Sulla cresta dell'onda

ITALIA

Disegnatori, incisori e litografi
nell'Officio Topografico di Napoli (1781-1879)

Vladimiro Valerio
Costruttori di immagini / Disegnatori, incisori e litografi nell'Officio Topografico di Napoli (1781-1879), Napoli, Paparo Edizioni, 237 p., ill.

Dall'Introduzione dell'Autore:
La creazione a Napoli, alla fine del XVIII secolo, di una scuola di disegno e di incisione non solo "topografica" ma fortemente caratterizzata da una particolare attenzione a tutto quanto si muovesse nel mondo della tecnica della rappresentazione, ha portato a sviluppare nell'ambito di uno stabilimento militare (l'Officio Topografico) una scuola di arte e di tecnica del disegno assolutamente particolare ed unica in Italia e nell'intera Europa.

Nell'Officio iniziarono già nel 1817 esperimenti "per conoscere qual vantaggio può sul momento ricavarsi dalla nuova arte litografica", che diedero luogo, nel 1823, alla fondazione della Litografia Militare, uno dei più importanti stabilimenti litografici europei.

Nel maggio del 1818 sei camere lucide giunsero a Napoli ed alcuni artisti poterono svolgere i primi esperimenti di ripresa en plein air. Carlo Teodoro Müller, Luigi Fergola, Gennaro Aloja, impiegati nell'Officio, ma anche Achille Vianelli, Giacinto Gigante, Lorenzo Bianchi e Salvatore Fergola, che avevano avuto più o meno intense frequentazioni con lo stabilimento militare, utilizzarono il nuovo dispositivo. Il senso del paesaggio e del ritratto urbano espresso dalla scuola di Posillipo e nella Napoli della prima metà dell'Ottocento trovano nell'Officio Topografico le proprie radici.

Ciò che noi oggi ammiriamo è proprio la capacità di creare immagini, di formare una scuola e la versatilità di quegli impiegati, forgiati ed esaltati da una visione profondamente laica dello Stato, perché prima ancora che artisti erano ufficiali dello Stato e potevano vantarsi della loro appartenenza ad un corpo altamente stimato e apprezzato non solo nella città di Napoli e nel Regno.

Le biografie riportate vogliono essere un riconoscimento per questa schiera negletta e spesso dimenticata di artisti e di costruttori di immagini.

Questo libro affascinante raccoglie 93 articolate biografie, 39 firme autografe e un'ampia descrizione delle fonti archivistiche, oltre alla vasta bibliografia da cui l'Autore ha attinto.

Non potendo trascriverlo per intero, ci limitiamo a brevi stralci delle sole biografie, che consentiranno al Lettore di individuare gli artisti trattati: nel loro insieme esse offrono un panorama completo dello scenario tecnico-artistico che gravita attorno all'attività cartografica dell'Officio Topografico di Napoli.

GENNARO ALOJA
Napoli, 21 aprile 1793 - 18 gennaio 1868.
Incisore e litografo di figurini militari e di modelli di topografia.

Gennaro Aloja appartiene ad una valente famiglia di incisori e di disegnatori napoletani attivi per oltre un secolo, a partire dalla metà del Settecento; potrebbe essere figlio di Vincenzo, anch'egli impiegato come incisore nel Burò topografico napoletano. Come per altri meno noti artisti napoletani - le prime notizie biografiche a stampa sono in VALERIO 1985a: 23 - il giudizio dell'Ortolani è estremamente severo: [...]

Ma anche se la critica più recente ha rivisto certi giudizi limitativi, [...] la figura di Gennaro resta in posizione marginale.

In realtà Gennaro Aloja è stato uno dei più versatili, prolifici e stimati artisti dell'Officio Topografico. I superiori lo definiscono "di istruzione somma " (ASN, Libretti II, 107) e per la sua abilità nel disegno di figura risulta "per lo più adoperato come incisore per i modelli dell'armata ed è maestro di figura nel Reale Collegio Militare" (ASN, Libretti II, fs. 109).

 

LUIGI ALOJA
Napoli, 6 febbraio 1783 - giugno 1837.
Incisore topografo addetto all'orografia ed al completamento dei rami.

Luigi è senza dubbio il meno conosciuto della famiglia degli Aloja ed è ignorato dalle biografie artistiche. Ciò è dovuto al fatto che, a differenza dei suoi familiari, egli lavorò unicamente nell'ambito cartografico nel quale iniziò a lavorare subito dopo l'obbligatorio viatico presso la Stamperia Reale. La sua prima attività quale incisore addetto all'Opera di Ercolano è attestata da alcuni sporadici documenti d'archivio: nel 1813, ad esempio, risulta una sua richiesta al direttore della Stamperia Reale per il pagamento di alcune incisioni (ASN, Ministero della presidenza, fs. 739/211). [...] Tra il mese di agosto e l'ottobre del 1822 lo troviamo impiegato ad incidere le montagne sul terzo foglio della carta della Sicilia in quattro fogli, la cui incisione terminò nel 1826 (ASN, Ufficio topografico I, fs. 1/8). Tra il 1824 ed il 1825 lavorò al foglio numero uno della carta di cabotaggio del mare Adriatico in scala 1:100.000, che raffigurava la costa dal fiume Tronto a Pescara (ASN, Ministero guerra, fs. 1457).

 

VINCENZO ALOJA
1768 ca - Napoli, 29 giugno 1817.
Incisore di topografia, di vedute e di costumi, maestro per l'incisione di paesaggio nell'Accademia di Belle Arti di Napoli.

Di Vincenzo, certamente il più citato degli Aloja, erano ignoti, sino a pochi anni fa, i dati anagrafici e la sua attività era posta, a grandi linee, tra la seconda metà del XVIII secolo e la prima metà del secolo successivo (PETRUCCI 1960); ciò a dispetto di una certa completezza circa le vicende artistiche ed umane, i cui dati essenziali sono stati ripresi nella mediocre biografia del Petrucci. La data di morte è stata solo recentemente individuata (VALERIO 1980a: 111) anche se va probabilmente corretta dal 19 al 29 giugno sulla scorta di una lettera di Ferdinando Visconti, datata 2 luglio 1817, nella quale informava Giovanni Ziegler, capo del terzo Ripartimento dal quale dipendeva l'Officio Topografico, della scomparsa del valente incisore "dopo 13 giorni di febbre così detta petecchiale" (ASN, Segreteria antica di guerra e marina, fs. 722). Purtroppo l'Aloja è l'unico impiegato del Burò topografico per il quale non viene indicata l'età nel "controllo annuale" del 1810.
(ASN, Registri della Segreteria di guerra, fs. 12).

Elementi di Topografia per uso del Collegio Militare, del professore Gaspare Vinci.
Il frontespizio fu inciso da Vincenzo Aloja

GIUSEPPE AZZERBONI
Resina, 1764 ca - attivo fino al 1814.
Incisore di ornati, testatine e finalini per libri e di frontespizi cartografici.

La figura di Giuseppe Azzerboni è talvolta confusa con quella di un altro Azzerboni (forse il padre) che lavorava alle antichità di Ercolano fin dal 1757, anno di pubblicazione del primo volume dedicato alle pitture ercolanesi. In tale opera "Azzerboni" incise un medaglione con l'effigie di Carlo re di Napoli e di Sicilia, posta al di sotto del titolo tipografico. La data ed il luogo di nascita di Giuseppe risultano dal "Controllo annuale de' Signori impiegati del Burò Topografico" redatto nel gennaio del 1811 (relativo al 1810); egli è indicato come nativo di Resina e 46enne (ASN, Registri della Segreteria di guerra, fs. 12). Senza dubbio il suo addestramento avvenne nell'ambito degli incisori che lavoravano a Portici intorno alle antichità di Ercolano. Non dotato di grande talento, fu avviato all'esecuzione di finalini e di ornati che corredavano in gran quantità i volumi delle antichità di Ercolano. Quasi tutte le opere da lui firmate risultano pubblicate dalla Stamperia Reale.

Giuseppe Azzerboni, frontespizio dell'Atlante del Regno di Napoli ridotto in VI fogli, Napoli 1807, particolare del foglio II, inc. rame 475x670, collezione privata

FEDERICO BARDET DI VILLANOVA
Napoli, 14 marzo 1796 - 26 dicembre 1868.
Ufficiale dello Stato Maggiore e del Genio; ingegnere topografo, direttore della seconda sezione dell'Officio Topografico.

Federico Bardet è uno dei pochi personaggi dell'Officio Topografico che abbia goduto di una certa notorietà, soprattutto al di fuori dell'ambito strettamente topografico. Egli, di fatti, è presente in alcuni studi storico-artistici per essere stato autore del primo trattato italiano sull'arte litografica (OZZOLA 1923, STAMPE E DISEGNI NAPOLETANI 1941:11, CALABI 1958, ROMANO 1978:167, MASSARI-NEGRI ARNOLDI 1987:256). Su tale circostanza si basano le poche notizie, peraltro inesatte, apparse nel Dizionario biografico degli italiani, ove lo si indica morto nel 1836 (CIONI 1964). La più antica fonte che riferisca dell'impegno in campo litografico del Bardet è costituita dallo scritto di Ruggiero (RUGGIERO 1832:323); sebbene questi correttamente riferisse che al Bardet si "commise la cura" dello stabilimento litografico, i successivi studiosi gli hanno attribuito anche il ruolo, che in verità non ebbe, di promotore nell'introduzione della litografia nell'Officio. Forse lo stesso Bardet lasciò nel vago l'effettivo compito da lui svolto in quella occasione, come si legge nell'introduzione al suo fondamentale testo sulla litografia: "L'Augusto Sovrano, di gloriosa rimembranza [Ferdinando I], volendo fondare un'Officina Litografica annessa al Reale Officio Topografico, ne affidò a me la commissione sin dall'anno 1823" (BARDET DI VILLANOVA 1830:1).

Istruzioni / su i tre / principali metodi / dell' / arte litografica / di Federico Bardet di Villanova / 1° Tenente del Corpo Reale del Genio addetto al Reale / Officio Topografico / Napoli 1830

FRANCESCO BARONE
Napoli, 21 giugno 1801 - collocato in pensione l'8 giugno 1864.
Incisore topografo addetto all'esecuzione dello scheletro e calligrafo.

Francesco Barone, figlio di Pasquale e di Domenica Marinuzzi, fu nominato insieme con il fratellastro Giuseppe incisore di terza classe nell'Officio Topografico, il 2 settembre 1838, ma già dal 17 ottobre 1827 egli lavorava in qualità di alunno nell'istituto topografico (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati del corpo di Stato Maggiore, f. 45). Non svolse attività esterna come facevano parecchi suoi colleghi e spese la sua vita quasi interamente per l'esecuzione di un paio di rami dell'Officio Topografico; ma proprio grazie ad anonimi operatori come lui l'Officio poté vantare una della migliori produzioni europee. Il suo nome come incisore cartografo compare per la prima volta nel 1983 (VALERIO 1983a:36,40 nota 49).

 

GENNARO BARTOLI
Napoli, 28 febbraio 1770 - Napoli, secondo semestre del 1837.
Incisore della Stamperia Reale, abile nella figura e nella topografia.

Nella grande fucina di incisori sorta intorno all'Opera di Ercolano, dalla quale uscirono i principali artefici dell'incisione topografica napoletana, si formò la personalità artistica di Gennaro Bartoli. Il Grossi lo ricorda tra "gli incisori a bolino viventi" (erroneamente riporta la data di nascita al 1765 circa) che con Domenico Guerra si distingueva nel "Burò topografico" (GROSSI 1821:xxxxvi); il Borzelli lo indica tra i valenti incisori dell'epoca di Guglielmo Morghen e di Carlo Porporati (1740-1816), entrambi ben più anziani di lui, ma non fornisce ulteriori dati sulla sua arte (BORZELLI 1900:74), mentre dal Benezit è presentato come uno dei migliori allievi di Tischbein (1751-1829) (BÉNÉZIT 1976, I:477). Il Morelli, suo contemporaneo ed estimatore, scrisse nella breve nota biografica a lui dedicata che "sotto la disciplina di Giorgio Hackert, intagliatore di paesaggio, andò molto innanzi" (MORELLI 1826:175). È quindi certo che Gennaro Bartoli si formò nell'ambiente artistico napoletano sviluppatosi intorno alle prestigiose figure dei fratelli Hackert.

 

GIOVANNI OTTONE (DI) BERGER
Attivo tra il 1748 ed il 1799.
Ufficiale di artiglieria austriaco, ingegnere, disegnatore topografo al seguito di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni.

