Sulla cresta dell'onda

Nel fervore culturale settecentesco - che comportò l'avvio del rilevamento catastale del territorio centro-settentrionale - emersero numerosi cartografi di spicco ai quali i diversi Signori commissionavano mappe locali, carte topografiche, marittime e generali: tra tutti, Giovanni Antonio Rizzi Zannoni (Padova 1736-Napoli 1814), astronomo e matematico conteso dai governi, prima al servizio degli Austriaci e dei Francesi per i quali tra l'altro produsse, nel 1769, una carta geografica del Napoletano.

Fu poi chiamato dai Borboni a fondare e dirigere, nel 1781, l'Officio Topografico del Regno di Napoli, tra i primi enti cartografici di Stato in Europa, per il quale produsse celebrati atlanti terrestri e marittimi del Regno, oltre ad un numero di carte sciolte.

Reperibile presso alcune biblioteche pubbliche - l' Istituto Idrografico della Marina ne possiede due copie - è l'Atlante Marittimo del Regno delle Due Sicilie, inciso da Giuseppe Guerra e pubblicato nel 1785.

Il grandioso frontespizio fu invece inciso nel 1792, e l' Istituto Geografico Militare ne conserva la matrice.

Nel cartiglio della prima tavola: Atlante marittimo / del Regno di Napoli / Disegnato per ordine del Re /Da Gio Antonio Rizzi Zannoni Geografo Regio / ... / e scandagliato da Salvatore Trama / Piloto di Vascello / 1785, 1:90.000.

L'incisione delle tavole fu affidata a Giuseppe Guerra e Aniello Cataneo, tra i migliori artisti del tempo.

L'opera comprende un indice e 23 tavole, dal Golfo di Terracina ai laghi della Puglia, escluso il frontespizio.

Ad esso si affianca l'Atlante geografico del Regno di Napoli compito e rettificato sotto i felici auspici di Napoleone I Re di Napoli ... / Gio Antonio Rizzi Zannoni direttore del Gabinetto topografico della M. S. nel 1808. L'atlante, inciso da Giuseppe Guerra, in scala 1:114.000 circa, fu pubblicato a Napoli presso l'Officio topografico nel 1788-1812, in 31 fogli di 50x75 cm. L' Istituto Idrografico della Marina ne possiede svariati fogli.

Successivamente fu pubblicata la Carta della Sicilia con l'antica e la moderna / divisione in Valli / rettificata nel 1818, 1:380.000 circa, sulla scorta dei rami fatti incidere da Rizzi Zannoni per la sua carta d'Italia in 15 fogli, stampata nel 1803. L'Istituto Idrografico della Marina possiede il foglio relativo alla parte meridionale dell'isola.

(Un Contributo alla storia della Carta d'Italia e della Sicilia... è stato pubblicato da Vladimiro Valerio sull'Universo, 1/1983).

L'Officio Topografico attese poi, con l' Istituto Geografico Militare dello Stato Maggiore austriaco, al rilevamento dell'Adriatico - con la collaborazione di W. H. Smyth della Marina britannica - che portò alla pubblicazione - da parte degli Austriaci - della Carta di Cabotaggio del Mare Adriatico ... nel 1822-24, mentre nel 1834 fu pubblicata a Napoli la Carta di Cabotaggio della costa del Regno delle Due Sicilie bagnata dall'Adriatico, dal fiume Tronto al capo S.ta Maria di Leuca, in 13 tavole 1:100.000 più foglio d'insieme 1:1400.000, e scandagli espressi in piedi di Francia. Al foglio numero uno della carta - costa dal fiume Tronto a Pescara - lavorò l'incisore topografo Luigi ALOJA, addetto all'orografia ed al completamento dei rami.


La tavola 6 della Carta di cabotaggio ... del Regno delle Due Sicilie ..., 1834. (particolare), rappresenta la Provincia di Capitanata, con il Distretto di Foggia, la rada di Manfredonia e il lago di Salpi.
(Istituto Idrografico della Marina)

Dopo le guerre napoleoniche, nel Tirreno e in particolare in Sicilia lavorò W. H. Smyth del Servizio idrografico britannico, del quale l' Istituto Idrografico della Marina conserva svariate belle carte a grande scala, che riscossero l'ammirazione dei contemporanei e dell'Ammiragliato.


Carta della Sicilia, 1:65000 circa, rilevata da W. H. Smyth e incisa dal suo abituale collaboratore J. Walker
(Istituto Idrografico della Marina)

Nel 1845 fu decisa la realizzazione di una carta generale del Regno di Napoli in quattro fogli, che tuttavia vide la luce dopo l'unità nazionale. Fu incisa da Filippo Fergola e Nicola Pasinati, i migliori artisti dell'Officio, e fu pubblicata nel 1861 con il titolo Carta / delle provincie meridionali d'Italia / indicante / le tappe militari / ed i rilievi postali / costruita nel R.le Officio Topografico di Napoli / sui migliori elementi geodetici e topografici, 1:640.000.

L'Istituto Idrografico della Marina possiede il foglio relativo alla Puglia, con il cartiglio, e quello relativo alla Sicilia. (Per ulteriori carte della Sicilia vedi Geraci e Viladestes)

La storia, gli uomini e le carte dell'Officio Topografico di Napoli nelle pubblicazioni di Vladimiro Valerio, in particolare:

- Società uomini e istituzioni cartografiche nel Mezzogiorno d'Italia, Firenze, Istituto Geografico Militare, 1993;

- Ferdinando Visconti: Carteggio (1818-1847), Firenze, Leo S. Olschki, 1995;

- Costruttori di immagini: Disegnatori, incisori e litografi nell'Officio Topografico di Napoli (1781-1879), Napoli, Paparo Edizioni, 2002;

tali opere ci hanno consentito - con l'assenso dell'Autore che grati ringraziamo - di mettere in rete la biografia di G. A. Rizzi Zannoni, la biografia e stralci del carteggio di Ferdinando Visconti, e stralci delle biografie dei disegnatori, incisori e litografi dell'Officio Topografico di Napoli.




I rami dell'Atlante Marittimo del Regno di Napoli sono tornati nella loro città d'origine, in una mostra allestita in Palazzo Reale, nella "Sala Dorica" - le antiche scuderie borboniche - dal 13 dicembre 2006 all'8 gennaio 2007: la Regione Campania, il Comune di Napoli, la Marina Italiana, l'Istituto Idrografico della Marina, l'Istituto Geografico Militare, la Lega Navale Italiana, la Biblioteca Nazionale di Napoli, l'Archivio di Stato di Napoli, l'Accademia di Belle Arti di Napoli e la Soprintendenza ai Beni Architettonici - che ha fatto gli onori di casa - hanno riportato in quella che fu la sede di uno dei più prestigiosi enti cartografici in Europa - l'Officio Topografico del Regno di Napoli - le matrici in rame dell'Atlante Marittimo del 1785, alle quali si accompagnavano le carte da esse stampate e altri documenti cartografici; numerosi documenti d'archivio, tra i quali svariati autografi, che riguardano fatti e persone connessi con la realizzazione dell'Atlante; un vasto campionario di piccoli strumenti per l'incisione delle matrici, provenienti dall'Accademia di Belle Arti.

Completava la mostra un filmato prodotto dall'Istituto Idrografico, che illustra il procedimento di stampa mediante l'antico torchio calcografico conservato presso l'Istituto stesso.


(a cura di Paola Presciuttini, 2002. Aggiornamento 2007)
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