al XVI secolo mentre, nel 1899, realizzò un catalogo di 416 tra sfere terrestri, sfere celesti, sfere armillari e fusi a stampa, pubblicati entro il XVII secolo.

Oggi, e da circa cinquant'anni, l'Internationale Coronelli-Gesellschaft für Globen und Instrumentenkunde, attraverso i suoi periodici Der Globusfreund e Information, stimola e coordina la ricerca e lo studio dei globi prodotti dal XIX secolo in poi.

L'Istituto Idrografico della Marina possiede un globo ottocentesco, particolarmente interessante per via delle sue dimensioni - circa 80 cm di diametro - prodotto da Carl Adami e da Heinrich Kiepert, pubblicato dalla Dietrich Reimar Verlag di Berlino nel 1883.

Dietrich Reimar entra nella Casa Editrice di famiglia nel 1845, dando vita a un settore specializzato che pubblica le opere dei più famosi geografi e cartografi del suo tempo. L'attività sfereografica viene intrapresa nel 1852, quando l'impresa assorbe la Adami & Co., di Carl Adami, apprezzato produttore di sfere terrestri e celesti, e si accentua nel 1865, quando diventa loro assiduo collaboratore il geografo Heinrich Kiepert. L'esemplare dell'Istituto Idrografico della Marina reca infatti - in lat di circa 50°÷60° S e in long. di circa 105°÷135° rispetto al meridiano dell'Isola del Ferro, la seguente iscrizione: Erdglobus / nach dem Entwurf / v. A. Adami / in Verhaltniss von 1:16 500 000 der naturlichenGrosse / bearbeitet u. gezeichnet / von / Dr Heinrich Kiepert / Correcturen und Nachtrage 1883 / Dietrich Reimer / Berlin.

Alla fine degli anni Settanta Dietrich Reimer produce globi di diversi formati, da cm 10.5 a cm 80 di diametro, con caratteristiche diverse a seconda dell'uso previsto: superficie liscia oppure rilevata; asse verticale o inclinato, piede di legno o di metallo dorato oppure di ferro battuto, oppure sostegno a tripode con orizzonte e apparato scientifico completo per il calcolo delle coordinate geografiche e celesti.

Un catalogo del 1905, nel citare i numerosi premi conferiti ai globi - che conservano il nome Adami-Kiepert in memoria dell'unanime apprezzamento per l'opera dei due geografi - ne illustra 54 modelli diversi. Nel periodo tra le due guerre la produzione prevede un ulteriore formato, e continua nel secondo dopoguerra, per concludersi nel 1960.

La sfera materiale presenta uno schiacciamento polare accentuato e può ruotare oltre che intorno al proprio asse, anche di 180° rispetto alla direttrice E-W del piano dell'orizzonte. E' rivestita di 24 fettucce di carta stampata, corrispondenti ciascuna a un fuso orario di 15°, secate all'equatore e troncate a 85°, dove la parte mancante è surrogata da appositi dischi di carta. Il colore prevalente è il giallo ocra, sia per la terra che per i mari, mentre le acque interne sono acquerellate in verde-azzurro. L'emisfero boreale appare più stinto e segnato, evidentemente a causa della maggior consultazione ed esposizione alla luce viva. Sono ben leggibili i 24 meridiani che coincidono con i bordi delle fettucce; i paralleli sono indicati da una linea continua mentre i Tropici e i Circoli Polari sono tracciati con linea punteggiata. Sopra e sotto l'Equatore sono riportate due distinte graduazioni che procedono da 0° a 360°, in direzione WE e EW, con lo 0 sul meridiano passante per l'Isola del Ferro. La linea dell'Equatore presenta una terza numerazione da 0° a 360° a circa 17°40' E del meridiano iniziale, dove si legge Greenwich, indicandosi in tal modo il relativo meridiano, peraltro non tracciato.

La rappresentazione geografica è fitta di informazioni, che includono le rotte a vapore, indicate con linea a tratto-punto, mentre le rotte a vela sono tracciate con linea punteggiata, entrambe accompagnate dall'indicazione dei luoghi di partenza e di arrivo. Compaiono le correnti, per lo più con la loro direzione, denominazione e andamento stagionale; i poli magnetici, indicati da asterisco e scritta; le principali linee cablografiche e telegrafiche, nonché le più importanti basi per il carico del carbone, i porti attrezzati per le riparazioni navali, i consolati tedeschi. Nell'emisfero australe figurano i nomi degli scopritori e le date delle loro imprese, ma non le rotte seguite, dal XVII secolo fino alla metà dell'Ottocento. E' riportata a tratti la costa dell'Antartide mentre, a circa 65°S - 110° E e a circa 78°S - 140° W compare la scritta "termination land?".

Un altro esemplare dello stesso globo è conservato presso il Consiglio di Stato a Roma; è completo di bussola per l'orientamento della sfera, alloggiata in appositi bracci lignei incastrati alla base interna di ciascun piede del tripode di sostegno, che invece manca nell'esemplare presso l'Istituto Idrografico. Sono invece entrambi privi del quadrante delle altezze, la cui originaria presenza sembrerebbe confermata da una larga abrasione che corre lungo la linea dell'Equatore.

Un articolo esaustivo sul globo in questione, di Paola Presciuttini, è stato pubblicato sulla Rivista Marittima (aprile 1987).


Museo Galata
Biblioteca Federiciana

Globi monumentali del Coronelli presso il Galata - Museo del Mare a Genova e presso la Biblioteca Federiciana di Fano


Globi celesti e terrestri alle pagine della Yale University, Library, Map collection:

http://www.library.yale.edu/MapColl/print_index.html


The International Coronelli Society for the study of globes


Un repertorio sui globi prodotti nei Paesi Bassi, a cura del dr Peter van der Krogt, eminente studioso di cartografia


A Vienna, presso la Biblioteca Nazionale, è stato costituito nel 1956 il Globe Museum, unico al mondo, con oltre 380 tra globi terrestri, sfere celesti e sfere armillari


Tutto sulla cartografia antica nel web e in biblioteca, con oltre 3500 links ampiamente annotati per una guida ragionata [in lingua inglese] alla consultazione della rete e di testi fondamentali, al sito di Tony Campbell:
www.maphistory.info/index.html


A cura di
Paola Presciuttini, 2002
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