Sulla cresta dell'onda

ITALIA

Il porto di Genova nei secoli

Da Porti, cantieri e navi d'Italia, a cura di Giorgio Roletto, Editore Giulio Tannini, Brescia 1934:

"Il porto di Genova sorgeva all'inizio al riparo della penisoletta che lo delimita a levante, in corrispondenza dell'antico "Mandracchio" ora interrato. Probabilmente già in epoca romana furono eseguiti alcuni lavori di adattamento lungo la piccola penisola. Nel 1130 si parla di lavori fatti "al Molo". Alcuni anni dopo appaiono i "Salvatori del Porto e del Molo", magistrati speciali che avevano l'incarico della manutenzione, delle riparazioni e dei miglioramenti delle opere portuali, Più tardi, pur mantenendo le stesse funzioni, essi ebbero il nome di "Conservatori del mare".

Divenuto il Mandracchio troppo piccolo per l'accresciuto movimento marittimo, s'iniziò - già nel 1283 - lo scavo della Darsena, situata sul fianco orientale della baia. La Darsena era divisa in tre bacini e cioè l'Arsenale, la Darsene della Galere e la Darsena del Vino. Tra la Darsena e il Molo vennero costruiti, tra il 1276 e il 1545, diversi moli detti "ponti", usati per il movimento dei passeggeri. La parte occidentale della baia era occupata in parte da cantieri e da officine di raddobbo, dominati dalla Lanterna.

Nel XVI secolo e agli inizi del secolo successivo, il porto si era esteso anche sulla parte occidentale della baia, dove pure si costruirono alcuni moli. Le condizioni di tranquillità delle acque nell'interno della baia erano ben lungi dall'essere ottime, essendo essa aperta ai venti SO, SE, e S. Si pensò dunque a por riparo a tale grave inconveniente costruendo una gettata dalla base del Capo del Faro verso il Molo Vecchio. Nel 1638 Ansaldo De Mari iniziò quest'opera che, lunga 500 metri, fu detta "Molo Nuovo". Ma tale opera non rimediò che in parte agli inconvenienti esistenti e si dovettero intraprendere nuovi lavori, ultimati solo in parte sia in causa di dissensi interni che per l'incalzare degli avvenimenti politici.

Verso la prima metà del XIX secolo vennero eseguiti anche dei lavori di sistemazione interna del porto, resi necessari dal novello impulso assunto dal traffico marittimo. Più importante di tutti fu la costruzione della Stazione merci di Piazza Caricamento, per mettere in raccordo diretto il porto con la ferrovia Genova-Torino.

Per affrontare il crescente movimento del tempo, il Governo fece studiare un piano di ingrandimento del porto, adeguato alle esigenze presumibili di un mezzo secolo. Il progetto, che venne poi anche attuato, fu redatto dall'Ispettore del Genio Civile Adolfo Parodi. Questi prevedeva la costruzione di un avamposto, suscettibile poi di ulteriori trasformazioni.

Il progetto sollevò numerose discussioni, troncate poi dall'elargizione di venti milioni fatta dal Duca di Galliera. I lavori, iniziati nell'ottobre 1877, comprendevano la costruzione del "Molo Duca di Galliera" che, partendo a circa 100 m dall'estremità del Molo Nuovo, si dirigeva per 657 m verso sud e per altri 843 m verso SE. Sul versante opposto del porto venne costruito il "Molo Giano" che, a partire dalla costa di Carignano, si dirige verso OSO per 595 m. Nell'interno del porto vennero costruiti 12 moli, si procedette al dragaggio del fondo portando a 9 m il tirante d'acqua nelle zone di ancoraggio più importanti. Nel 1889 si inaugurò la succursale dei Giovi e vennero pure costruiti dei magazzini e furono introdotte le gru idrauliche. Ma il movimento commerciale aumentava più rapidamente che non lo sviluppo delle opere portuali; da ciò l'impossibilità delle navi di attraccare e quindi, di conseguenza, l'introduzione del trasbordo su chiatte, che rendeva le operazioni portuali più costose. Si verificarono pure ingorghi nel traffico, con conseguente deviazione delle navi verso i porti vicini, specialmente verso Savona.

