Sulla cresta dell'onda

ITALIA

Il fondo Angelo Rocca presso la Biblioteca Angelica a Roma

La Biblioteca Angelica, a Roma - così chiamata dal nome del frate agostiniano Angelo Rocca che di fatto la fondò, lasciando al Convento agostiniano di Roma le proprie collezioni - è un centro di conservazione di grande prestigio, sia per la sede di grande bellezza architettonica, sia per l'importanza del suo patrimonio, che comprende oltre centomila volumi stampati tra il XV e il XIX secolo.

Un'opera sui generis, nell'interesse oggi rivolto all'iconografia vedutistica delle città - intesa non più come semplice settore della pittura paesaggistica ma piuttosto come occasione di studio dell'ambiente in chiave storica - è la raccolta di disegni prospettici di oltre novanta centri minori, di cui più di settanta del Meridione, di cui alcuni unici, collazionata nel 1583-84 da Angelo Rocca, segretario generale dell'Ordine. Di questi, quasi una trentina si trovano presso l'Archivio degli Agostiniani mentre i rimanenti sono presso l'Angelica.

La collezione trova la sua genesi nell'interesse rivolto, in epoca rinascimentale, alla cartografia urbana, da cui scaturisce una vasta produzione di Atlanti di città, Teatri, raccolte di carte illustrate da immagini di città. Il Meridione d'Italia, tuttavia, esclusi i centri più famosi dell'antichità classica, è tradizionalmente trascurato dai grandi cartografi, ad eccezione di non molti portolani-atlanti di interesse regionale, per le esigenze del cabotaggio locale.

Particolare valore documentario acquista, dunque, l'opera commissionata da Angelo Rocca ai conventi di confratelli, sul finire del Cinquecento, in occasione delle sue visite ai vari conventi agostiniani.

Questi intendeva realizzare un Atlante di città meridionali sul modello del Teatrum Urbium di George Braun e di Franz Hogenberg, il quale aveva inciso gran parte delle tavole dell'atlante di Ortelio e poi - in collaborazione con il connazionale - aveva pubblicato, tra il 1572 e il 1618, un atlante del mondo in sei volumi, di cui il primo era dedicato alle Civitates Orbis Terrarum.

Per realizzare il suo progetto il Rocca aveva intrapreso una sistematica ricognizione del territorio, affidata materialmente ai priori dei conventi, ai quali aveva inviato un apposito questionario - conservato tra i manoscritti del fondo Rocca presso l'Angelica - con domande puntuali sulla storia dei centri e con istruzioni precise sulle modalità di redazione dei disegni richiesti.

Barletta - Veduta a volo d'uccello in un disegno in inchiostro marrone, con legenda indicativa dei principali luoghi sacri.
E' evidentemente dello stesso autore di Molfetta.

La raccolta - parzialmente pubblicata e ampiamente commentata da Nicoletta Muratore e Paola Mufanò, con introduzione di Carlo Federici e prefazione di Teresa Colletta, in Immagini di città raccolte da un frate agostiniano alla fine del XVI secolo, (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1991, purtroppo esaurita) - è unita a circa 900 carte inedite di relazioni sulle città raffigurate: se ne descrivono non solo l'arretratezza, la miseria, il brigantaggio, ma anche la storia antica, la fierezza degli abitanti, la sontuosa maestà dei palazzi e delle chiese, la solennità delle cerimonie, la varietà dei prodotti locali.

I disegni sono evidentemente di autori diversi e sono quindi disomogenei per stile e qualità: alcuni sono di tipo meramente paesaggistico, altri mettono invece in risalto il tessuto urbano, corredati di legende che evidenziano strade e monumenti; a volte prevale l'interesse per le fortificazioni, sottolineando il carattere militare del luogo; in altri casi predomina l'attenzione ai conventi e agli istituti religiosi, coerentemente con l'appartenenza degli autori a un ordine ecclesiastico. Fu forse questa difformità di stile e contenuti il motivo principale che impedì all'Agostiniano di realizzare il suo Atlante; tuttavia, a prescindere dal loro pregio artistico, i disegni rappresentano una documentazione unica nel suo genere e, come per tutte le vedute, fondamentale per lo studio dell'evoluzione ambientale. Per un confronto con immagini posteriori, abbiamo inserito in "Toponomastica" le vedute di Gaeta, Ischia, Massa Lubrense, Ostuni, Salerno, Siracusa, Sorrento, Trani, Vico Equense.

Campagna - Veduta a volo d'uccello della cittadina in provincia di Salerno, disegno a matita. Biblioteca Angelica
Giovinazzo - Veduta della città in provincia di Bari, vista da sud-ovest, in un disegno in inchiostro marrone e matita. Sono evidenziati il pozzo con la torre e i magazzini del porto, oltre al vescovado e alle chiese più importanti. In un riquadro compare il nome dell'autore - Pompeius Limpius - e la data 1581.
Presso l'Archivio Agostiniano.
A sinistra: Molfetta - veduta a volo d'uccello, inchiostro marrone, legenda dei principali luoghi d'interesse. E' evidentemente dello stesso autore di Barletta. Presso la Biblioteca Angelica.
A destra: Otranto - Il disegno, in inchiostro marrone con tocchi di rosso e verde, rappresenta la pianta della città con il castello e il progetto delle mura fortificate. Presso la Biblioteca Angelica.
Le carte sono state pubblicate in Coste del Mediterraneo nella cartografia europea 1500-1900, di Paola Presciuttini, Priuli & Verlucca Editori, 2004, 179 p., 318 ill.
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