Sulla cresta dell'onda

ITALIA

Vincenzo Maria Coronelli

Anche il veneziano Vincenzo Maria Coronelli (1650-1718), religioso dei Minori Conventuali e dal 1701 Generale dell'ordine, si occupò di cartografia sin da giovane e costruì globi terrestri per il Duca di Parma.

L'ambasciatore di Francia ne apprezzò la bellezza e nel 1681 lo invitò presso la Corte francese, dove Coronelli rimase un paio d'anni, per realizzare un globo celeste e uno terrestre, oggi conservati a Versailles, entrambi di oltre tre metri di diametro, le cui dimensioni sono rimaste ineguagliate fino al 1920.

Tornato a Venezia, nel 1680 fondò l'Accademia degli Argonauti, prima società geografica nel mondo, sebbene rivolta più alla pubblicazione e diffusione di opere del promotore che non all'attività scientifica vera e propria.

Fu cosmografo della Serenissima e produsse non meno di seicento carte, in parte riunite in atlanti, tra cui l'Atlante Veneto nel 1690-91, e l'Isolario dell'Atlante Veneto del 1696-97, tardo esempio di un genere editoriale in auge nei due secoli precedenti, che riprendeva il progetto di un teatro delle città sul modello dell'atlante Braun-Hogenberg.

Pubblicò anche i sette volumi iniziali della prima enciclopedia ordinata alfabeticamente, che doveva comprenderne quarantacinque.

Una tavola doppia, orientata con il nord in alto, rappresenta Parte del Golfo di Venetia, olim Mare Adriaticum solcato da velieri, mentre una scritta precisa che si tratta delle ISOLE DI TREMITI, già dette INSULÆ DIOMEDÆ, / Possedute nel Golfo di Venetia da Canonici Regolari Lateranensi / Dedicate / Al Reverendissimo Padre Abbate D. Nicolò Bambaccari, Predicatore Celeberrimo, et Accademico Argonauta.

Le isole sono riprese "a volo d'uccello" da un alto punto di visuale e combinano la rappresentazione in piano con elementi prospettici e coste molto rilevate, come le vedrebbe chi navigasse in prossimità della terra. In fondo alla carta, una veduta di Parte delle spiaggie della Capitanata del Regno di Napoli.

ISOLE TREMITI, nell'Isolario cit. di Coronelli.
(Genova, Civico Museo Navale)


(a cura di Paola Presciuttini, 2002)
en