Sulla cresta dell'onda

ITALIA

I portolani regionali

Il frontespizio dello Specchio del Mare di F. M. Levanto, 1664
(Genova, Civico Museo Navale)

Nel Cinque-Seicento si ebbe una larga fioritura di portolani-atlanti regionali, probabilmente ispirati da opere simili di origine nordica: nel 1664 il genovese Francesco Maria Levanto produsse La prima parte dello Specchio del Mare nel quale si descrivono tutti li porti ... del Mediterraneo, riutilizzando - come precisa lui stesso nella didascalia di una carta - le matrici di un'opera simile olandese, probabilmente De Lichtende Colomne ofte Zeespiegel, pubblicata da Anthoni Jacobsz nel 1643 e riedita con gran successo fino al 1715.

L'appariscente frontespizio dello Specchio del Mare si compone di tre parti distinte: in alto un'allegoria della Geografia affiancata da putti con la balestriglia e da segni zodiacali; al centro un elaborato ovale con il titolo e la dedica a Gio Battista della Rovere, attorniato ancora da putti, strumenti e carte; in basso la rappresentazione di una vivace battaglia navale. Il frontespizio, con le correzioni del caso, fu riutilizzato da Coronelli per il suo Isolario dell'Atlante Veneto, nella sezione dedicata alle coste meridionali italiane.

A pagina 62 inizia la Quarta dimostratione nella quale si contengono le coste maritime d'Italia Fra il Capo delle Mele, e Messina. Come di consueto, nel testo sono inserite vedute di costa e piante di porti importanti, che combinano le informazioni proprie di una carta nautica con vedute prospettiche stilizzate delle città e delle loro fortificazioni.

I naviganti non erano tuttavia cartografi provetti, e quindi era usuale che utilizzassero portolani altrui, apportando le correzioni scaturite dalla propria esperienza, senza tuttavia preoccuparsi di ristampare il testo aggiornato. Pertanto lo Specchio del Mare di Levanto sicuramente servì da modello ad opere analoghe, tra cui - per esempio - il Portulano del Regno di Sicilia di Filippo Geraci, conservato nella Biblioteca comunale di Palermo con altri portolani e itinerari manoscritti della Sicilia.

L'Autore si qualifica come 'pilota reale della Squadra di Sicilia' e il manoscritto contiene non solo informazioni utili al navigante, ma anche notizie di carattere politico, militare ed economico che danno un quadro composito della Sicilia tardo-secentesca.

Una sua carta portolanica del Mediterraneo, di poco successiva, è conservata presso la Biblioteca della Regione Sicilia.

Un altro atlante nautico di interesse regionale, che descrive il Mare Ionio e l'Egeo, è il Nautico ricercato... di Gaspare Tentivo, capitano di mare al servizio della Serenissima, di cui sono note tre versioni dovute a trascrizioni diverse nella seconda metà del Seicento, conservate presso il Museo Correr di Venezia.

La stesura originale, attribuita al 1672, contiene 88 tavole acquerellate. Un secondo esemplare, con 92 tavole, ha lo stesso testo del precedente e si ritiene coevo, ma appare scritto da mano diversa mentre la terza, con 73 carte, è probabilmente databile a poco dopo il 1683. Tutte e tre sono ricche di notizie, istruzioni, distanze e latitudini, affinché "resti facilitata la navigatione".

Dello stesso portolano esiste una copia del 1732, di 296 fogli doppi numerati e 83 tavole acquerellate che, come nelle versioni precedenti, descrivono coste e porti da Capo d' Otranto ad Alessandria d'Egitto.

La tavola dedicata all'isola di Zante nel Nauticus ex Tentivo..., nell'edizione del 1732
(Venezia, Museo Correr, Port. 29, ms 432)

Ancora un atlante-portolano locale è la Prima parte della Stella Guidante di Pilotti e Marinari, dell'albisolese Guglielmo Saetone, del 1682-83, conservato nel Comune di Albisola Marina, di cui si conosce un secondo esemplare presso la Biblioteca Braidense di Milano, di poco precedente.

L'opera comprende 82 fogli di carte generali e particolari, acquerellate in tinta ocra, con qualche tratto di colore vivace; dopo la pagina con il titolo si trova una tavola doppia che rappresenta il Mediterraneo occidentale e una seconda carta generale per il Mediterraneo orientale, decorata con una vistosa e vivace rappresentazione di dieci galee con la bandiera genovese, che figura anche sulle isole Sio e Metelino, mentre Rodi compare con i colori dell'Ordine di Malta. Anche Saetone, in aggiunta alle indicazioni essenziali per navigare in sicurezza, fornisce interessanti informazioni storiche, economiche, politiche e ambientali del suo tempo.

La carta 8 (particolare) della Stella Guidante di Saetone, datata 1683, rappresenta il Mediterraneo orientale. In alto a destra si trova una flotta di galee con la bandiera della Superba, che compare anche sulle isole di Chio e Lésvos. L'isola di Rodi esibisce invece la bandiera - una croce bianca in campo rosso - dell'Ordine di Malta (Albisola Marina, Palazzo Municipale)
Le carte sono state pubblicate in Coste del Mediterraneo nella cartografia europea 1500-1900, di Paola Presciuttini, Priuli & Verlucca Editori, 2004, 179 p., 318 ill.


A cura di Paola Presciuttini, 2002
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