Nuovi progetti di allargamento del porto vennero ideati; prevalse quello dell'ing Giaccone che prevedeva il prolungamento verso occidente del braccio estremo del Molo di Galliera e la creazione, dietro la diga così ottenuta, di un nuovo bacino. Allo scopo di coordinare i vari lavori e per creare un ente che avesse sia la possibilità di eseguire i lavori, sia quella di raggruppare e coordinare tutte le varie attività inerenti al traffico marittimo, fu costituito, con legge del 1903, il "Consorzio Autonomo del Porto di Genova" che cominciò a funzionare regolarmente nel 1905. In quell' anno il Consorzio approvò il progetto dell'ing. Inglese che prevedeva l'ampliamento del porto verso occidente, in conformità al progetto precedente del Giaccone. E tale direttiva è stata sempre mantenuta anche nei progetti successivi del Coen-Cagli e dell'Albertazzi.

Dal 1905 allo scoppio della guerra i lavori procedettero lentamente. Si costruì in parte la diga di protezione del nuovo bacino, innestandola sul Molo Duca di Galliera, che venne spezzato per un tratto del suo primo braccio. Venne sistemata la calata sud del Molo Vecchio, fu allargato il Ponte Caracciolo, furono costruti magazzini a tre piani, in cemento armato alla "chiapella", mentre sui Ponti Calvi, Spinola e Embriaco e sui Ponti Assereto e Caracciolo vennero installati 21 apparecchi per lo scarico del carbone. Le calate furono dotate di gru elettriche e idrauliche e alla Chiapella si costruì una centrale elettrica; si sistemò inoltre la viabilità normale e ferroviaria del porto. Nel periodo bellico e nell'immediato dopoguerra i lavori furono ancora più lenti e, sino al 1922, non era ancora ultimata la diga di protezione per i nuovi bacini.

Successivamente fu ultimata la diga di protezione (Molo Principe Umberto) del bacino Vittorio Emanale III, e fu iniziato il prolungamento della diga verso occidente, al fine di proteggere il bacino detto "Benito Mussolini". Il Molo Duca di Galliera venne prolungato verso est di 400 m. Si costruì nella costa orientale il Molo Umberto Cagni, che col Molo Giano racchiude il porticciolo Duca degli Abruzzi, adibito ai natanti di tipo sportivo. Alle Grazie venne costruito un nuovo bacino di carenaggio capace di accogliere le navi di più grosso tonnellaggio. Per il traffico passeggeri venne costruita la nuova Stazione Marittima al Ponte dei Mille, che è un modello nel suo genere, né si dimenticò la navigazione aerea creando un idroscalo per ora di carattere provvisorio. Sorsero nuovi magazzini sul Ponte Caracciolo e Assereto ed uno al Passo Nuovo.

Per collegare i nuovi impianti portuali sorti ad occidente con il resto del porto, è in opera lo spianamento della collina di San Benigno che inceppava notevolmente il transito. E' già stato redatto un progetto di larga massima che prevede un ulteriore allargamento degli impianti verso occidente. Inoltre, per far fronte alle necessità dei nuovi grandi transatlantici, sono state sistemate le calate del Ponte A. Doria, sul quale è stata costruita una nuova grandiosa Stazione Marittima. E' stato anche effettuato il taglio delle estremità del Molo Vecchio per agevolare la manovra delle nuove grandi navi. Così Genova, da porto naturale che era all'inizio della sua attività, diviene sempre più un porto artificiale, nel quale le opere dell'uomo si affermano vittoriosamente contro le avversità dell'ambiente."

Ci è sembrato interessante illustrare la descrizone di cui sopra con una scelta di immagini della città e del porto di Genova; hanno provenienza e finalità diverse - dalla carta nautica manoscritta all'incisione, al quadro celebrativo o votivo, alla rappresentazione tecnica - ma tutte concorrono ad illustrarne l'evoluzione nei secoli, fino alle ultime immagini, tratte da Porti, cantieri e navi d'Italia citato, che rappresentano il porto alla data del libro.

