Mercatore, pseudonimo di Gerard Kremer, nacque nel 1512 nelle Fiandre e fu allievo di Gemma Frisius all'Università di Lovanio.
Verso la metà del secolo fondò un laboratorio cartografico, distinguendosi come sfereografo. Nel 1554 realizzò la carta d'Europa in 15 fogli e, nel 1569, il grande planisfero da lui stesso definito "ad usum navigantium", che divenne universalmente noto per esser costruito a latitudini crescenti, nella proiezione cilindrica isogona che prese il suo nome: consiste nel rappresentare i meridiani paralleli l'uno all'altro, mentre i paralleli procedono dall'equatore ai poli con distanze proporzionali crescenti. Nel 1599 l'inglese Edward Wright ne dette una spiegazione matematica nella sua opera Certaine Errors in Navigation.
Negli anni successivi, tra il 1578 e il 1589, Mercatore pubblicò svariate raccolte di carte tolemaiche e di carte regionali, di cui l'ultima - in 29 tavole che descrivevano le "Sarmanticae regiones et regna septentrionalia" - fu appunto stampata postuma con il titolo di Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi et fabricati figura.
L'atlante era innovativo - rispetto all'opera di Ortelio - nel suo registrare la progredita conoscenza geografica conseguente alle grandi scoperte e nel fare uso delle proiezioni.
Nella pratica corrente i naviganti continuarono tuttavia a preferire le carte piane e quindi l'Atlas non incontrò il favore del grande pubblico, anche se conobbe diverse edizioni.
Alla morte di Mercatore, l'attività cartografica venne proseguita dal discepolo e amico Jodocus Hondius che, nel 1628, fece omaggio al Re di Francia di un'edizione francese dell'Atlas.