Sulla cresta dell'onda

LOMBARDO - VENETO

L'Istituto Geografico Militare dell'I. R. Stato Maggiore austriaco

L'attività cartografica non era stimolata solo da finalità militari o commerciali sull'alto mare, ma anche da necessità di tipo amministrativo che, nell'Italia settentrionale, raggiunsero il culmine alla fine del Settecento con l'istituzione del catasto teresiano e poi napoleonico.

A Milano, nel 1796, fu infatti creato un Bureau topografico al seguito dell'armata napoleonica, diretto dall'ingegnere geografo militare Bacler D'Albe, che allestì il progetto di una carta del "teatro di guerra" in Italia.

Quando i Francesi dovettero lasciare la città, i materiali preparatori furono portati a Parigi e consentirono, nel 1802, la pubblicazione di due carte in 52 fogli complessivi, a copertura dell'Italia intera, comprese le isole maltesi.

Riacquistata la Lombardia dopo la vittoria di Marengo, i Francesi ricostituirono a Milano nel 1800 il Bureau, affiancandolo all'analogo ufficio cartografico appositamente creato dalla Repubblica Cisalpina, e nel 1803 lo ridenominarono "Deposito della Guerra", sul modello dell'analogo omonimo Dépôt de la guerre di Parigi.

Con il personale militare francese operavano tecnici italiani, tra cui gli incisori Bordiga, Carlo Brioschi che poi fu direttore dell'Osservatorio di Capodimonte, i cugini Giacomo e Giovanni Marieni di cui il primo divenne direttore del 'Deposito', e Ferdinando Visconti, successivamente direttore dell' Officio Topografico di Napoli, già fondato nel 1781 da Giovanni Antonio Rizzi-Zannoni.

L'obiettivo era di produrre una carta per uso riservato militare e una carta topografica destinata alla pubblicazione, sotto la direzione - dal 1804 - del capitano Antonio Campana.

Questi, nato a Portici nel 1772, aveva aderito alla Repubblica napoletana nel 1799 e si era poi unito all'Esercito francese, partecipando alla battaglia di Marengo; successivamente, nominato ingegnere geografo, era stato assegnato al 'Deposito' di Milano.

Alla caduta di Napoleone, tuttavia, della carta topografica erano stati approntati solo quattro fogli relativi alla regione del Piave, rimanendo inutilizzati i lavori preparatori condotti nell'Adriatico settentrionale tra il 1806 e il 1813.

Presso l'Archivio di Stato di Vienna è conservato un cospicuo fondo inedito di materiale cartografico che abbraccia quasi l'intero arco ottocentesco, suddiviso in due sezioni: carte militari prodotte dalla Marina e vedute di città. Le vedute, in epoca imprecisata ma certo non recente, sono state individualmente e molto sommariamente elencate a mano su foglietti sciolti.

Si possono formulare ipotesi sulla natura e sull'origine di tale preziosa sconosciuta documentazione, che sicuramente offre un tassello alla miglior conoscenza della cartografia austriaca e francese del primo Ottocento, in un periodo di grandi sconvolgimenti istituzionali.

Alcuni esemplari debbono infatti risalire al periodo dell'occupazione francese nel Lombardo-Veneto, perché sono firmati da un ufficiale "del Corpo degli Ingegneri Geografi l'anno 1813".

Sono splendidi disegni di formato diverso, acquerellati su preparazione a matita e, poiché presentano caratteristiche formali identiche, dovevano far parte di una serie omogenea, probabilmente preliminare alla compilazione della mai realizzata carta francese dell'Adriatico. Di fatto non risultano pubblicati dagli Austriaci né sulle carte note né nel portolano dell'Adriatico del Marieni.

Non datate sono invece altre vedute di stile più tecnico, firmate dallo stesso ufficiale che qui si firma "Cap. Vedutista dell'Imp. R. Istituto Geografico" e quindi i documenti devono essere posteriori al 1815.

Infatti dopo la Restaurazione, costituito il Regno Lombardo-Veneto, il "Deposito" fu trasformato nel più ampio "Istituto Geografico Militare dell'I. R. Stato Maggiore austriaco", pur mantenendosi il preesistente personale italiano sotto la direzione del Campana, nel frattempo promosso generale, che conservò l'incarico sino alla morte sopravvenuta nel 1841.

Fu ripresa alacremente l'attività geodetica e topografica che, nel 1833, portò all'incisione della Carta del Regno Lombardo-Veneto e successivamente alla produzione di carte analoghe per gli altri Stati dell'Italia centrale. Ma già negli anni precedenti era iniziata un'attiva collaborazione con l' ammiraglio H. W. Smyth della Marina britannica e con l' Officio Topografico di Napoli, al fine di completare il rilevamento del Mare Adriatico iniziato sotto l'occupazione francese, al quale aveva a suo tempo contribuito anche Charles François Beautemps-Beaupré, ingegnere idrografo in capo al Dépôt des cartes dal 1826 al 1839.


Una descrizione del Mare Adriatico e delle coste veneto-dalmate di Charles François Beautemps-Beaupré alla pagina http://visualiseur.bnf.fr/Visualiseur?Destination=Gallica&O=NUMM-107075

Ne scaturirono carte costiere a media scala - di cui qualche esemplare è presente presso l' Istituto Idrografico della Marina - e la Carta di cabotaggio del Mare Adriatico disegnata e incisa sotto la direzione dell'I. R. Stato Maggiore generale, 1:750.000, pubblicata a Milano nel 1822-24, in venti fogli oltre il frontespizio e il quadro d'unione, di cui un esemplare è conservato presso l'Ente cartografico italiano.

Frontespizio della Carta di cabotaggio del Mare Adriatico, 1822-24, prodotta nell'I.R. Istituto Geografico Militare austriaco, a Milano, in cooperazione con il R. Officio Topografico del Regno di Napoli e con l'Ammiragliato britannico.
(Istituto Idrografico della Marina)

Tra le carte che scaturirono da quella cooperazione multinazionale, l'Istituto Idrografico ne conserva una del golfo di Venezia: con lettere viene indicata la natura del fondo, secondo un'usanza recentemente invalsa nell'uso corrente, introdotta dall'idrografo spagnolo Vincente Tofiño sul finire del secolo precedente.

Adriatic Sea / Gulf of Venice / from / Rimino to Cape Promontore / From the Austrian English & Neapolitan Cooperations / Directed by / Col.s Campana & Visconti & Capt. W. H. Smyth R. N... ., Londra, 1827
(Istituto Idrografico della Marina)

L' Istituto Idrografico della Marina possiede anche alcune copie della seconda edizione del voluminoso Portolano del Mare Adriatico di Giacomo Marieni, complementare alla Carta, pubblicato nel 1830 e riedito nel 1845. La Carta ebbe una riedizione nei successivi anni Sessanta, di cui un esemplare è conservato presso l'Archivio Storico di Zara.

Esauritosi pertanto il suo compito con la copertura cartografica quasi totale delle regioni centro-settentrionali, nel 1839 il 'Deposito' fu trasferito a Vienna, dove assunse la denominazione di K.u.K. Militär Geographischen Institut. La cartografia nautica per uso esclusivamente militare era invece prodotta presso la base navale istituita nel 1856 a Pola, con annesso arsenale e servizio idrografico.

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