Malgrado Giovanni Ottone di Berger sia stato un disegnatore topografo di grandissime qualità, già noto per alcuni suoi brani cartografici, ed autore di quasi tutti i disegni settencenteschi realizzati a Napoli nell'Officina Topografica, il suo nome viene solo ora per la prima volta messo in relazione all'attività cartografica del Rizzi Zannoni. Non è menzionato nella meticolosa monografia del Blessich sul geografo padovano e, a tutt'oggi, a sua firma risultano solo i sette disegni conservati nella Biblioteca Nazionale di Napoli (CIVILITÀ DEL SETTECENTO 1980, II:426). La singolare circostanza di essere stato il Berger un "impiegato" della Commissione per la carta geografica del Regno ha fatto sì che egli non firmasse mai i suoi lavori, peraltro numerosissimi. Quasi tutti gli elaborati cartografici settecenteschi, schedati in VALERIO 1985a, sono stati da lui realizzati. [...] Si tratta, quindi, del più importante disegnatore cartografo attivo nel Mezzogiorno d'Italia, che formò alla sua scuola una generazione di disegnatori; si può dire che, per il disegno, egli svolse un ruolo equivalente a quello che Giuseppe Guerra esercitò nel campo dell'incisione cartografica.

 

GIUSEPPE BIFEZZI
Serra S. Bruno [Catanzaro], 12 settembre 1798 - Napoli, 13 giugno 1881.
Litografo e Ingegnere geografo, attivo anche nell'Ufficio Superiore del corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

L'ingegnere topografo Bifezzi ha da sempre goduto di una certa notorietà grazie all'invenzione di uno strumento per il rilevamento topografico, da lui chiamato "telegometro". Ne hanno parlato i contemporanei AYALA 1852:84-87, FIRRAO 1868:40 e RICCARDI 1879-1883, II:632, ed era noto anche al Ferrarelli per la protezione di Carlo Filangieri, della quale godette per lunghi anni (FERRARELLI 1911: 260). Risulta, inoltre, l'unico cui sia stata dedicata una recente, breve monografia, centrata sostanzialmente sulla sua produzione di atlanti corografici del regno di Napoli (MANZI 1970), dei quali un'analitica descrizione compare in VALERIO 1980a:46, 47 e 90-95. Oltre che per i due particolari aspetti della sua attività, di sopra menzionati, Bifezzi merita di essere ricordato come uno dei migliori e dei più attivi ingegneri topografi napoletani, al servizio dei Borbone e dell'Italia unita per oltre quarant'anni.

 

ANTONIO BONAMICI (BUONAMICI)
Attivo come disegnatore topografo e calligrafo tra il 1817 ed il 1825.

Non conosciamo l'attività del Bonamici prima del 1817, né abbiamo notizie sulla sua formazione e sugli studi da lui svolti. È certo che col decreto del 22 gennaio 1817, col quale fu definito il personale addetto all'Officio Topografico, egli venne nominato disegnatore soprannumero di prima classe. Il suo primo compito fu la realizzazione del disegno "della distribuzione in fogli del lavoro topografico della carta del Regno", cioè il quadro d'unione, che purtroppo non è giunto sino a noi. Nel maggio fu impegnato nella parte che riguarda la Sicilia e nella scrittura (ASN, Segreteria antica guerra e marina, 722). Dall'agosto del 1817, come gran parte dei disegnatori, risulta addetto alla messa in pulito dei disegni in scala 1:25.000 della carta dei dintorni di Napoli.

 

LUIGI (Giambattista, Gaetano, Agostino) CAMPI
Mantova, 21 giugno 1784 - Napoli, ritirato nel 1834.
Disegnatore topografo e litografo nel corpo del Genio.

La famiglia Campi, nei vari rami del cremonese, del milanese e del mantovano, ha consegnato parecchi artisti alla storia italiana (pittori, architetti, decoratori) dal XVI al XIX secolo. La loro prevalente attività di disegnatori e rilevatori è attestata dal blasone dei "Campi di Lombardia" nel quale compare un compasso sostenuto da due leoni. Luigi appartiene alla famiglia del pittore Felice, nato a Mantova nel 1746 ed ivi morto nel 1817 (su Felice si veda TELLINI PERINA 1974). Dal registro dei nati nella parrocchia di S. Egidio a Mantova risulta che gli furono assegnati anche i nomi di Giambattista, Gaetano e Agostino e che padrino del battesimo, avvenuto il 22 giugno, fu Giambattista Marconi, altra nota figura di decoratore e architetto nella Mantova della fine del '700 (ASCM, titolo XV, reg. 9). Insomma, il piccolo Luigi non poteva avere natali più propizi e ben auguranti per il suo avvio nel mondo dell'arte.

 

GIUSEPPE CARISTO
Napoli, 24 giugno 1787 - collocato in pensione il 4 gennaio 1856.
Disegnatore topografo e di figura, miniaturista addetto alla coloritura dei "modelli del reale esercito" e ritrattista.

La formazione tecnica ed artistica di Giuseppe Caristo avvenne al di fuori dell'istituzione topografica. È probabile che egli fosse già un artista formato quando, il 4 gennaio 1816, venne ammesso nel Deposito della guerra come disegnatore di seconda classe. [...]

Non si conosce la sua produzione in quegli anni ma, a giudicare dal lavoro svolto nell'ottobre del 1822 ("colorisce un gruppo di costumi del Regno") e dalle successive mansioni, possiamo ritenere che venisse fondamentalmente impiegato come miniaturista e ritrattista. Con la formazione della litografia della Guerra Caristo venne addestrato nella nuova tecnica di stampa: tra il 1823 ed il 1824 eseguì in litografia i ritratti di Ferdinando I e del Principe di Salerno, (VALERIO 1998: 22; VEDUTE, RITRATTI 1999:91, 92).

 

FERDINANDO CATALANO
Napoli, 16 aprile 1827 - Napoli, 4 novembre 1863.
Disegnatore topografo attivo anche nell'Ufficio Superiore del corpo di Stato Maggiore.

L'attività del Catalano si risolse in soli otto anni di servizio, cinque sotto il regno borbonico e tre nell'Italia unita. Nacque a Napoli da Agnello e da Giuseppa Rondelli nel 1827 ma entrò nell'Officio Topografico, come allievo disegnatore, ad età già avanzata: era il 20 aprile del 1855. Tre anni dopo, l'8 luglio 1858, passò soprannumero disegnatore con uno stipendio annuo di 90 ducati (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, f. 34).

Catalano era specializzato nel disegno dello scheletro e della planimetria; suo principale compito era il disegno in netto dei rilievi di campagna effettuati dagli ingegneri. Nel 1857 disegnò lo scheletro della tavoletta 12a del foglio 18, contenente i comuni di Solopaca, Melizzano e Frasso (ASN, Ministero guerra, fs. 1597/976), mentre nel 1858 e nel 1859 realizzò lo scheletro e le curve di livello della quinta tavoletta dello stesso foglio, contenente i comuni di Alife, Alvignano e Gioja (ASN, Ministero guerra, fs. 1510/1227). Nel giugno 1860 era impegnato in più lavori di disegno, alcuni dei quali, dato il loro impegno, mostrano una discreta maturazione del disegnatore: preparava, ad esempio, una parte dello scheletro del terzo foglio della carta del Regno ed era occupato ad eseguire diversi lucidi per la quarta sezione, come richiesto dal capo della stessa; eseguiva, inoltre, "saggi di topografia".

 

ANIELLO CATANEO (CATTANEO)
Napoli, 1743 ca - deceduto dopo il 1806.
Incisore addetto all'opera di Ercolano; incisore cartografo nel laboratorio zannoniano tra il 1783 ed il 1785.

Se è vero che le prime opere incise da Aniello Cataneo, che si firma "Agn. Cataneo Neap. Reg. Inc.", appaiono nel terzo volume delle antichità di Ercolano, pubblicato nel 1762, la data di nascita dell'incisore deve porsi tra il 1740 ed il 1745. Il "Bacco", disegnato da Nicola Vanni, è l'unica incisione firmata dal Cataneo in questo volume (pagina 11). La presenza del suo nome nei dizionari degli artisti e incisori è dovuta unicamente alla sua partecipazione alla grande impresa editoriale della Stamperia Reale (PELLICCIONI 1949:57 con indicazioni bibliografiche). Il Blessich aveva già messo in luce il lavoro svolto dal Cataneo nella realizzazione dei primi rami cartografici nell'Officina del Galiani (BLESSICH 1898:54) mentre la Algranati aveva aggiunto ulteriori notizie sulle sue opere cartografiche (ALGRANATI 1935:368 nota 5), ma la data di morte da lei riportata era solo frutto di un'omonimia (VALERIO 1985a:22).

 

LUIGI CAVALIERI
Napoli, 1° marzo 1811 - Napoli, 2 luglio 1880.
Architetto; ingegnere geografo principale nell'Istituto Topografico Militare.

Luigi, figlio di Francesco e di Carmela Celentano, nacque a Napoli il 1° marzo 1811. I libretti dell'Archivio di Stato di Napoli riportano l'anno 1815, ma la matricola dello Stato Maggiore, redatta nel 1870, rettifica tale data con quella del 1811. In considerazione della revisione cui furono sottoposti i dati anagrafici degli impiegati dello stato unitario, assumerò questa data come certa (ACS, Ministero guerra, Matricola ufficiali 1871-1880, reg. 5). Luigi Cavalieri conseguì la laurea in architettura a Napoli il 9 giugno 1838; il 18 novembre 1840 fu iscritto nell'albo degli architetti giudiziari presso la corte di Appello di Napoli. Stranamente, dopo un tale promettente avvio, ritroviamo il Cavalieri nuovamente "alunno", ma questa volta nella scuola di applicazioni di ponti e strade, a partire dall'8 agosto 1844. In tale scuola non conseguì alcun titolo ed il 31 agosto 1850 venne assunto come allievo nell'Officio Topografico di Napoli; aveva già 39 anni. Il 23 aprile 1851 divenne aspirante ingegnere ed ebbero inizio i primi lavori di rilevamento sul terreno: nella campagna di quell'anno eseguì poche miglia quadrate nel comune di Borgo Collefegato. Nel 1854, con l'ingegnere Lucci, lavorò lungo la linea di confine nel comune di Leonessa (tav. 11 del foglio 2).

 

BRUNO COLAO
Napoli, 2 giugno 1818 - collocato in pensione il 1° agosto 1882.
Disegnatore; topografo principale nell'Istituto Topografico Militare e capo sezione della divisione artistica.

Bruno Colao è una delle figure più rappresentative nella compagine dei disegnatori topografi napoletani dell'Ottocento. Dotato di grandissimo gusto e di indiscussa abilità tecnica, fu uno degli autori dei modelli in uso nell'Officio napoletano ed assunse l'importante carico di capo della divisione artistica nell'Istituto Topografico Militare, affermando, in un certo senso, il valore e l'alta professionalità raggiunta dalla scuola topografica napoletana. Come altri esimi personaggi della cartografia e della scienza napoletana, egli non ha avuto l'onore di un ricordo biografico sebbene, già nel 1877, gli fosse tributata una menzione onorevole in un saggio sull'attività dell'Istituto Topografico Militare. Nel descrivere la produzione, l'ignoto estensore sentì "l'obbligo di notare come i risultati ottenuti si debbano principalmente al cav. Colao, topografo capo, messo alla testa della divisione artistica fino dall'origine dell'Istituto" (ISTITUTO TOPOGRAFICO MILITARE 1877:60).

 

NICOLA COSENTINO
Amantea, 27 novembre 1814 - Firenze, 23 gennaio 1881.
Disegnatore topografo e miniaturista; topografo principale nell'Istituto Topografico Militare.

Nulla conosciamo dei primi quarant'anni di vita di Nicola Cosentino, foglio di Giovanni e di Barbara Veltri. Entrò nell'Officio Topografico quando aveva già 38 anni, nella categoria dei soprannumero. Solo il 3 ottobre 1859 passò effettivo come disegnatore di terza classe (ACS, Ministero guerra, Matricola ufficiali 1881-1885, reg. 4). [...]

Cosentino era costantemente impegnato, oltre che nelle opere di topografia, sul versante della produzione "artistica". Negli ultimi quattro anni del regno borbonico, ma probabilmente anche prima, lavorò alle "tavole dei modelli di vestiario pe' corpi militari", curandone la rifinitura e la coloritura. Dal 1858 al 1860 fu anche impegnato nella splendida coloritura della pianta di Caserta in scala 1:2.000, rilevata dall'ingegnere di Carlo nel 1857 (ASN, Ministero guerra, fs.1510/1227, CATALOGO IGM 1934, II: 434). Nel 1858 e nel 1859 fu anche incaricato di ridisegnare le tavolette 7 e 18 del foglio 18° della carta del Regno "per coadiuvare gl'individui appartenenti alla 4a sezione nel mettere in netto sui fogli in tela i loro lavori di campagna" (ASN, Ministero guerra, fs. 1510/1227). Nel 1858 disegnò sei dei dodici quartieri della città di Napoli in scala 1:3.888.

