Sul finire del 1300 Manuele Crisolora, erudito di Costantinopoli in missione diplomatica a Firenze per ottenere aiuti contro i Turchi, recò in dono una copia della Geographia di Tolomeo (II sec.) Il trattato, dimenticato in Europa, era stato studiato dai matematici arabi, tra cui al-Idrisi che alla corte di Ruggero II (1095-1154) aveva disegnato una carta del mondo in proiezione tolemaica, e aveva innescato quel rinnovamento scientifico di cui Federico II di Svevia fu lo spirito guida.
Nella sua opera Tolomeo aveva compendiato la conoscenza geografica del suo tempo, dando descrizioni, posizioni e distanze di circa 8000 località della terra; aveva indicato nomi di popoli, divisioni in climi, misure della Terra, durata dei giorni, ecc.; e aveva anche proposto le prime proiezioni geografiche per la raffigurazione della sfera sul piano.
La "riscoperta" fu quindi un evento fondamentale per la storia della cartografia perché presso la corte medicea la Geographia, integrata con carte in proiezione trapezoidale, fu tradotta in latino nel 1406 e richiamò geografi da ogni dove, che affluirono a Firenze per studiarla e volgerla nelle rispettive lingue. Nel 1477 fu pubblicato a Bologna, in 500 copie, il primo atlante tolemaico, cui seguirono svariate edizioni nei due secoli successivi, via via aggiornate con le nuove scoperte. E' un argomento da sempre controverso se la versione originale dell'opera contenesse cartografia, o se le numerose "carte tolemaiche" sopravissute al tempo siano esclusivamente di epoca rinascimentale, ricostruite sulla base delle indicazioni fornite da Tolomeo.