Nella seconda metà del 1500 J. H. Linschooten, viaggiatore e scrittore, compì, nell'arco di dieci anni, numerosi viaggi al seguito di Vicente de Fonseca, arcivescovo portoghese di Goa, in India. Successivamente fu tra i compagni di Willem Barentsz, nei tre viaggi che questi effettuò nell'Artico, nella vana ricerca di un passaggio di Nord-Est dal Mar Glaciale verso le Indie.
Nel 1591 pubblicò in Olanda il resoconto delle sue esperienze di viaggio verso l'Oriente, che venne tradotto in inglese con il titolo di Discours of voyages into ye Easte & West Indies, pubblicato a Londra nel 1597.
Nel 1599 ne dette alle stampe un'edizione in latino intitolata Navigation ac itinerarium Johannis Huyonis Linscotani in orientalem sive Lusitanorum Indiam ... Collecta omnia ac descripta per eundem Belgice nunc vero Latine reddita, Hagae-Comitis, Ex officina Alberti Henrici.
Il libro, denso di informazioni nautiche, geografiche ed economiche, divenne quasi una guida alla navigazione verso le Indie e stimolò l'interesse degli Olandesi e degli Inglesi verso lo sfruttamento commerciale dei paesi d'Oriente.
Al testo si accompagnano numerose incisioni di G. B. van Doethecum junior, tratte da disegni dell'Autore, tra cui una veduta di Sant'Elena, scoperta dal portoghese João da Nova nel 1502 e poi occupata dagli Olandesi, che vennero soppiantati dall' English East India Company nel 1651.
Nonostante fosse una piccola isola sperduta nell'Atlantico, essa rappresentava uno scalo importantissimo per i naviganti, che vi sostavano per rifornirsi di acqua, di cacciagione e di frumento, mentre il clima salubre risanava i marinai ammalati - come attestavano i tanti nomi incisi nella corteccia degli alberi - e il faro era di guida sicura al navigante.