 

GIULIO DANESI
Anacapri, 5 gennaio 1817 - Napoli,14 ottobre 1853.
Disegnatore cartografo e litografo; alunno nell'Officio Topografico di Napoli.

Il Danesi appartiene alla seconda generazione di topografi napoletani che passarono nella maturità all'Ufficio Superiore del Corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano, formando il nucleo principale del nascente Istituto Topografico Militare. Egli però non ebbe la fortuna di tanti compagni di lavoro; la sua carriera nell'Officio Topografico si esaurì nell'arco di pochi anni dal 1846, data di ingresso come alunno disegnatore, al 14 ottobre 1853, data della prematura morte all'età di soli 36 anni.[...]

Nel gennaio 1848 fu addetto ai "lucidi" della carta del Regno e dal mese di agosto "disegna su pietra le carte idrografiche dell'opera di Rodriguez" (ASN, Ufficio topografico I, fs. 55), che vide la luce solo tra il 1854 ed il 1857 col titolo Guida generale della navigazione per le coste settentrionali ed orientali dell'America del Sud [...], composta di due volumi ed un atlante. Nell'agosto del 1850, ancora come alunno, "si occupa del disegno dei fogli in netto all'1/20000" e dal 12 agosto "ha intrapreso uno dei 4 fogli della pianta di Palermo" (ASN, Ufficio topografico I, fs. 27); si tratta della pianta della città in scala 1:5.000 rilevata nel 1849.

Giulio Danesi, particolare della Carta topografica ed itineraria de' contorni di Napoli, Napoli 1845, litografia 286X389 (cornice), collezione privata

ALESSANDRO D'ANNA
Palermo, 1743 - Napoli, 15 settembre 1810.
Pittore di vedute, di costumi e di scene popolari; miniaturista e disegnatore di frontespizi e di montagne per le carte geografiche dell'Officina Topografica del Rizzi Zannoni.

Alcune notizie sporadiche sull'attività pittorica di Alessandro d'Anna sono nel ponderoso volume di Ortolani (ORTOLANI 1970: ad vocem) ma il primo tentativo di redigerne una biografia è del 1974 (PICONE CAUSA 1974:40). Il giudizio severo e poco favorevole espresso da Ortolani, ripreso dalla Picone Causa, è giustificato dallo stato delle conoscenze che non consentiva di rendere giustizia ad un artista la cui opera era in gran parte sconosciuta. Indizi di una felice vena pittorica, anche se "di genere", vengono fuori con le prime notizie sulla collaborazione alla Reale fabbrica di porcellane di Capodimonte in qualità di disegnatore di costumi del Regno (PAONE 1975; DE MARTINI-GONZALES PALÁCIOS 1978 e CIVILTÀ DEL SETTECENTO 1980, II:135, scheda a cura di Vega de Martini, ma una notizia su tale attività era già apparsa in DON FASTIDIO 1895). Le indagini circa il suo impegno sul versante cartografico risalgono al 1983 (CARTOGRAFIA NAPOLETANA 1983:123, 124-127, schede a cura di V. Valerio) e solo nel 1985 viene accertata l'appartenenza al Deposito topografico della guerra in qualità di disegnatore, nonché vengono alla luce i primi dati anagrafici (VALERIO 1985a:21) successivamente ripresi nella breve biografia apparsa sul catalogo della mostra di gouaches napoletane (GOUACHES NAPOLETANE 1985:221, a cura di Angela Tecce). Nell'ultima biografia apparsa sul Dizionario Biografico degli Italiani (PAOLINI 1986:614), mentre è molto documentato il periodo palermitano - col ricorso a manoscritti della biblioteca di Palermo - è quasi del tutto ignorata l'attività di guazzista a Napoli e non vi è traccia alcuna dei suoi lavori per la carta del regno di Napoli.

 

ALESSANDRO D'ANNA junior
Napoli, 26 maggio 1816 - 1850.
Disegnatore topografo specializzato nell'orografia.

È molto probabile che Alessandro d'Anna sia nipote del più famoso pittore e guazzista suo omonimo, nonché figlio di Mariano. Comunque tra i tre d'Anna che lavorarono nell'istituto topografico napoletano, egli è certamente quello artisticamente meno dotato ed il suo ruolo nella cartografia napoletana non ebbe la stessa rilevanza che ebbe quello degli altri suoi familiari. [...]

Alessandro entrò nell'Officio Topografico il 24 gennaio 1835, come disegnatore di terza classe, ma risulta tra gli allievi interni dell'Officio già dal dicembre del 1831 (ASN, Ufficio topografico I, fs. 2). Suo compito precipuo era la messa in pulito delle levate di campagna in scala 1:20.000 eseguite dagli ingegneri geografi. Durante tutto il 1838, ad esempio, sappiamo che mise in netto le montagne sul foglio di Formicola (ASN, Ufficio topografico I, fs. 6).

 

MARIANO D'ANNA
Napoli, 2 luglio 1788 - collocato in pensione il 6 marzo 1851.
Disegnatore cartografo, litografo e miniaturista, disegnatore di vedute e di figure.

Non è documentata la parentela con il pittore Alessandro d'Anna ma la data di nascita, la versatilità nel disegno e nella miniatura - in special modo l'abilità nel disegno orografico - e l'ingresso nel Burò topografico pochi mesi dopo la morte di Alessandro, sono tutti elementi che rendono plausibile l'ipotesi che Mariano sia figlio del pittore Alessandro. Certamente Mariano fu avviato ben presto alla pratica del disegno che dovette riuscirgli estremamente congeniale se a soli 22 anni, il 16 novembre 1810, fu nominato maestro di disegno nel Reale collegio di marina, rifondato da Giuseppe Bonaparte con il decreto del 30 giugno 1806. Il 29 maggio 1811 ebbe inizio il suo servizio nel Burò topografico nel quale entrò come aspirante disegnatore.[...]

I lavori a lui assegnati tendevano soprattutto a metterne in risalto le doti pittoriche: nell'agosto del 1822 colorò le tavole delle reali Cacce e, nel mese di ottobre, miniò quelle di Persano e di Varcaturo (ASN, Ufficio topografico I, fs. 1/8). Nello stesso tempo preparava i lucidi per l'incisione dell'orografia sulla carta della Sicilia in quattro fogli. Mariano era molto abile nel disegno delle montagne e nella figura; tra le opere figurative vanno ricordate una "Testa di un cappuccino" in litografia (VEDUTE, RITRATTI 1999:99) ed il ritratto della regina eseguito per conto dell'Officio Topografico nel 1825 (ASN, Ministero guerra, fs. 1457). Tra il 1824 ed il 1825 venne incaricato di ridurre il quarto foglio della carta dell'Adriatico in scala 1:20.000.

 

GIOVANNI DE CARO
Napoli, 6 febbraio 1810 - collocato in pensione l'11 luglio 1867.
Incisore topografo specializzato nell'incisione dello scheletro; incisore di figure e di architetture.

Giovanni de Caro fu un abile incisore non solo nel campo strettamente cartografico, nel quale incideva con particolare abilità lo scheletro, ma anche in campo figurativo. Fridolino Giordano, in una nota di servizio del 1860, scriveva di lui: "non cessa mai di rendersi lodevole pel modo come incide" (ASN, Ministero guerra, fs. 2490/2167).

Giovanni, figlio di Antonio de Caro e di Rachele Saturno, era entrato come aspirante alunno incisore nell'Officio Topografico l'11 agosto del 1837; in precedenza si era già distinto, per la sicurezza del tratto, nella "Veduta de' sotterranei " dell'Anfiteatro Campano ristaurato ed illustrato (Napoli 1833). [...]

Tra il 1846 ed il 1848 lavorò alternativamente allo scheletro del quinto foglio della carta dei dintorni di Napoli in scala 1:25.000 (Aversa) ed al quarto foglio (Cittaducale) della gran carta del Regno in scala 1:80.000 (ASN, Ufficio topografico I, fss. 54 e 55). Nell'agosto del 1850 ancora lavorava allo scheletro del foglio di Cittaducale, che aveva iniziato nel maggio del 1846 (ASN, Ufficio topografico I, 27) e che terminerà solo nel 1867.

Giovanni De Caro, Mula e muletto, da Atti della settima adunanza degli scienziati italiani, Napoli 1846, parte I, inc. rame 184x247 (cornice), collezione privata

LEOPOLDO DEL GIUDICE
Napoli, 20 gennaio 1816 - collocato in pensione il 14 giugno 1874.
Incisore topografo addetto all'esecuzione dello scheletro; attivo anche nell'Istituto Topografico Militare.

Entrato nell'Officio Topografico come aspirante alunno incisore, il 12 marzo 1838, Leopoldo del Giudice poté sottrarsi alla lunga anticamera come alunno, trafila cui furono costretti tanti più anziani colleghi.[...]

Dopo avere svolto per alcuni anni incarichi di minore rilievo, nel 1847 lo troviamo ad incidere lo scheletro del primo dei quattro fogli della carta itineraria del Regno (ASN, Ufficio topografico I, fs. 54), lavoro che lo impegnò fino alla primavera del 1848; passò quindi ad incidere lo scheletro del terzo foglio della stessa carta. Nel mese di settembre 1850 fu impegnato con Luigi Ricci a sostenere l'esame di incisore di terza classe, posto reso vacante dalla promozione di Camillo Pacces, avvenuta nel febbraio precedente (ASN, Ufficio topografico I, fs. 27). La prova fu vinta dal Ricci e Leopoldo fu promosso incisore di terza con il decreto del 24 maggio 1855 (ASN, Libretti II, fss. 109 e 110). Nel 1857 incise lo scheletro del terzo foglio della carta dei dintorni di Napoli in scala 1:25.000, comprendente le città di Caserta e di Maddaloni, il cui disegno era stato eseguito dal fratello Nicola.

 

MICHELE DEL GIUDICE
? - Napoli, marzo 1821.
Disegnatore topografo.

Scarsissime sono le notizie su questo disegnatore che compare in un registro di pagamenti del Ministero della guerra (ASN, Assienti reg. 5, f. 167) nel quale è indicato come disegnatore di prima classe, promosso con il decreto del 22 gennaio 1817. In effetti il suo nominativo non è riportato nell'elenco degli "individui" che entrano a far parte dell'Officio Topografico col decreto del 22 gennaio 1817 (art. 1) in quanto a lui e a Luigi Fergola si fa esplicito riferimento nell'articolo 3 nel quale si prescrive che essi "resteranno aggregati al corpo finché non vacheranno le piazze ad essi corrispondenti" (ASN, Comando generale Ordini del giorno, 35). Sappiamo con certezza che nel 1818 addestrava il giovane Jannuzzi al disegno topografico (ASN, Segreteria antica guerra e marina, fs. 724).

 

NICOLA DEL GIUDICE
Napoli, 8 marzo 1808 - attivo fino al settembre del 1859.
Disegnatore topografo addetto alle riduzioni ed alla messa in pulito delle levate originali.

Certamente già dal 1823 Nicola del Giudice lavorava nell'Officio Topografico (ASN, Ufficio topografico II, fs. 2/235); nell'aprile del 1826 fece parte del nutrito gruppo di disegnatori ed ingegneri che lavorarono alla redazione dei lucidi della carta del Rizzi Zannoni, rettificata dagli ufficiali austriaci tra il 1822 ed il 1825. Nel 1827 disegnò, firmandosi "alunno", una "Pianta della torre d'Avalos", attualmente conservato nell'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio. [...]

Dal maggio 1836 fino al 5 aprile 1839 fu "occupato alla riduzione ad 1/25.000 del fog.° dei contorni di Napoli ove trovasi la Cerra" (ASN, Ufficio topografico I, fss. 6 e 50); dall'aprile 1839 fino al mese di ottobre lavorò alla "riduzione del 3° fog.° dell'1/80.000". Il 4 ottobre 1839 passò alla seconda classe subentrando a Caristo, che nella stessa data era stato promosso alla prima classe.

 

LUIGI DE SALVATORI
Napoli, 7 luglio 1807 - collocato in pensione il 20 giugno 1867.
Disegnatore topografo e calligrafo; topografo principale di prima classe nell'Ufficio Superiore del corpo di Stato Maggiore italiano.

Luigi de Salvatori è uno dei maggiori disegnatori topografi napoletani del XIX secolo; la sua vasta produzione grafica uscì fuori dai confini della istituzione presso la quale lavorò ininterrottamente per quarantaquattro anni. Interessante fu anche il contributo alla produzione di atlanti regionali, solo di recente messa in risalto unitamente ai primi dati biografici (VALERIO 1980a:44, 68-70 e 111). Il Bruno, nell'Osservatore di Napoli (1855:518), lo menzionava tra i maestri di calligrafia.[...]