Veduta prospettica di Genova, di cui si riconoscono chiaramente la Lanterna e il Castelletto, in una carta manoscritta del Mediterraneo, di Albino de Canepa, realizzata nel 1489, oggi presso la James Ford Bell Library
La precedente carta di Albino de Canepa accorda particolare attenzione a Genova, nel presentare realisticamente edifici emblematici della Città, perché l'artefice è genovese.
Altre carte, pur riportando prospetti numerosi, offrono immagini di maniera, volte semplicemente a rappresentare città eminenti.
E' il caso della carta del Mediterraneo centrale nell'atlante di Giovanni Xenodocos da Corfù, datata 1520, probabilmente realizzata a Venezia e lì conservata presso il Museo Correr.
E' considerata la più antica carta a stampa di Genova.
E' una delle 1809 xilografie che illustrano il Liber chronicarum di Hartmann Schedel, Norimberga 1493.
La Biblioteca Universitaria di Genova possiede la prima edizione di questa famosa e diffusissima Cronaca di Norimberga, stampata da Anton Koberger in latino e in tedesco.
Gran parte delle xilografie, e questa in particolare, sono di Michael Wohlgemuth (courtesy J.-M. Urvoy).
Il porto di Genova nella prima metà del Cinquecento, in un olio su tavola (part.) noto come "Convegno navale": rappresenta allegoricamente l'incontro tra il Papa Paolo III, l'imperatore Carlo V e Andrea Doria, preliminare alla costituzione della Sacra Lega.
Nell'originale, infatti, compare in primo piano la galea papale guidata dalla Fede, rappresentata dalla lampada che sfavilla sulla "carrozza" di poppa, mentre la Carità è vicina all'Eucarestia e la Speranza guarda verso Est a prua.
(Genova, Galata Museo del Mare)
Genova in una veduta francese del 1571. La data deve essere sbagliata, perché il molo nuovo è del secolo successivo. Non era infrequente che vecchie matrici fossero riutilizzate, apportandovi le necessarie correzioni. In questo caso potrebbe essere sfuggita la data
(courtesy J.-M. Urvoy).
Acquaforte di Antonio Lafrefy datata 1573. In basso fitta legenda con 58 toponimi (Bibliothèque Nationale de France)
Veduta di Genova di Cristoforo de Grassi, firmata a datata 1597, ma in effetti copia di un quadro collocabile intorno al 1481: lo dimostra la parata navale a ricordo della battaglia di Otranto (1481), edifici costruiti in quegli anni e la presenza del Castelletto, abbattuto nel 1528.
(Genova, Galata Museo del Mare)
Affresco di anonimo, cm 310x144, nella Loggia delle Carte geografiche, nei Palazzi Vaticani. Deriva probabilmente da una tela inviata al papa Urbano VIII per mostragli le "Mura Nuove" - ossia la cinta eretta intorno al 1630, così chiamata per distinguerla dalle "Mura Vecchie" cinquecentesche circostanti il porto - di cui Genova era stata appena munita.

