Sulla cresta dell'onda

SPAGNA

La scuola Maiorchina

A Maiorca era dunque fiorente un'attiva scuola cartografica, soprattutto per mano di artisti ebrei che godevano della protezione della Corte d'Aragona, alcuni dei quali si trasferirono a Messina, essendo la Sicilia sede di un viceré, e un avamposto della guerra all'Islam.

Tra questi è da annoverare probabilmente Mecia de Viladestes, di sui si conoscono due carte, che potrebbe essere il "convertito" Macian de Viladestes, autorizzato con licenza maiorchina ad espatriare in Sicilia nel 1401.

Sua è la pergamena firmata e datata 1413, che non precisa la provenienza dell'autore ma ha tutte le caratteristiche della cartografia catalana: nello stile e nel tratto delle immagini somiglia fortemente all'Atlante Catalano, mentre l'area rappresentata è la stessa della Carta Dulcert. E' inoltre tipico della cerchia ebraico-maiorchina l'interesse accordato all'Africa centro-settentrionale, con i sultanati magrebini e l'impero sudanese, attraversati dalle carovaniere dell'oro e del sale, che toccavano città a nord del Sahara dove erano insediate comunità israelitiche legate al mondo mercantile catalano.

Mecia de Viladestes, 1413. Pergamena mm 1150x850
(Parigi, (in nuova finestra)">Bibliothèque Nationale de France).
La carta è stata pubblicata su Les Portulans: cartes marines du XIIIe siècle / par Monique de La Roncière et Michel Mollat du Jourdin, Fribourg, Office du Livre, 1984. L'opera, corredata di ottime riproduzioni esemplificative del patrimonio cartografico della Biblioteca Nazionale di Francia, è accompagnata da ampie esaurienti schede analitiche.)

La Biblioteca Nazionale di Francia conserva altri esemplari di cartografia catalana: del 1447 è una pergamena di Gabriel de Vallsecha, cartografo noto a Maiorca dopo il 1439. Fu probabilmente confezionata per Franciscus Lauria, consigliere del Re, il cui stemma compare sulla carta.

Molto famoso negli ambienti dei convertiti maiorchini, fin dal 1300, è il nome dei Rosselli, tra i quali Petrus fu prolifico cartografo, attivo tra il 1447 e il 1468, di cui sono note sei carte.

Un altro cartografo ebraico-maiorchino fu Ibanet Panades, autore di una carta firmata e datata 1557 vicino all'immagine sacra nel collo della pergamena, di cui non si sa nulla, se non che apparteneva al gruppo di artisti immigrati in Sicilia nel corso del Cinquecento.

La carta, molto decorativa con le rose policrome e le vistose vedute prospettiche di Genova, Venezia e Alessandria d'Egitto, non presenta alcun elemento innovativo rispetto alle carte portolaniche della tradizione medievale, di cui ha conservato la tipica disorientazione verso est, il reticolo di "rombi" e la toponomastica, fittamente perpendicolare alla linea di costa.

Ibanet Panades, 1557. Pergamena policroma, mm 835x505
(Genova, Castello D'Albertis)

Molto più famoso è Joan Martines, la cui attività copre oltre un trentennio, tra il 1550 e il 1586, con una produzione di svariate decine di carte su pergamena, che presentano le tipiche caratteristiche della scuola maiorchino-messinese, già evidenziate sopra. La carta in questione fa parte di un gruppo dedicato al Mediterraneo con l' Egeo e probabilmente inteso a costituire un atlante.

Joan Martines, 1571. Pergamena policroma, mm 447x307
(Genova, Civico Museo Navale)

Un atlante in 14 carte del mondo conosciuto di Joan Martines è conservato presso la Henry E. Huntington Library and Art Gallery, San Marino, California, che ne ha messo in rete immagini in scala 1:1.

Matteo Prunes è il più noto rappresentante di una famiglia di cartografi maiorchini, attivi tra il 1582 e il 1651. Una sua carta del Mediterraneo è singolare perché la pergamena è molto più stretta del consueto, e la rappresentazione del Mediterraneo, con la consueta disorientazione, si limita alla linea di costa, seppur estesa verso l'Atlantico, tralasciando le terre a nord e a sud. Per il resto non presenta elementi innovativi rispetto alle carte già segnalate, con il consueto reticolo di semirette incentrate su rose policrome, l'appariscente scala delle distanze, i prospetti di città importanti.

Matteo Prunes, 1571. Pergamena policroma, mm 805x305
(Genova, Castello D'Albertis)

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