Tra i suoi primi incarichi va ricordata la copia della carta del Rizzi Zannoni rivista ed aggiornata dagli austriaci nel 1825: Luigi faceva parte della folta brigata di disegnatori ed ingegneri attivi presso lo Stato Maggiore austriaco nel 1826 (lettera del colonnello di Brocchetti a Giovanni Melorio, Napoli 26 aprile 1826, in ASN, Ministero guerra, fs. 1457). Intorno al 1830 eseguì i disegni di una carta tematica delle province del Regno "con la traccia - recita il frontespizio - delle Strade Regie Postali e l'indicazione su di esse di tutt'i rilievi, e con quella de' cammini traversi di posta, giusta l'ultima tariffa dell'Amministrazione Generale delle poste de' 20 Ottobre 1828" (VALERIO 1980a:68). Analogamente eseguì l'atlante delle province siciliane, litografato, come il precedente, da Antonio Zezon.

 

GENNARO DE VIVO
Napoli, 27 ottobre 1812 - collocato in pensione il 28 dicembre 1864.
Disegnatore attivo anche nel corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Gennaro de Vivo, figlio di Giuseppe e di Anna Moletti, venne ammesso giovanissimo, il 30 maggio 1827, nell'Officio Topografico di Napoli. Per oltre un decennio lavorò con la qualifica di "alunno proprietario"; il 27 gennaio 1838 fu nominato soprannumero disegnatore ed il 4 ottobre 1839 superò la prova d'esame di uno dei posti di disegnatore di terza classe, con 240 ducati annui di retribuzione (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, f. 17). Ad eccezione della scrittura, de Vivo eseguiva tutte le parti del disegno topografico, mostrando particolare attitudine per l'esecuzione dello scheletro. Gran parte degli anni passati nell'Officio furono spesi nel disegno in netto delle levate in scala 1:20.000; tra le opere di diversa natura si ricordano una pianta di Capua (1838), la riduzione del porto di Trapani in scala 1:7.500 (1° semestre del 1839) ed il disegno del porto di Brindisi in scala 1:18.000 (1839).

 

GIACOMO DI PIETRO
Roma, 30 settembre 1803 - collocato in pensione il 6 dicembre 1865.
Disegnatore litografo e calligrafo attivo anche nel corpo di Stato Maggiore italiano.

Giacomo nacque a Roma dall'incisore Marco e da Francesca Vinelli, pochi anni prima che il padre si trasferisse a Napoli per lavorare come incisore topografo nel Burò topografico istituito da Giuseppe Bonaparte nel 1807. Sebbene proveniente da una famiglia di artisti Giacomo non ebbe né la versatilità né l'abilità incisoria del padre. Non si conoscono opere di carattere figurativo o paesaggistico a sua firma, né cartografie eseguite al di fuori dell'istituto topografico napoletano nel quale lavorò, col titolo di calligrafo-litografo, a partire dal 1° novembre 1825; con tale qualifica eseguiva lavori a cottimo pagati sul bilancio dell'Officio (ASN, Ufficio topografico I, b. 73). Il primo lavoro datato risulta eseguito in collaborazione con Gennaro Aloja, e pubblicato nel 1823 dalla Litografia Militare (VEDUTE, RITRATTI 1999:97).

 

FILIPPO FERGOLA
Napoli, 20 dicembre 1802 - Napoli, 14 aprile 1861.
Incisore cartografo e calligrafo.

Il cognome Fergola era abbastanza comune nell'area napoletana e, soprattutto nei secoli XVIII e XIX, molti artisti, scienziati e uomini di cultura con tale cognome raggiunsero notorietà e talvolta fama. È, quindi, estremamente arduo stabilire legami di parentela tra i vari Fergola, a meno che documenti certi d'archivio o bibliografici non ci soccorrano nell'intricata questione, come talvolta è accaduto. È possibile che i tre Fergola impiegati nell'Officio Topografico siano uniti da legami di parentela.

Data la particolare collocazione che Filippo ebbe nell'Officio come incisore, egli potrebbe essere uno dei nove figli di Luigi, vedutista e pittore nonché padre, certamente, del più famoso Salvatore (1799-1874), anch'egli allievo nell'Officio Topografico, al quale il colonnello Visconti voleva assegnare la piazza vacante di soprannumero di prima classe nel 1817 (ASN, Segreteria antica guerra e marina, fs. 722, lettera di Visconti a della Rocca, 24 giugno 1817). Comunque, a parte le illazioni sulla parentela col più anziano Luigi, sappiamo per certo che Filippo fu nominato incisore di terza classe il 18 novembre 1827 e che svolse la sua attività come incisore di caratteri, di reticoli geografici e cornici.

Filippo Fergola, Columbia, particolare, da Luigi Galanti, Atlante di geografia moderna, Napoli 1834, inc. rame 416x332 (impronta rame), collezione privata

LUIGI FERGOLA
Napoli, 11 dicembre 1768 - Napoli, 1834.
Disegnatore di paesaggi e di figure.

Luigi è il capostipite di una famiglia di artisti attivi lungo quasi tutto l'arco del XIX secolo. Ebbe nove figli ed almeno due mogli: Teresa Conti, romana, e Francesca Aquilano. Tra i figli figurano Salvatore (1799-1874), personaggio di spicco nell'ambiente artistico napoletano, pittore paesaggista molto amato dalla corte borbonica (ORTOLANI 1970:169-176) e probabilmente Filippo, incisore calligrafo nell'Officio Topografico. Il Grossi afferma che il Fergola sia nato intorno al 1790 (GROSSI 1821:xxxiii) ma, correttamente, l'Ortolani riteneva che la data dovesse "ritrarsi d'un ventennio" (ORTOLANI 1970:131). Lord Napier ricorda anche che "Luigi Fergola had an office in the government bureau of topography, but also practised landscape painting principally in distemper, in the school of Hackert" (NAPIER 1855: 86, 87); "pedissequo hackertiano - lo definisce Marina Causa - legato ad una minuziosa micrografia che non esclude, tuttavia, una vena felice di acquarellista" (PICONE CAUSA1974:68). I primi dati biografici a stampa sono in VALERIO 1985a:21.

 

ANTONIO FERRARA
Napoli, 15 febbraio 1791 - Napoli, 2° semestre del 1837.
Disegnatore topografo.

Valente disegnatore topografo, Antonio Ferrara fa parte della schiera, peraltro folta, di tecnici che si formarono in epoca francese, quando il Deposito topografico era ancora diretto da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni. Le prime notizie a stampa sulla sua ignota attività di disegnatore topografo risalgono al 1985 (VALERIO 1985a:23). Entrato nell'istituto topografico napoletano il 21 novembre 1809, con la qualifica di allievo, collaborò al completamento della carta del Regno in 31 fogli, terminata nel 1812. Un'indicazione circa la sua abilità ci è fornita dalla promozione alla seconda classe nel Deposito generale della guerra, avvenuta con decreto del 29 settembre 1814.

 

GIOACCHINO FORINO
Napoli, 6 febbraio 1797 - Napoli, 14 novembre 1858.
Disegnatore di vedute e di scene popolari e litografo.

È certamente uno dei più ragguardevoli artisti che figuri nella compagine dei "cartografi" napoletani nel corso del XIX secolo. Sebbene Forino sia stato autore di una vastissima produzione litografica a partire dal 1823 e sia stato particolarmente apprezzato dai suoi contemporanei, risulta pressoché ignorato dalla storiografia artistica. L'Ortolani lo definì "freddo riproduttore d'architetture" (ORTOLANI 1941:11) senza tuttavia ricordare alcuna delle sue opere, nemmeno nel monumentale lavoro su Giacinto Gigante. Qui, sebbene sporadicamente citato, il Nostro non viene collocato nell'indice onomastico (ORTOLANI 1970). [...] Tra le sue ultime realizzazioni possiamo ricordare alcune vedute a pastello, disegnate nel 1857, inserite nella Guida generale della navigazione di Eugenio Rodriguez.

 

GENNARO GALIANI
Valletta [Malta], 11 dicembre 1769 - Napoli, 24 maggio 1824.
Incisore calligrafo.

Gennaro Galiani è uno dei pochi incisori ingaggiati nel '700 per la realizzazione delle carte topografiche che non provenga dalla Stamperia Reale. Il suo nome non compare in alcuna delle incisioni inserite negli otto volumi delle antichità di Ercolano, né in alcuna opera curata dalla Stamperia Reale. La patria e l'età risultano dal "Controllo annuale" degli impiegati del Burò topografico redatto nel 1810, nel quale è presentato come incisore, quarantenne e nativo di Malta (ASN, Registri della Segreteria di guerra, fs. 12). Notizie più precise e dettagliate, che integrano e completano le prime notizie biografiche apparse in VALERIO 1980a e VALERIO 1985a:22, sono fornite nel fascicolo relativo alla pensione concessa agli orfani (ASN, Ministero guerra, fs. 26/1635).

 

FEDERICO GAROLFI
Napoli, 6 gennaio 1821 - Napoli, 11 maggio 1860.
Incisore calligrafo.

Con decreto ministeriale del 15 settembre 1840, Federico Garolfi entrò nell'Officio Topografico di Napoli come soprannumero incisore. Si dedicò sostanzialmente alla calligrafia, al punto che tutti i lavori da lui svolti, sia nell'Officio sia fuori, furono inerenti a quest'attività. Negli anni Quaranta fu incaricato di scrivere i lucidi della carta del Regno ordinata dal Re, tratta dall'elaborazione della carta di G. A. Rizzi Zannoni, eseguita dagli ufficiali austriaci negli anni 1822-1825 (ASN, Ufficio topografico I, fss. 54 e 55). Per il Grande Album di Calligrafia, curato da Giuseppe Palermo, pubblicato nel 1852, incise le tavole 39, 44, 51, 56, 73 e 82.

 

MICHELE GENOVESI (GENOVESE)
Trapani, - , collocato in aspettativa l'11 settembre 1827.
Incisore a Palermo ed a Napoli.

Michele Genovesi faceva parte della piccola e negletta schiera, sino ad oggi sconosciuta, degli incisori addetti all'Officio Topografico siciliano, istituito a Palermo nel 1807. Egli lavorò, sotto la guida di Tommaso Lomastro, ai rami della carta della Sicilia in quattro fogli, tratta da quella del barone di Schmettau; la carta, rivista e controllata sul terreno negli anni 1809,1810, venne incisa tra il 1810 ed il 1813. Nello "Stato dell'esercito" siciliano del 1809 vi figura come "allievo incisore" (ASN, Casa reale riservato, 1008). Quando il regno di Napoli fu riconsegnato ai Borbone, Ferdinando IV col decreto del 31 dicembre 1815 conservò l'istituto topografico siciliano e nominò Michele Genovesi incisore ordinario. Tra le principali opere da lui eseguite in Sicilia va ricordata la scrittura della "Carta topografica del Real Sito dei Colli", per la quale realizzò anche un bel frontespizio calligrafico (BNN, banc. V/31).

 

GIUSEPPE GRIMALDI
Palermo, 14 novembre 1791 - attivo fino al 1855.
Disegnatore nell'Officio topografico di Palermo; sottufficiale nel corpo del Genio.

Il 22 giugno 1814 Giuseppe Grimaldi entrò nell'Officio Topografico di Palermo con la qualifica di aiutante disegnatore. La carriera topografica si svolse tutta nell'ambito del piccolo Officio siciliano voluto da Ferdinando IV nel 1807, all'indomani della sua seconda fuga in Sicilia. Con il decreto del 31 agosto 1815, nel quale si ordinava "la conservazione dell'Officio topografico esistente in Sicilia", Grimaldi venne nominato aiutante disegnatore nel Genio ed addetto all'Officio Topografico.

 

DOMENICO GUERRA
Portici, 14 giugno 1770 - collocato in pensione il 1° settembre 1829.
Incisore topografo e cartografo, addetto all'incisione dell'orografia ma abile anche nella figura e nella scrittura.

Il nome di Domenico Guerra è tra i pochi che ricorrono con una certa frequenza negli studi storici sulla cartografia napoletana, sia perché nipote del più famoso Giuseppe, suo zio, sia perché il Blessich gli dedicò una piccola nota biografica nel lavoro sul Rizzi Zannoni (BLESSICH 1898:59, 60 ove un evidente refuso lo fa nascere nel 1790). Il Grossi lo ricorda tra gli "incisori distinti nel Burò Topografico", ma sbaglia - come in parecchi altri casi - nella data di nascita collocandola al 1765 circa (GROSSI 1821: xxxvi). Altre notizie sul suo conto ed una schematica biografia, aggiornata oltre il periodo zannoniano già trattato dal Blessich, sono comparse nel 1983 e nel 1985 (VALERIO 1983a:32, 38 nota 21; VALERIO 1985a:21, 22).

