Sulla cresta dell'onda

SPAGNA

L'Atlante Catalano

Con la fine del XIII secolo le carte si arricchiscono di raffigurazioni in parte realistiche e spesso, invece, frutto di fantasia o di leggende: monarchi in trono, agglomerati turriti, animali immaginari, scene di caccia, tende sgargianti, vascelli a vele gonfie, pesci sproporzionati e mostri marini, che possono indicare pescosità come pure pericoli di navigazione.

E ancora, esseri umani con occhi, teste o arti multipli, che esprimono la paura dell'ignoto oppure la superiorità del Cristiano sui pagani, rose policrome, cornici elaborate, fitte legende, rilievi montuosi fantasiosi, fiumi tortuosi e terre immaginarie. Roma è sempre presente quale centro della civiltà occidentale, come pure Gerusalemme, culla della Cristianità. Su città rilevanti sventolano bandiere che, spesso, non tengono conto del mutato assetto politico delle regioni rappresentate, come ad esprimere la volontà di ignorare, per esempio, l'avvenuta conquista da parte dei Musulmani.

Tale ricchezza avvalora l'ipotesi che questi prodotti - di particolare opulenza e bellezza - fossero creati non tanto per l'uso effettivo di bordo, quanto per l'amatore, per biblioteche patrizie oppure per l'istruzione di nobili rampolli. E' quindi possibile che i documenti prodotti e usati per la navigazione fossero di fattura più semplice e possano non solo aver seguito le sorti delle navi su cui venivano impiegati, ma anche non essere stati ritenuti meritevoli di conservazione.

Splendida è appunto la carta nautica spagnola più antica, ossia il cosiddetto "Atlante catalano" - anonimo e non datato ma attribuito ad Abramo Cresques, cartografo ebreo operante a Maiorca verso il 1375 - forse commissionato dalla Casa d'Aragona per farne omaggio a Carlo V di Francia.

Sull' "Atlante catalano" fa la sua prima comparsa la rosa dei venti, assente nella precedente cartografia genovese e veneziana, non centrata su alcuno dei numerosi punti di intersezione da cui si dipartono i "rombi", dove il Nord è indicato dalle sette stelle dell'Orsa Minore. Nell'Atlantico nord-occidentale compare l'isola immaginaria di Brasilia, a ovest dell'Irlanda, sorta dal mare per volere degli Dei - secondo una leggenda celtica - per ospitare uomini retti ai quali era stata concessa l'immortalità. Fu "avvistata" e rappresentata nel tempo, e scomparve definitivamente dalla cartografia solo dopo qualche secolo.

L'Atlante si compone di 12 fogli incollati su 5 tavolette di legno, mm. 250x640
Nell'Africa nord-occidentale, tra le tante figure emblematich, compare anche il Prete-re Gianni, a lungo cercato dagli esploratori europei, che auspicavano non solo accordi commerciali ma anche alleanze contro l'Islam.
(Parigi, (in nuova finestra)">Bibliothèque Nationale de France).
Le carte sono state riprodotte in Coste del Mondo nella cartografia europea:1500-1900, (179 p., circa 300 immagini), da Priuli & Verlucca, editori, Ivrea, 2000.)

La riproduzione completa alla pagina http://expositions.bnf.fr/ciel/catalan/index.htm
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