Genova in una tela di Domenico Fiasella (part.), ca 1640, eseguita per l'Oratorio di San Giorgio dei Genovesi a Napoli. Ora è collocata nella chiesa di S.Maria dell'Incoronatella, nota come "chiesa della Pietà dei Turchini", in via Medina a Napoli: eretta nel 1592 e rimaneggiata il secolo successivo, deve il suo nome al colore delle uniformi dei fanciulli ospitati nell'annesso conservatorio.
Il porto di Genova verso la metà del Seicento, olio su tela di Giovan Battista Costanzo, cm 253x175, che offre un piano batimetrico del porto, completo di chiare rappresentazioni in prospettiva dei principali edifici portuali. Ai lati in basso, legende con riferimenti alla toponomastica e alle quote dei rilievi idrografici.
(Genova, Galata Museo del Mare)
Nel 1684 i Francesi bombardano la Città. Genova era colpevole di un'alleanza con la Spagna, di aver venduto armi ad Algeri e di esercitare un ruolo importante nella politica dell'Europa centrale, mentre la Francia aspirava all'egemonia nel Mediterraneo.
In questo scenario si inserivano pretesti vari, quali l'estensione di dazi alle navi francesi in transito, intrighi e incidenti diplomatici.
La situazione precipitò nel 1684, con il bombardamento di Genova da parte di una poderosa flotta, ufficialmente al comando di Abraham Duquesne, ma in realtà ferocemente diretta da Jean-Baptiste di Seignaley, figlio di Colbert.
La rappresaglia durò per svariati giorni e si concluse con la parziale distruzione del nucleo urbano centrale, danni ingentissimi e umiliazioni imposte alla Repubblica.
(Genova, Galata Museo del Mare)
Genova sotto il fuoco francese nel 1684, di anonimo tedesco.
Il titolo "Genova terrorizzata dal fuoco della flotta francese nel mese di maggio 1684" riflette l'eco internazionale del bombardamento cui la Città fu sottoposta dalla flotta di Re Sole.
(Genova, Galata Museo del Mare)
Genova, da La nuova grande illuminante face del mare di J. van Keulen, 1695.
La Casa Editrice van Keulen era stata fondata intorno al 1678 dal capostipite Johannes (ca 1650 - 1715) cui subentrò, nel 1695, il figlio Gerard, il quale impresse all'azienda la specializzazione cartografica che la rese famosa in Olanda e in Europa per i due secoli successivi.
La produzione editoriale comprendeva il monumentale De Nieuwe Groote Lichtende Zee-Fakkel, ossia un portolano dei mari del mondo pubblicato tra il 1681 e il 1684 in cinque volumi in folio, ai quali nel 1753 se ne aggiunse un sesto per la navigazione lungo le coste asiatiche.
Il III volume, da cui è tratta la veduta di Genova, tradotto in Italiano, era dedicato al Mediterraneo.
Istituto Idrografico della Marina
Plan du port de Gênes di H. Michelot e L. Bremond, pubblicato ad Amsterdam da Mortier nel 1709. Indica la batimetria portuale e alcuni edifici rilevanti, oltre alla Lanterna nel riquadro di sinistra. (Collez. priv.)
Veduta del porto di Genova, in calce a una carta della Liguria intitolata "Republicae Genuensis Dominium", di Matthaus Seutter, XVIII secolo
(Genova, Galata Museo del Mare)
Francesco Maria Accinelli, Stato presente della metropolitana di Genova. Pianta di Genova con tutte le parochie [sic] contenute nel recinto delle "mura vecchie". Nella prima metà del Cinquecento le mura medievali furono ampliate e potenziate secondo i nuovi canoni architettonici imposti dall'evoluzione della poliorcetica e delle armi da fuoco. Furono definite "mura vecchie" il secolo successivo quando una seconda cinta fu innalzata sulla sommità dei colli che fanno da corona alla Città. Ms., seconda metà XVIII sec.
Biblioteca Civica Berio, Genova
Francesco Maria Accinelli, Stato presente della metropolitana di Genova. Parochie di Santa Fede, San Sisto e San Giovanni di Prè. Ms., seconda metà XVIII sec.
Biblioteca Civica Berio, Genova
Nel 1764 Joseph Roux aveva pubblicato un album intitolato Recueil des principaux plans des ports et rades de la Mer Méditerranée ... di soli 242 x 174 mm, comprensivo di 121 tavole di rade e piani di porti, senza testo esplicativo né didascalie.
Le carte sono incise piuttosto grossolanamente, contengono poche informazioni nautiche e hanno scala e orientamento variabili, in conseguenza del piccolo formato delle carte.
Prive di coordinate geografiche, presentano una rosa centrale semplificata, di otto o sedici venti.
Della cartografia tipica del secolo precedente hanno conservato i profili di agglomerati urbani o edifici cospicui, disegnati in prospettiva all'interno della linea di costa.
Istituto Idrografico della Marina
Veduta del porto di Genova, una delle quattro realizzate da Antonio Giolfi nel 1769
(Genova, Galata Museo del Mare)