 

GIUSEPPE GUERRA
Afragola, 1752 ca - collocato in pensione il 22 gennaio 1817.
Incisore della Stamperia Reale addetto all'esecuzione dei rami geografici; incisore topografo, calligrafo ed esecutore di frontespizi e figure.

Giuseppe Guerra è senza dubbio il più celebrato incisore napoletano di cartografie. Già i suoi contemporanei gli tributarono le più alte lodi ed anche alla sua magistrale esecuzione si deve il successo di tutta la cartografia zannoniana prodotta a Napoli tra il 1781 ed il 1814. In un rapporto ai consoli della Repubblica francese, datato 25 agosto 1802, il generale Alexandre Berthier, Ministro della Guerra, interpellato sulle proposte fatte al Rizzi Zannoni per il suo trasferimento in Francia, osservava senza indugi che il geografo doveva "à un excellent graveur une partie de sa célébrité" (SHAT, Correspondance topographique, A 27/23); mentre il Bacler Dalbe, nel 1803, trattando dei metodi dell'incisione cartografica, notava che "les Vénitiens ont quelques graveurs, mais médiocres, ainsi que ceux de Rome: ce n'est qu'à Naples que Joseph Guerra se distingue journellement dans la suite des cartes de Rizzi Zannoni " (MÉMORIAL TOPOGRAPHIQUE 1803:74).

Il binomio Rizzi Zannoni-Guerra è rimasto ancora oggi inscindibile al punto che, ignorando i meccanismi della produzione cartografica, si è attribuita talvolta una volontà topografica allo stesso Guerra il cui ruolo, non va dimenticato, era quello di esecutore delle bozze cartografiche che gli venivano sottoposte. La sua arte è consistita nell'aver saputo esaltare le qualità plastiche ed espressive dei disegni che doveva riprodurre facendo sì che dal manoscritto alla copia sul rame non si perdessero la morbidezza, l'artisticità del tratto e l'effetto plastico dell'intera composizione.

Giuseppe Guerra, particolare del primo foglio della Carta degli itinerari militari da Bologna a tutto il Regno di Napoli, Napoli 1809, inc. rame 452x840 (impronta rame), collezione privata

NUNZIO (Ferdinando, Giuseppe) INTERGUGLIELMI
Palermo, 25 marzo 1783 - Napoli, 4 maggio 1858.
Architetto, disegnatore topografo nell'Officio Topografico di Palermo e guardia graduata nel Genio.

Nunzio Interguglielmi deve una certa notorietà ad una grande carta della Sicilia da lui redatta e pubblicata nel 1840. Da oltre un ventennio aveva lasciato il posto di disegnatore nell'Officio Topografico di Palermo, nel quale era stato nominato aspirante disegnatore il 25 giugno 1814. In quella stessa data era entrato nel corpo del Genio col grado di guardia di prima classe. Il 31 agosto 1815, con lo stesso decreto che conservava l'Officio Topografico siciliano, Interguglielmi venne confermato nel ruolo di disegnatore.

 

GAETANO LANZA
Palermo, 4 febbraio 1796 - .
Ufficiale, disegnatore topografo.

Molto scarse sono le notizie su Gaetano Lanza, figlio del nobile possidente siciliano Antonio. Sappiamo che seguì i corsi della scuola militare di Napoli ove fu ammesso il 5 gennaio 1816; ne uscì il 22 giugno 1820 col grado di sottotenente (PILATI 1987). Gaetano non risulta tra gli ufficiali nominati ingegneri topografi col decreto del 26 dicembre 1820, sebbene nel 1822 lavorasse nell'Officio Topografico.

 

CARLO LOMASTRO
Napoli, 10 giugno 1816 - collocato in pensione il 28 dicembre 1864.
Disegnatore attivo anche nel corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Carlo era figlio di Tommaso Lomastro, incisore attivo nell'Officio Topografico di Palermo e quindi di Napoli, e di Maria Giuseppa Vado. Certamente si deve alla presenza del padre la sua ammissione come alunno proprietario nell'Officio Topografico, avvenuta il 12 maggio 1836. I primi lavori assegnati furono relativi ad elaborazioni architettoniche, che costituivano uno dei viatici del disegnatore topografo.

 

TOMMASO LOMASTRO
Napoli, 23 settembre 1783 - Napoli, 21 ottobre 1837.
Incisore della Stamperia Reale; ritrattista e incisore topografo a Palermo ed a Napoli.

Il viatico di Lomastro non si discosta molto da quello consueto per gli incisori topografi napoletani: lavorò ai rami dell'opera di Ercolano e fu incisore della Stamperia Reale nella quale fece richiesta di ammissione il 23 gennaio del 1801 (ASN, Casa reale antica, fs. 1236 bis, ff. 67, 183v e 184r). È evidente che per poter inoltrare una tale richiesta, Tommaso doveva possedere più che i rudimenti della tecnica incisoria, ma ignoriamo quali siano stati i suoi maestri. La richiesta del giovane Lomastro fu accettata e dal 23 gennaio del 1802 venne assunto come incisore all'opera di Ercolano.

 

TOMMASO LOMBARDI
Napoli, 18 giugno 1828 - Firenze, 28 novembre 1887.
Incisore topografo addetto allo scheletro; topografo principale nell'Istituto Geografico Militare.

Tommaso Lombardi, figlio di Antonio e di Maddalena Cesarano, fa parte del gruppo di incisori entrati nell'Officio Topografico di Napoli negli ultimi anni del regno borbonico e che svolsero gran parte del loro servizio nella nuova struttura topografica italiana, vivendone tutte le fasi di trasformazione, dall'Ufficio Superiore (1861) all'Istituto Topografico Militare (1872), successivamente denominato Istituto Geografico Militare (1882).

Tommaso entrò nel Reale Officio Topografico, come allievo, il 25 maggio del 1848. Nei primi anni di attività lo troviamo ad esercitarsi nell'incisione; fino al 1850 certamente non eseguì alcun lavoro ufficiale (ASN, Ufficio topografico I, fs. 27 e 55). Il 17 agosto 1856, poté entrare nell'organico ottenendo la nomina a incisore di terza classe con lo stipendio annuo di 90 ducati.

 

SETTIMIO SEVERO LOPRESTI (LO PRESTI)
Girgenti, 12 agosto 1795 - collocato in pensione il 18 luglio 1858.
Ritrattista, litografo e vedutista; disegnatore calligrafo e miniaturista.

Personaggio eclettico, Settimio Severo Lopresti non riuscì mai a raggiungere una posizione di prestigio né nell'Officio Topografico né nel mondo artistico napoletano, nel quale peraltro si era talvolta affacciato grazie alle buoni doti pittoriche. La sua produzione artistica non sembra molto vasta; si conoscono solo alcuni ritratti ed opere minori con le quali riuscì a conseguire, nel 1837, una "medaglia d'argento di Sua Maestà", nell'annuale mostra di belle arti (ASN, Libretti II, fs. 108).

Il suo ingresso nell'Officio è ufficialmente datato 19 aprile 1825, quando venne nominato disegnatore calligrafo, ma comparirà nei ruoli militari solo dopo la promozione a disegnatore topografo di terza classe, avvenuta il 28 dicembre 1841.

 

RAFFAELE MANCINI
Picinisco [Caserta], 29 aprile 1792 - Napoli, 1842.
Ingegnere geografo nel corpo del Genio.

L'ingegnere Mancini deve un po' di notorietà ad un mappamondo in otto fogli realizzato nel 1839, del quale parlò anche la stampa locale. Il Lopresti, nel realizzare un ritratto di Ferdinando Visconti, collocò sullo sfondo della rappresentazione uno scorcio del famoso mappamondo. Il de Sterlich, nel riportare la morte del più noto fratello, il letterato Domenico Mancini, ricorda Raffaele come "autore di un atlante tanto elogiato" (DE STERLICH 1845:31). Le prime notizie biografiche a stampa su Raffaele Mancini sono in VALERIO 1985a:23.

Mancini apprese nel Gabinetto topografico diretto dal Rizzi Zannoni, i rudimenti del disegno topografico; il 15 ottobre 1809, all'età di diciassette anni, era stato ammesso con la qualifica di allievo. In breve tempo venne fuori la sua buona disposizione verso il rilevamento topografico: dall'8 dicembre 1810 al 31 maggio 1811 fu destinato al Genio "per la formazione dei piani militari".

 

GIUSEPPE MARANGIO
Gaeta, 12 maggio 1824 - Napoli, 22 luglio 1896.
Ingegnere; capitano dello Stato Maggiore dell'esercito italiano addetto alla Sezione napoletana dell'Ufficio Superiore.

Giuseppe Marangio fu un tecnico di valore, che ebbe modo di distinguersi nella misurazioni delle tre più importanti basi geodetiche definite tra la fine del regno borbonico ed i primi anni dell'Unità. Purtroppo i libretti di vita e costumi non danno alcuna indicazione circa i suoi studi; inoltre essendosi congedato prima del 1870 il suo foglio matricolare non esiste tra quelli conservati nell'Archivio Centrale dello Stato, che decorrono a partire dal 1871. Il Marangio studiò alla Scuola di Applicazioni di Ponti e Strade e ciò spiega il suo ingresso nell'Officio Topograficoalla tarda età di 27 anni, con il titolo di aspirante ingegnere (23 aprile 1851). Negli anni precedenti si era distinto come architetto, risultando vincitore di due concorsi nell'Accademia di Belle Arti, entrambi per la prospettiva, nel maggio del 1842 e nel gennaio del 1843 ("Giornale del Regno delle Due Sicilie" (23 febbraio 1843:176, 27 aprile 1843:376). Nell'Archivio storico del Comune di Napoli si conserva un disegno del "Palazzo di D. Antonio Monaco strada Toledo 304, 305-308", datato Napoli 10 febbraio 1846 e firmato "G. Marangio". La sua attività di architetto non è stata ancora indagata.

 

LUIGI MARCHESE
Attivo a Napoli tra il 1789 ed il 1806.
Ingegnere topografo, disegnatore e miniaturista nel laboratorio zannoniano; ingegnere della real Camera di Santa Chiara.

Luigi Marchese può senza dubbio essere annoverato tra i più interessanti cartografi napoletani, non solo del XVIII secolo. Egli riuscì a compendiare nel suo lavoro una notevole maestria nella configurazione topografica, un eccezionale gusto nella composizione ed un'altrettanto non comune abilità nella coloritura delle carte. In lui si scorge uno dei rari esempi -soprattutto nel periodo nel quale operò, quando iniziava ad affermarsi un'alta specializzazione nella riproduzione cartografica (VALERIO 1987)- di cartografo "completo", cioè in grado di controllare il prodotto dal momento della sua genesi fino alla stesura definitiva.

 

GASPARE MARCHESI
Napoli, 1 gennaio 1784 - Mondragone, 29 novembre 1844.
Ingegnere topografo nel Deposito della guerra e rilevatore incaricato del disegno delle antichità dissotterrate a Pompei.

Sebbene non esista alcun riscontro documentario, non è improbabile che Gaspare possa essere figlio, o familiare, di Luigi Marchese. La variazione dell'ultima vocale del cognome non è elemento che possa escludere tale eventualità. Anche l'ingegnere camerale Luigi era talvolta indicato come "Marchesi". Inoltre, Gaspare, oltre a mostrare nei suoi disegni una felicissima capacità di interpretare i dati pittorici del paesaggio e della composizione topografica, fu anch'egli incaricato - come Luigi - del rilevamento delle reali cacce, manifestando fin dall'inizio una notevole disposizione per il disegno a grande ed a grandissima scala. Le prime notizie biografiche a stampa, dalle quali emerge un primo profilo sull'attività di Gaspare Marchesi, risalgono al 1985 (VALERIO 1985a:20).

 

GIOVANNI MARIANI
Caserta, 19 luglio 1808 - collocato in pensione il 17 marzo 1872.
Disegnatore litografo; topografo di prima classe nel personale tecnico del corpo di Stato Maggiore italiano.

Giovanni Mariani è uno di quegli artisti minori, autore di gustose scene di vita popolare e cittadina nonché esecutore di modelli militari, ignorato dalla storiografia ufficiale. Eppure una discreta notorietà dovette averla in vita, se fu tra i principali collaboratori della Litografia Fergola e se gli venne concesso di ritrarre, in veste ufficiale, Sua Maestà il Re. Anche per lui, un'attenta valutazione delle numerose opere conservate nella raccolta del Museo Nazionale di S. Martino, ed in altre importanti raccolte napoletane, potrebbe portare ad una sua corretta collocazione nella compagine, per altro numerosissima ed ancora mal esplorata, di artisti di costume nella Napoli dell'800.

