Sulla cresta dell'onda

ITALIA

Pietro Vesconte e la scuola cartografica genovese

Il più antico esemplare datato è la carta di Pietro Vesconte, prodotta a Venezia nel 1311, conservata presso l'Archivio di Stato di Firenze, che rappresenta il Mediterraneo centro-orientale e il Mar Nero. Ma Vesconte, che si dichiara genovese anche se non sono stati rinvenuti documenti che comprovino tale sua origine, fu probabilmente il fondatore di una scuola cartografica, autore di svariati atlanti entro il 1327.

Due si trovano presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, del 1313 e del 1320. Altri due, datati 1318, si trovano l'uno alla Biblioteca Nazionale di Vienna, costituito da un calendario e nove tavole; l'altro, conservato presso il Museo Correr di Venezia, è riccamente miniato e dorato, con immagini allegoriche, sacre e profane, agli angoli di ciascuna carta.

Su un terzo esemplare, conservato a Lione, la data non è leggibile ma l'atlante è tanto simile ai due precedenti da farlo ritenere coevo. E' stata formulata l'ipotesi che anche l'anonimo e non datato Atlante Luxoro, conservato presso la Biblioteca Civica Berio a Genova, possa essere opera sua.

Le carte del Trecento furono dunque in gran parte prodotte a Genova, mentre il primo atlante nautico veneziano è del 1321, compilato nella tipografia di Marin Sanudo dove Pietro Vesconte lavorò per un lungo periodo. Si ritiene che quell'atlante accompagnasse il Liber mysteriorum fidelium crucis ... scritto da Sanudo tra il 1306 e il 1321 per indurre le Potenze della Cristianità ad allestire una nuova crociata. Si suppone quindi che Sanudo, studioso e viaggiatore, avesse richiesto i servigi di Vesconte per illustrare i propri libri di fede.

Comunque la produzione veneziana del Trecento ha le stesse caratteristiche della contemporanea cartografia genovese, il che avvalora l'ipotesi che Vesconte fosse stato chiamato presso la Serenissima anche dai mercanti locali, attivi nelle fiere delle Fiandre e quindi interessati alla sua conoscenza delle coste nordiche. Pertanto un intero secolo di produzione italiana, prevalentemente genovese, precede la prima carta di sicura origine spagnola, ossia il cosiddetto "Atlante catalano" , datato 1375.

D'altra parte, la Superba dominò lo scenario mediterraneo medievale dopo la sua vittoria sui Pisani alla Meloria, nel 1284: i Genovesi stabilirono empori lungo le coste del Mar Nero e risalirono il Danubio fino alla Polonia, così controllando la via del sale, mentre la loro presenza è documentata in India e in Cina fin dall'inizio del Trecento.

A Occidente, fin dai primi del XII secolo furono chiamati dai Portoghesi e dai Catalani a difendere le coste dalle incursioni dei Mori, mentre Maiorca diventava un attivo centro commerciale genovese. La loro presenza oltre Gibilterra è documentata fin dal 1120 mentre, secondo gli annalisti del tempo, i mercanti genovesi erano potenti al punto che un editto inteso a limitarne l'attività compromise le fiere nelle Fiandre.

In Francia i sovrani non esitavano ad affidare le sorti delle proprie battaglie navali a condottieri genovesi, tra i quali Benedetto Zaccaria (1248-1307), ricordato in numerosi documenti come mercante, diplomatico e condottiero: nel 1297 fu chiamato presso il Re di Francia, per il quale probabilmente elaborò un piano d'attacco per l'invasione dell'Inghilterra, affidando a Vesconte la realizzazione delle necessarie carte nautiche.


Tavola del Mediterraneo meridionale tratta dall'atlante nautico di Pietro Vesconte del 1318, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Vienna.
Misura cm 20x20 ed è orientata con il Sud verso l'alto. Presenta al centro la consueta rosa a sedici venti mentre, nell'angolo in alto a destra, compare la scala grafica.
Con piccoli simboli colorati sono rappresentati i bassi fondali attorno alle isole minori e altri dettagli costieri, mentre la fitta toponomastica, perpendicolare alla linea di costa, è tracciata in carattere gotico minuscolo.
L'Istituto Idrografico della Marina ne conserva una riproduzione anastatica.


A cura di
Paola Presciuttini, 2002
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