La Lanterna con uno scorcio del porto di Genova, alla fine del Settecento (Bibliothèque Nationale de France)
Il porto di Genova in una carta francese dell'Alto Tirreno, inizio Ottocento
Istituto Idrografico della Marina
Pianta della città / di / Genova / delle sue fortificazioni nel 1815 / col tracciamento delle mura / del 1536 e del 1632
Istituto Idrografico della Marina
Carta di Genova intitolata Genoa. Genova. Genes. Published under the superintendence of the Society for the Diffusion of Useful Knowledge. Drawn by W.B. Clarke. Engraved & printed by B.R. Davies, 16 George Str., London University. Published by Baldwin & Cradock, 47 Paternoster Row, March 1836. Scala 1:8300.
Al centro un inserto con la pianta della città
mentre in fondo compaiono le facciate di 14 edifici notevoli.
Visitare la David Rumsey Map Collection
Particolare della carta precedente, con l'area circostante il molo vecchio
Plan de la ville de Gênes, de ses fortifications et de ses environs à l'echelle de 1:10000. Acquaforte acquerellata, realisticamente dettagliata nella sua topografia.
La presenza del Castelletto consente di datarla agli anni di poco precedenti in 1849, quando la fortezza fu abbattuta.
In basso fitta legenda di 234 toponimi, tra edifici pubblici, chiese, palazzi, alberghi, strade ecc. (Torino, Biblioteca Reale)
Veduta anonima e non datata di Genova, molto dettagliata, dalla Lanterna al quartiere di Albaro.
E' attribuita agli anni intorno al 1848 per via degli edifici rappresentati e riconoscibili.
Litografia appartenente alla collezione topografica del Comune di Genova, presso il Museo Sant'Agostino.
Louis Le Breton
Genova e la Lanterna, in una veduta di maniera non datata ma collocabile a metà Ottocento.
Collezione topografica del Comune di Genova, presso il Museo Sant'Agostino.
Il bacino di carenaggio della Darsena intorno alla metà dell'Ottocento
(Genova, Galata Museo del Mare)
Pianta topografica di Genova nel 1854, di Celestino Foppiani.
E' in atto lo sviluppo urbano alle spalle della città: risultano aperte la via Assarotti e le due parallele verso la collina, ma non c'è ancora la strada di circonvallazione a monte.
(Collezione topografica del Comune di Genova, presso il Museo Sant'Agostino.)
Alla metà dell'Ottocento la cartografia del Mar Ligure era inadeguata alle esigenze dei sempre più intensi traffici marittimi, non solo nazionali.
Per sopperire alla lacuna, Giuseppe Albini, contrammiraglio della Marina Sarda, pubblicò presso la litografia Armanino il Portolano della Liguria, Genova 1855, in 24 tavole di rade e porti con carta generale del Mar Ligure allegata.
Istituto Idrografico della Marina
Il porto nel 1875, da Studi sul miglioramento e sull'ampliamento del Porto di Genova (da Rivista Marittima, 1875, p.331-384, 431-480), corredati di ulteriori 26 tavole che illustrano i 19 progetti presentati da studiosi diversi.
Il porto nel 1876, dalla Guida ufficiale, pubblicata dal Consorzio Autonomo del Porto nel 1929, oggi ridenominato Autorità Portuale
Piano del Porto e della Citta' di Genova, scala 1:4000, pubblicato nel 1884 e riedito nel 1887, sotto la direzione di Giovan Battista Magnaghi, fondatore e direttore dell' Istituto Idrografico della Marina, costituito a Genova nel 1872.
Il porto di Genova nel 1890, dalla Guida ufficiale, pubblicata dal Consorzio Autonomo del Porto nel 1929, oggi ridenominato Autorità Portuale
Il porto di Genova in una carta pubblicata in Spagna nel 1906,
secondo i più recenti rilievi italiani
(Collezione privata)
Il porto di Genova nel 1911, dalla Guida del porto di Genova, di Cesare Festa
Istituto Idrografico della Marina
Il porto di Genova nel 1922, dalla Guida ufficiale, pubblicata dal Consorzio Autonomo del Porto nel 1929, oggi ridenominato Autorità Portuale
Il porto di Genova nel 1927, dalla Guida ufficiale, pubblicata dal Consorzio Autonomo del Porto nel 1929, oggi ridenominato Autorità Portuale
Il porto di Genova nel 1930, da Porti, cantieri e navi d'Italia, a cura di Giorgio Roletto, Editore Giulio Tannini, Brescia 1934
Piano generale delle estensioni future verso ponente,
da Porti, cantieri e navi d'Italia cit.
(a cura di Paola Presciuttini, 2002
inserimento 10 giugno 2004 - ultimo aggiornamento 15 gennaio 2008
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