 

GENNARO MARZANO
Napoli, 27 maggio 1826 - collocato in pensione il 1° marzo 1892.
Disegnatore topografo particolarmente abile nello "scheletro"; topografo principale nell'Istituto Geografico Militare.

Figlio di Vincenzo e di Marta Ferolla, Gennaro fu avviato da giovane alla carriera di disegnatore topografo; il 25 febbraio 1843 venne accettato nell'Officio Topograficodi Napoli come alunno disegnatore (ACS, Ministero guerra, Matricola ufficiali 1886-1895, reg. 16). Malgrado fosse dotato di grande predisposizione al disegno ed avesse fornito ottime prove delle sue capacità, nello stabilimento topografico ebbe una carriera lentissima. Come gran parte degli alunni, partecipò, tra il 1847 ed il 1848, alla realizzazione di una copia della carta del Rizzi Zannoni, rivista dagli austriaci durante gli anni di occupazione militare. Terminata tale esperienza, venne incaricato della copia e della riduzione dei rilievi di campagna, effettuati per la realizzazione della carta del Regno.

 

VINCENZO MARZANO
Napoli, 25 novembre 1837 - collocato in pensione l'11 settembre 1870.
Incisore topografo; topografo nell'Ufficio Superiore del corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

I libretti di vita e costumi degli impiegati del Reale Officio Topografico per il 1859 non riportano né il luogo né la data di nascita di Vincenzo Marzano, figlio di Mariano e di Maria Cappelluti, entrato come incisore soprannumero il 5 giugno 1859 (ASN, Libretti II, fs. 110); i suoi dati anagrafici sono tratti dal volume di Matricola degli impiegati del corpo di Stato Maggiore (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, f. 57).

 

BENEDETTO MARZOLLA
Brindisi, 14 marzo 1801 - Napoli, 10 maggio 1858.
Disegnatore topografo e litografo; geografo e cartografo; membro della Commissione di statistica presso il Ministero dell'Interno.

Personaggio di grandissimo rilievo nella cartografia napoletana ed italiana del XIX secolo, Marzolla ottenne in vita pubblici riconoscimenti ed attestati per la produzione cartografica di altissima qualità. La sua notorietà si è lentamente dissolta dopo la morte; va tuttavia osservato che solo la mancanza di uno spiccato coinvolgimento politico in senso risorgimentale e di una valenza letteraria nella sua opera non lo hanno reso famoso come i contemporanei Francesco Costantino Marmocchi (1805-1858) e Attilio Zuccagni Orlandini (1783-1872), con i quali può certamente confrontarsi.

GIUSEPPE MEZZACAPO
Napoli, 18 novembre 1823 - Napoli, 5 settembre 1853.
Disegnatore soprannumero ed ingegnere topografo.

Entrato all'età di 18 anni nell'Officio Topografico, il 28 dicembre 1841, Giuseppe Mezzacapo lavorò per circa dieci anni con il titolo di disegnatore soprannumero. Non sappiamo se fosse parente del disegnatore Domenico - uscito dall'Officio nel 1837 a seguito della tremenda epidemia di colera - del quale potrebbe essere figlio. Dagli stati di lavoro superstiti possiamo arguire che egli fu principalmente impegnato nel disegno dell'orografia: dal gennaio all'agosto del 1847 risulta impegnato a disegnare "i movimenti di terreno sui fogli in netto all'1/20.000", mentre dall'estate fino a tutto il mese di dicembre è occupato al disegno della carta di Rizzi Zannoni rivista dagli austriaci durante il periodo di occupazione militare (ASN, Ufficio topografico I, fs. 54).

 

ANTONIO MEZZANO
Napoli, 22 settembre 1806 - collocato in pensione il 30 luglio 1863.
Disegnatore e miniaturista incaricato della coloritura dei disegni; topografo nel corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Antonio Mezzano nacque a Napoli da Pietro e da Antonia de Luisa, il 22 settembre 1806. Nel 1818 la famiglia era a Palermo, dove il giovane Mezzano venne accettato come "alunno a piazza franca" nel Collegio Nautico (24 luglio 1818). Congedato il 30 luglio 1820, entrò nel Collegio di Marina a Napoli, il 24 agosto, con la qualifica di alunno marinaio. Il 1° ottobre 1823 venne "cassato dal ruolo" del collegio e, nella stessa data, entrò come alunno disegnatore nell'Officio Topografico (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, f. 12). Certamente questo passaggio fu determinato dalle ottime qualità dimostrate nel disegno e nella coloritura, che lo rendevano particolarmente utile nell'Officio, specie in un periodo durante il quale, cessate le grandi operazioni trigonometriche e di campagna, l'attività di disegno era rimasta tra le principali attribuzioni dell'Officio.

 

FEDERICO MIGLIACCIO
Napoli, 13 luglio 1844 - collocato in pensione il 16 febbraio 1899.
Incisore topografo; topografo principale nell'Istituto Geografico Militare.

Federico Migliaccio detiene due singolari primati: è l'ultimo incisore entrato nell'Officio Topografico napoletano ed è l'ultimo topografo "borbonico" ad abbandonare l'Istituto Geografico Militare, presso il quale lavorò sino al 1899. I libretti di vita e costumi del 1859 non riportano né il luogo né la data di nascita, che sono invece desunti dal volume di matricola degli impiegati civili del corpo di Stato Maggiore (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, f. 59).

 

PIETRO MINUTOLO
Marano [Napoli], 31 ottobre 1821 - collocato in pensione il 1° marzo 1892.
Disegnatore litografo; topografo principale nell'Istituto Geografico Militare.

Figlio di Vincenzo Minutolo e di Maria Amitrano, Pietro entrò nell'Officio Topografico di Napoli il 27 maggio 1852, come alunno disegnatore. Il 10 giugno 1860 fu promosso disegnatore litografo di terza classe con 240 ducati di retribuzione annua (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati Stato Maggiore, f. 54). In tale lungo periodo di apprendistato, Pietro Minutolo fu incaricato della realizzazione di disegni e di litografie di secondaria importanza. In considerazione delle sue doti artistiche fu in particolare applicato all'esecuzione "dei modelli di vestiario pe' corpi militari"; con tale specifico incarico compare negli stati di servizio degli ultimi tre anni del regno borbonico (ASN, Ufficio topografico I, fs. 1510/1227).

Pietro Minutolo, Ritratto del cav. Benedetto Marzolla, Napoli 1858, litografia 184x132 (foglio), collezione privata

VINCENZO MOLLAME
Palermo, 12 luglio 1812 - ritirato il 1° marzo 1863.
Disegnatore litografo attivo anche nel Corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Sebbene l'attività artistica di Vincenzo Mollame si sia sviluppata in un lungo lasso di tempo, il suo rapporto ufficiale - certamente non quello ufficioso - con l'istituzione topografica si risolse nel giro di pochi anni ed in tarda età.

Nato a Palermo, da Pasquale e Vita Marraffa, entrò nell'esercito borbonico, il 16 maggio 1830, come volontario nel primo reggimento Ussari della guardia. Il 27 luglio 1835 era caporale nello stesso reggimento (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, f. 62). Certamente per altri tre anni continuò a servire nell'esercito, dal quale uscì prima del 1840. Le notizie ufficiali al suo riguardo riprendono nel 1860 allorché venne nominato, con regio decreto del 21 giugno, soprannumero disegnatore litografo nell'Officio Topografico con 90 ducati di retribuzione annua.

Costumi della Provincia

GAETANO MONTEFUSCOLI
Napoli, 20 luglio 1748 - Napoli, 26 gennaio 1815.
Calligrafo e disegnatore topografo nel laboratorio zannoniano e nel Burò topografico.

Il nome di Montefuscoli è stato associato alla cartografia zannoniana, per la prima volta, nel 1983 (CARTOGRAFIA NAPOLETANA 1983:122, 123 scheda a cura di V. Valerio); poche ulteriori notizie sono comparse in VALERIO 1985a:21. Fino ad ora era comunque nota soltanto la qualifica di calligrafo ed era a lui attribuita la sola tavola delle "Reali Cacce", realizzata nel 1784. La collaborazione alla costruzione delle carte del Regno è stata invece più variegata ed ampia, come risulta dai pagamenti emessi dai commissari per la carta geografica, conservati nell'Archivio Storico del Banco di Napoli.

 

FRANCESCO MORGHEN
Napoli, 8 giugno 1793* - collocato in pensione il 29 maggio 1851.
Disegnatore topografo e istruttore per il disegno topografico nel Burò zannoniano.

Francesco è uno dei figli del più noto Guglielmo Morghen, incisore appartenente ad una famosa famiglia di artisti; basti ricordare le figure di Filippo (nato nel 1730), che lavorò alle antichità di Ercolano, e di suo figlio Raffaello (1758-1833) attivo presso la Corte granducale. A differenza dei fratelli Luigi e Giuseppe, anche essi impiegati nell'Officio Topografico, Francesco non seguì le orme paterne e si applicò al disegno invece che all'incisione, divenendo uno dei più stimati disegnatori topografi dell'Officio, nonché istruttore nel disegno topografico per aspiranti ed allievi disegnatori.

 

GIUSEPPE MORGHEN
Napoli, ultimo decennio del XVIII secolo - attivo fino al 1840 ca.
Incisore di figure e di topografia.

Giuseppe è un altro dei figli di Guglielmo, attivo come incisore nel campo cartografico. Avviato in giovanissima età all'arte dell'incisione, nel 1809 fece domanda di assunzione, col fratello Luigi, nella Stamperia Reale (ASN, Ministero della presidenza, fs. 734/170). Dopo questo tentativo, peraltro fallito, ripiegò sull'incisione cartografica, allora fiorente presso il Burò topografico murattiano. Il periodo durante il quale lavorò nell'istituzione topografica è invero molto breve: dopo alcuni anni di apprendistato fu ammesso, nel 1815, in qualità di incisore ma, come accadde per altri impiegati, per ristrettezze di bilancio fu nominato, due anni dopo, incisore soprannumero di prima classe con lo stipendio dimezzato (22 gennaio 1817).

 

LUIGI MORGHEN
Napoli, 4 ottobre 1791 - Napoli, 26 ottobre 1836.
Incisore di figure e di topografia nel Burò zannoniano.

Il giovane Luigi fu avviato dal padre Guglielmo nell'arte dell'incisione; sappiamo che nell'aprile del 1802 questi fece richiesta, al direttore della Stamperia Reale, di sussidi per i suoi due figli Luigi e Giuseppe da reperirsi sui fondi dei reali Allodiali, soldi dei quali già godeva suo padre Filippo (ASN, Casa reale antica, fs. 1263 bis).

CARLO TEODORO MÜLLER
Breslau, -, attivo a Napoli tra il 1816 ed il 1821.
Ufficiale addetto al Comando Supremo; traduttore di lingue estere nell'Officio Topografico; litografo e mercante di stampe.

Quella di Carl Theodor Müller è una delle tante presenze significative dell'arte napoletana emanate o mediate dall'Officio Topografico. Personaggio più "mitico" che storico, egli deve la notorietà ad una sporadica ed inesatta citazione di Michele Ruggiero, secondo il quale l'arte litografica era stata "ultimamente portata fra noi nel 1816 da un tal Müller venutoci di Svizzera" (RUGGIERO 1832:323). In effetti il Ruggiero ignorava, non sappiamo quanto volutamente, che una richiesta di privativa per la stampa litografica era stata avanzata, dal napoletano Annibale Patrelli, alcuni mesi prima che il Müller inoltrasse la sua.

 

ANTONIO NACCIARONE
Napoli 24 ottobre 1824 - collocato in pensione il 16 gennaio 1882.
Disegnatore e topografo attivo anche nell'Istituto Topografico Militare.

Figlio di Vincenzo e di Rosa Chieti, Antonio entrò diciannovenne nell'Officio Topografico come alunno disegnatore (27 aprile 1843). Rimase con la qualifica di alunno per oltre quindici anni, fino al 17 maggio 1859, allorché venne nominato soprannumero con la retribuzione di 90 ducati annui. Nacciarone doveva essere tutt'altro che impreparato; la lentezza della carriera va unicamente attribuita al limitato organico dell'Officio, che non consentiva passaggi in una categoria superiore se non si liberava la corrispondente "piazza", per decesso o per pensionamento. Il 15 marzo 1858 egli aveva conseguito la laurea in architettura nell'Università di Napoli.

 

CAMILLO PACCES
Napoli, 26 dicembre 1799 - Napoli, 28 marzo 1872.
Incisore topografo addetto all'esecuzione dello scheletro.

Il suo ingresso nell'Officio Topografico di Napoli risale al 27 dicembre 1827 con la qualifica di alunno incisore; nel dicembre del 1831 risulta inserito nello "Stato di condotta" degli impiegati dell'Officio, che il direttore trasmetteva mensilmente al ministro della guerra Giovambattista Fardella (ASN, Ufficio topografico I, fs. 2). Camillo Pacces, figlio di Vincenzo e di Rosa Dufort, doveva essere un allievo abbastanza attivo e capace, a giudicare dai compensi mensili che otteneva, di gran lunga superiori a quelli assegnati agli altri allievi (ASN, Ufficio topografico I, b. 34).

 

NUNZIO PACILEO
Napoli, 13 novembre 1815 - collocato in pensione il 16 agosto 1878.
Disegnatore nell'Officio Topografico, topografo principale nell'Istituto Topografico Militare.

Nunzio Pacileo era figlio di Antonio e di Luisa Galgano (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, fs. 19). Il 12 giugno 1838, fu nominato alunno disegnatore nell'Officio Topografico. Fino al 31 marzo 1839 si esercitò nella bella copia delle minute in scala 1:20.000 e, dal 1° aprile, fu incaricato della copia del foglio riguardante Napoli (attualmente conservato in AIGM, cart. 74/8).

 

CESARE PAGANO
Napoli, 19 marzo 1831 - collocato in pensione il 16 marzo 1890.
Incisore topografo specializzato nell'incisione dello scheletro ma abile anche nell'esecuzione dell'orografia; topografo principale nell'Istituto Geografico Militare.

Cesare Pagano, figlio di Giovanni e di Rachele Vollaro, entrò come alunno incisore nell'Officio Topografico il 25 maggio 1848 (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, f. 56); due anni dopo, tra l'agosto ed il settembre del 1850, ancora "si istrui[va] nell'incisione" (ASN, Ufficio topografico I, fs. 27). La preparazione di un incisore topografo era operazione lenta e fondata su di una costante applicazione; dopo otto anni di apprendistato, il 17 agosto 1856, giunse la nomina ad incisore soprannumero, con lo stipendio di 90 ducati annui (ASN, Libretti II, fs. 110).

 

ELIODORO PAGLIARA
Napoli, 13 novembre 1824 - Napoli, 5 novembre 1860.
Incisore topografo nell'Officio Topografico di Napoli.

La formazione professionale di Pagliara ebbe inizio nell'Officio Topografico, nel quale entrò giovanissimo come alunno incisore. Nel gennaio 1847 era addetto ad incidere "un saggio di topografia pel'Officio" (ASN, Ufficio topografico I, fs. 54/3), mentre nel gennaio dell'anno successivo lo troviamo ad esercitarsi nella riduzione dei disegni (ASN, Ufficio topografico I, fs. 55/1). Nel 1850, ancora con la qualifica di alunno, incideva "il movimento del terreno a curve orizzontali"; soltanto il 15 dicembre dello stesso anno, passò nell'organico dell'Officio con la qualifica di soprannumero. In questo periodo va collocata la sua collaborazione, a fianco dei "migliori bulini dell'Officio", al Grande Album di Calligrafia, allestito da Giuseppe Palermo e pubblicato a Napoli nel 1852.

 

GIUSEPPE PANZERA
Palermo, 23 settembre 1815 - collocato in pensione il 6 aprile 1869.
Disegnatore topografo e ingegnere geografo nell'Officio Topografico e nel corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Giuseppe Panzera, di Gioacchino e Maria Anna Inzirillo, iniziò la carriera nell'Officio Topografico di Napoli come allievo disegnatore. Del primo periodo di apprendistato si conservano tre disegni nell'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio: due sono copie di antichi disegni, una "Pianta del poligono a Capua fuori porta di Roma" datato 13 marzo 1835, il cui originale è del 1813, ed una "Pianta topografica che dimostra porta di Roma", il cui originale è del 1805 (CITTÀ DEI MILITARI 1986:10).

 

NICOLA PASINATI
Venezia, 25 agosto 1808 - collocato in pensione il 25 agosto 1867.
Incisore calligrafo e miniaturista; incisore anziano e topografo principale nella Sezione napoletana del corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Nato a Venezia, da Domenico e da Vittoria Bruno, Nicola Pasinati era già in giovane età a Napoli. Il 6 dicembre 1822, a soli quattordici anni, era entrato con la qualifica di alunno nell'Officio Topografico (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, f. 40). Nel 1823 risulta infatti tra gli allievi dell'Officio, ricevendo 10 ducati "come gratificazione annuale" per i lavori svolti in (ASN, Ufficio topografico II, fs. 2/235). Pasinati fu uno dei grandi calligrafi dell'Officio Topografico di Napoli del quale visse tutte le vicissitudini fin'oltre l'Unità.

 

GERARDO PEPE
- Napoli, 29 ottobre 1817.
Cartografo e ingegnere geografo nell'Officio Officio Topografico.

Nel decreto del 22 gennaio 1817, col quale vengono nominati gli impiegati dell'Officio Topografico, Gerardo Pepe è indicato come ingegnere di seconda classe (ASN, Comando generale, ordini del giorno, 35). La vita di Pepe nell'Officio fu brevissima e, purtroppo, sono scarsissime le notizie relativi agli studi, ai lavori e, in generale, i suoi dati biografici.

 

GIUSEPPE PERIER
Termini Imerese, 23 gennaio 1807 - ritirato nel primo semestre del 1828.
Incisore topografo, attivo nell'Officio Topografico di Palermo e, quindi, di Napoli.

Giuseppe Perier fu uno di quei "figli di truppa", avviati giovanissimi alla vita militare; il 14 aprile 1814, a soli sette anni, risulta ammesso nella scuola militare in Palermo (ASN, Libretti II, fs. 107). Nel decreto del 31 agosto 1815, con il quale si stabiliva la conservazione dell'Officio Topografico siciliano, egli veniva addirittura nominato, con Giuseppe Hilbert, allievo d'incisione. Fu impiegato tanto nell'Officio Topografico di Napoli che in quello di Palermo; difatti col decreto del 22 gennaio 1817 Perier era stato promosso incisore soprannumero di seconda classe nell'Officio Topografico di Napoli. Subito dopo la nomina fu di nuovo destinato in Sicilia: dal volume di Assienti del Ministero della guerra (1817-1824) egli risulta "passato in Sicilia" in data non specificata, nonché pagato a Napoli solo nel mese di gennaio 1817 (ASN, Assienti, reg. 5, f. 166).

 

ANTONIO PINTO
Resina, 8 aprile 1784 - collocato in pensione il 12 maggio 1846.
Incisore di cornici, di graduazioni e dello scheletro topografico.

Nel 1804 ad Antonio Pinto, figlio di Nicola, Guardia maggiore dei Regi Astroni, Nicola, fu accordata una pensione per studiare incisione presso Guglielmo Morghen che, con la fuga da Napoli di Phillip e Georg Hackert, era rimasto indiscusso maestro di incisione (ASN, Segreteria antica guerra e marina, fs. 722). Il 2 aprile 1817 entrò come incisore di terza classe nell'Officio Topografico, e soltanto qualche mese dopo, in luglio, indirizzò alla direzione una domanda affinché gli fosse assegnato il posto di prima classe reso vacante per la morte di Vincenzo Aloja, avvenuta il 29 giugno 1817.

 

LUIGI RAUCCI (RANUCCI)
Napoli, 27 gennaio 1824 - collocato in pensione il 6 agosto 1880.
Disegnatore nell'Officio Topografico di Napoli; topografo principale nell'Istituto Topografico Militare.

Luigi nacque da Francesco e da Giovanna Longo il 27 gennaio 1824. Fu avviato molto giovane alla carriera di disegnatore topografo; il 6 febbraio 1841 entrò come alunno disegnatore nell'Officio Topografico, ove poté ottenere un posto con retribuzione (90 ducati annui) solo il 19 febbraio 1852, con la nomina a soprannumero disegnatore. Durante il lungo periodo di tirocinio lavorò a parecchie opere minori, mostrando una certa versatilità nelle varie parti del disegno topografico.

 

LUIGI RICCI (RICCIO)
Napoli, 20 ottobre 1826 - 28 luglio 1854.
Incisore topografo addetto all'esecuzione dello scheletro nell'Officio Topografico di Napoli.

Luigi è l'unico nella numerosa famiglia di Nicola (aveva cinque figli nel 1827) che seguì le orme paterne nell'Officio Topografico. Certamente fu istruito dal padre nella particolare tecnica dell'incisione topografica se a soli 18 anni poté essere nominato incisore soprannumero nell'Officio Topografico (4 settembre 1844). Se dobbiamo prendere per buone le notizie fornite dalla vedova, in una supplica indirizzata al Re per ottenere la pensione (dicembre 1855) - secondo la quale il marito lavorava già da tredici anni come alunno prima di ottenere la nomina ad incisore di terza classe (1850) - risulterebbe che il suo apprendistato nell'Officio ebbe inizio all'età di 11 anni.

 

NICOLA RICCI (RICCIO)
Procida, 11 giugno 1788 - collocato in pensione il 20 aprile 1854.
Incisore cartografo e calligrafo attivo nella Stamperia Reale e nell'Officio Topografico.

Il 15 maggio 1813 Nicola Ricci entrò a far parte degli incisori della Stamperia reale, nella quale fu avviato all'esecuzione della calligrafia. Ben presto iniziò anche a dedicarsi all'incisione cartografica: sua sarà la pianta dei dintorni di Napoli disegnata da Giosuè Russo, inserita nella guida del canonico Andrea de Jorio. Ancora su disegno di Giosuè Russo, incise gli "Avanzi dell'antica città e rocca di Cuma", inserita come tavola ottava nell'atlante allegato,nel 1822, alla seconda edizione della Guida di Pozzuoli e contorni di Andrea de Jorio.

 

GIUSEPPE RINALDI
Napoli, 11 dicembre 1821 - collocato in pensione il 21 maggio 1869.
Disegnatore soprannumero nell'Officio Topografico, incaricato dei caratteri e dell'incisione su pietra; topografo nel corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Sebbene altamente qualificata, la produzione di Giuseppe Rinaldi non fu di grande prestigio: venne soprattutto adibito a lavori minori di incisione su pietra, sia di figura sia di caratteri. Non risultano, inoltre, lavori eseguiti al di fuori dell'istituzione.

 

ANTONIO RONZONI
Napoli, 27 marzo 1823 - Napoli, 5 luglio 1864. Disegnatore soprannumero nell'Officio.
Topografo addetto all'esecuzione dello scheletro; disegnatore topografo nel corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Abile disegnatore topografo, il Ronzoni non ebbe modo di contribuire, se non in maniera marginale, a causa della prematura morte, alla cartografia unitaria. Nato da Luigi e da Grazia Staiti, venne ammesso il 27 aprile 1843 nell'Officio Topografico, con la qualifica di alunno disegnatore; l'11 febbraio 1852 passò nell'organico dell'Officio con le funzioni di soprannumero disegnatore.

 

ANTONIO ROSSI
Napoli, 10 luglio 1795 - ritirato alla fine del 1849.
Incisore topografo addetto all'orografia; incisore di carte geografiche e di figura.

Antonio Rossi fu un abilissimo incisore dell'orografia, tra i migliori che l'Officio Topografico abbia mai avuto; purtroppo la sua operosità fu bruscamente interrotta da una paralisi, che gli impedì di lavorare per oltre tredici anni. Era entrato il 13 luglio 1811, con la qualifica di allievo incisore nel gabinetto topografico diretto da Giovanni Antonio Rizzi Zannoni e fu addestrato nella tecnica dell'incisione cartografica dagli anziani Giuseppe Guerra e Vincenzo Aloja. Il 14 gennaio 1816 fu nominato soprannumero di seconda classe nel Deposito generale della guerra e fu confermato nell'incarico presso l'Officio Topografico col decreto del 22 gennaio 1817, subentrando a Luigi Morghen dimissionario (ASN, Assienti, reg. 5, f. 165).

Antonio Rossi, Pianta del porto di Nisida, da Annali civili del Regno delle Due Sicilie, Napoli 1838, inc. rame 348x437 (cornice), collezione privata

GIOSUÈ (Antonio) RUSSO
Palma Campania, 29 maggio 1781 - Napoli, 20 marzo 1840.
Ingegnere nel Deposito generale della guerra e nell'Officio Topografico.

Giosuè Russo è tra i più rinomati ingegneri topografi napoletani; una certa notorietà gli venne anche dalle cartografie eseguite al di fuori dell'Officio e soprattutto dal fatto di essere autore del primo atlante geografico universale interamente realizzato a Napoli. Le prime notizie a stampa sono relativamente recenti (VALERIO 1980a:112 e VALERIO 1985a: 20) ed ulteriori ed interessanti notizie si trovano nel fascicolo di pensionamento dal quale apprendiamo che era figlio di Domenico e di Michelina Montanino e che venne battezzato nella chiesa di S. Michele a Palma Campania, il 29 maggio 1781 (ASN, Ministero guerra, fs. 112/ 917).

Cerimonia pubblica
a Palma di Campania
per onorare la memoria di un cartografo

Il 13 maggio 2006 a Palma di Campania (NA), alle falde del Vesuvio, una strada è stata intitolata a Giosué Russo, a breve distanza dalla chiesa dove fu battezzato.

Vladimiro Valerio, che del Russo ha pubblicato la prima biografia in Società Uomini e Istituzioni cartografiche... (firenze 1993, p. 627-630), è stato invitato a tenere una conferenza sul personaggio e sulla sua attività.

La Provincia di Napoli ha inserito la manifestazione nel programma delle celebrazioni per il bicentenario della Provincia stessa, fondata nel 1806; contemporaneamente ha approvato il progetto per la riedizione in facsimile dell' Atlante di geografia moderna, in 30 carte, disegnate da Giosué Russo negli anni 1834-1836.

PIETRO SEREGNI
Milano, 16 aprile 1782 - ritirato nel 1831.
Disegnatore di topografia e di architettura civile e militare nel Deposito generale della guerra e nell'Officio Topografico.

Molto scarse sono le notizie su Pietro Seregni, nato a Milano e trasferitosi a Napoli in data imprecisata ma prima del 1815. La concordanza della nomina come disegnatore nel real corpo del Genio a Napoli (1° febbraio 1815) con l'istituzione del Deposito generale della guerra (26 settembre 1814) e la venuta a Napoli di Ferdinando Visconti, ci indurrebbe a ritenerlo come facente parte di quel gruppo di geodeti e topografi che il Visconti riuscì a portare con sé, facendoli trasferire dal Deposito della guerra di Milano a quello di Napoli (Antonio Valmagini, Pietro Soldan, Giovambattista Chiandi). La carriera di Seregni è molto simile a quella di Campi (mantovano), giunto anch'egli a Napoli col Visconti. Entrambi furono nominati disegnatori nel corpo del Genio e successivamente disegnatori topografi di prima classe nell'Officio Topografico col decreto del 22 gennaio 1817.

 

GIOVANNI STROMEI
Taranto, 12 maggio 1830 - Firenze, 11 aprile 1891.
Disegnatore nell'Officio Topografico di Napoli, specializzato nel disegno dello scheletro; topografo principale e capo della Divisione artistica dell'Istituto Geografico Militare.

Giovanni Stromei, benché ignoto alla letteratura specifica, è uno dei più autorevoli e stimati disegnatori dell'Officio Topografico e, soprattutto, dell'Istituto Geografico Militare, presso il quale ricoprì la carica di capo della Divisione artistica per sei anni, fino alla morte. Non esiste bibliografia a lui relativa e nemmeno sporadici riferimenti nella letteratura cartografica. [...] Dei primi tre anni di apprendistato nell'Officio non è rimasta traccia, ma sappiamo che risultò subito tra i più promettenti disegnatori; l'11 marzo 1852 venne nominato, con regio decreto, soprannumero disegnatore.

 

GIACOMO TASCONE
Napoli, 26 luglio 1818 - collocato in pensione il 26 gennaio 1865.
Disegnatore nell'Officio Topografico e nel corpo di Stato Maggiore dell'esercito italiano.

Figlio di Luigi Tascone e di Raffaela Martini, Giacomo era fratello maggiore di Vincenzo, anche questi disegnatore presso l'Officio Topografico di Napoli. Giacomo venne ammesso con la qualifica di alunno aspirante in data 14 luglio 1837 (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati civili Stato Maggiore, fs. 23). Un anno dopo, il 12 giugno 1838, fu nominato alunno disegnatore, mentre il 1° maggio 1840 entrò ufficialmente nell'organico dell'Officio come disegnatore soprannumero, con 90 ducati annui di retribuzione. Rimase con tale qualifica per oltre un decennio, venendo impiegato per lavori di copia e di disegno di minore importanza.

 

VINCENZO TASCONE
Napoli, 15 marzo 1831 - collocato in pensione il 1° marzo 1892.
Disegnatore nell'Officio Topografico; topografo principale nell'Istituto Geografico Militare.

Di ben tredici anni più giovane del fratello, Vincenzo lavorò nel campo topografico per un lasso di tempo molto maggiore, contribuendo in maniera significativa alla produzione cartografica nell'Italia unita. Egli venne ammesso nell'Officio, con la qualifica di alunno disegnatore, l'11 marzo 1852; nella stessa data il fratello Giacomo passava alla terza classe (ACS, Ministero guerra, Matricola impiegati Stato Maggiore, fs. 33). Il 9 agosto 1857 giunse il regio decreto con il quale veniva nominato soprannumero disegnatore. In quell'anno era impegnato nel disegno dello scheletro e delle curve di livello sulla pianta di Isoletta in due fogli, in scala 1:10.000, e nella realizzazione di una carta del Regno per la storia militare di Ulloa (ASN, Ministero guerra, fs. 1507/ 976).

 

GIUSEPPE VADO
Napoli, 18 dicembre 1805 - collocato in pensione l'8 giugno 1864.
Incisore topografo addetto all'esecuzione dello scheletro, delle colture e dell'orografia.

Giuseppe Vado, figlio di Baldassarre e di Teresa Pozone, appartiene a quel gruppo di incisori capaci di lavorare le svariate parti di un rame cartografico; egli fu sovente incaricato dell'incisione del "movimento del terreno" - cioè dell'orografia - delle colture e delle curve di livello oltre che dello scheletro cartografico, per il quale era particolarmente abile. Nel 1860, quasi in chiusura della lunga carriera, Fridolino Giordano, direttore dell'Officio Topografico, scriveva di lui: "seguita ad essere lodevole pel modo come esegue i lavori affidatigli" (ASN, Ministero guerra, fs. 2490/ 2167).

 

ANTONIO VALMAGINI
Milano, 4 ottobre 1787 - Napoli, 1850.
Disegnatore topografo nel Deposito della guerra di Milano; incaricato della orografia e della coloritura dei disegni, nell'Officio Topografico di Napoli.

La venuta a Napoli di questo valente disegnatore, attivo nel Deposito della guerra di Milano dal 1812, è uno dei tanti meriti di Ferdinando Visconti. Valmagini è un rappresentante emblematico di quella schiera di cartografi artisti, che lavorò tra il XVIII ed il XIX secolo; un tecnico che univa ad una estrema precisione nel disegno di riproduzione una grande sensibilità nella scelta dei colori e nell'espressione dell'orografia. Possiamo giudicare la sua arte osservando i disegni da lui eseguiti e conservati nell'Archivio dell'Istituto Geografico Militare, che costituiscono una delle più belle serie cartografiche dell'Ottocento italiano.

GIOVANNI VASTOLA
Napoli, 20 luglio 1807 - Napoli, 27 maggio 1851.
Disegnatore topografo nell'Officio Topografico di Napoli.

Già dal dicembre 1831 Giovanni Vastola risulta tra gli allievi dell'Officio Topografico; il suo nominativo è inserito in uno "Stato di condotta" degli impiegati, redatto da Giovanni Melorio nel febbraio del 1832 (ASN, Ufficio topografico I, fs. 2). Gli allievi non ricevevano stipendio ma solo compensi saltuari decisi mensilmente dal consiglio di amministrazione: nell'aprile del 1835 sappiamo, ad esempio, che ricevette 7 ducati (ASN, Ufficio topografico I, b. 74).

Dall'aprile 1836 e per tutto il 1837 disegnava alcuni fogli delle coste dell'Adriatico: deve certamente trattarsi delle levate originali in scala 1:20.000 messe in netto tra il 1830 ed il 1840, dopo che nel 1834 era comparsa la carta a stampa in scala 1:100.000. Nel 1836 sappiamo che abitava alla salita S. Anna di Palazzo n°11 (ASN, Ufficio topografico I, fs. 5/19). Il 28 gennaio 1838 divenne soprannumero disegnatore.

 

RAFFAELE VASTOLA
Napoli, 6 ottobre 1818 - collocato in pensione il 28 ottobre 1878.
Incisore topografo e calligrafo; topografo principale nell'Istituto Topografico Militare.

Raffaele Vastola, figlio di Gioacchino e di Orsola Barbati, entrò giovanissimo nell'Officio Topografico nel quale apprese l'arte dell'incisione. Egli è menzionato come allievo in uno stato di condotta degli impiegati dell'Officio già nel dicembre 1831 (ASN, Ufficio topografico I, fs. 2) sebbene la nomina ministeriale ad alunno incisore sia solo del 12 luglio 1837 (ACS, Ministero Guerra, Matricola ufficiali 1871-1880, reg. 21).

 

VENDITTO PIETRO (DE)
Napoli, 29 giugno 1772 - ritirato nel 1841.
Disegnatore del Genio; professore di architettura nella Scuola Politecnica ed in quella Militare; ingegnere geografo e disegnatore di architettura e topografia nel Deposito generale della guerra e nell'Officio Topografico.

Versatile ed attivo in svariati campi disciplinari, tutti riconducibili all'ambito militare, Pietro Venditto fu anche professore di disegno e di architettura nella Scuola Politecnica istituita da Gioacchino Murat nel 1811 (RUSSO 1967:69, ove risulta col nome di Venditti). Egli non abbandonò mai l'insegnamento, che svolse parallelamente alle mansioni di ingegnere e di disegnatore nel Deposito della guerra. Un breve schizzo biografico con i dati essenziali della sua vita risale al 1985 (VALERIO 1985a:21 e nota 15).

Il primo incarico fu di carattere civile, a seguito del terremoto che aveva colpito il Molise nel 1802. Fu quindi impiegato nel Genio marittimo, presso il quale, il 15 aprile 1810, fu incaricato "della formazione de' piani militari secondo il bisogno delle fortificazioni", con lo stipendio di 15 ducati mensili (ASN, Libretti II, fs. 107).

 

GASPARE VINCI
Napoli, 24 dicembre 1780 - collocato in pensione il 30 settembre 1839.
Ingegnere e architetto; professore di topografia nelle scuole militari; disegnatore topografo.

Gaspare Vinci è certamente tra i più rappresentativi di quella schiera di personaggi eclettici e polivalenti che gravitarono, tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo, intorno alle istituzioni topografiche napoletane. Manca una sua biografia, sebbene sia stato autore stimato di alcune opere sulla tecnica cartografica, sulla geodesia e sugli scavi archeologici di Pompei, nonché primo docente di topografia nella Scuola Politecnica napoletana. Alcuni cenni biografici compaiono per la prima volta in VALERIO 1983a:34 nota 37.

 

TOMMASO ZAMPI
Orvieto, 1755 ca - collocato in pensione il 25 aprile del 1810.
Disegnatore e configuratore geografico nel laboratorio zannoniano e nel Deposito topografico.

La figura di Tommaso Zampi è stata solo di recente inserita nella compagine dei collaboratori del Rizzi Zannoni per la realizzazione della carta geografica del Regno di Napoli (VALERIO 1985a:20 e ad nomen). Sebbene sia stato aggregato all'Officina solo sul volgere del '700, il suo contributo alla cartografia napoletana fu considerevole, essendo tra i pochi ingegneri geografi che abbiano superato i rivolgimenti politici e militari di quello scorcio di secolo e che siano rimasti attivi durante il primo periodo francese. Figura senz'altro di grande rilievo oltre che per l'effettiva produzione, in parte ancora conservata tra le residue carte dell'Officina Topografica esistenti nella Biblioteca Nazionale di Napoli, anche per una personalissima qualità grafica.

 

EPIFANIO ZINGAROPOLI
Taranto, 11 gennaio 1794 - attivo fino al 1822.
Ufficiale dello Stato Maggiore dell'esercito addetto al Deposito generale della guerra ed all'Officio Topografico.

Epifanio, figlio dell'avvocato tarantino Valentino Zingaropoli, entrò nell'Accademia Militare di Napoli il 31 dicembre 1811 e ne uscì il 25 agosto 1814 (PILATI 1987). Col rientro dei Borbone sul trono di Napoli, Zingaropoli fu ammesso nel nuovo esercito con il grado di tenente, addetto allo Stato Maggiore e destinato a prestar servizio, in qualità di ingegnere geografo, nel Deposito generale della guerra. Nel 1816 lavorò con altri ufficiali del Deposito nei dintorni di Napoli, ove furono effettuate parecchie missioni di addestramento. Nella primavera di quell'anno fu inviato a Noja, in Terra di Bari (oggi Noicattaro), per effettuare il rilevamento del centro abitato, colpito dalla pestilenza nel novembre del 1815.

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