Sulla cresta dell'onda

SPAGNA

La conquista

Dell'anno 1500 è la carta di Juan de la Cosa, armatore della caravella "Santa Maria" e compagno di Colombo nei due primi viaggi, che offre la più antica rappresentazione delle Indie Occidentali. Nel collo della pergamena è raffigurato San Cristoforo, con evidente riferimento a Colombo, il cui nome significa "portatore di Cristo". La carta segue anacronisticamente lo stile delle carte portolaniche di un secolo prima, con il reticolo di rombi, le rose policrome e la scala delle distanze, mentre manca la scala delle latitudini, come a suggerire che gli Spagnoli praticassero ancora la navigazione stimata.

Juan de la Cosa, 1500. Carta costituita da più fogli di pergamena incollati assieme, mm 1770x955
(Madrid, Museo Naval)

Nel 1503 la Spagna - come già il Portogallo qualche anno prima - fondò la Casa de Contratación, per accentrare l'informazione nautica e addestrare i capitani di mare, che erano sottoposti a dura disciplina e non erano abilitati alla condotta delle navi finché non avessero superato pubblici esami sotto la supervisione di capitani anziani. Ma la funzione principale della Casa de Contratación era la custodia e l'aggiornamento del Padrón real istituito nel 1508, analogo al Padrão portoghese, ossia il portafoglio-campione sul quale venivano registrate le nuove scoperte. Alla metà del secolo la "Casa" aveva raggiunto importanza, fama ed efficacia tali, che l'esploratore polare Stephen Borough suggerì alla regina Elisabetta - rimanendo peraltro inascoltato - di creare un organismo analogo in Inghilterra.

Alla carica prestigiosa di sovrintendente della "Casa" vennero chiamati i più famosi navigatori e cosmografi del tempo, da Juan de la Cosa ad Amerigo Vespucci che fu nominato "Piloto mayor" a vita nel 1508, dopo aver ottenuto la cittadinanza spagnola per effetto delle sue imprese a favore della Spagna, secondo solo a Colombo. Tra i suoi successori vi fu anche Sebastiano Caboto che dall'Inghilterra era passato al servizio della Spagna, ricevendo la nomina a "Piloto mayor" nel 1518.

Intanto il portoghese Ferdinando Magellano, nonostante avesse partecipato a numerose spedizioni per conto del suo Paese, aveva perso il favore della Corte e si era ritirato a vita privata nel 1515, dedicandosi agli studi geografici e nautici. In quel periodo maturò la convinzione che le Molucche si trovassero nell'emisfero che il trattato di Tordesillas assegnava alla Spagna e, pertanto, fossero raggiungibili da Occidente. Con non poche difficoltà convinse la "Casa de Contratación" spagnola a finanziare una spedizione, e partì nel 1519 con cinque navi e 265 uomini, di cui oltre venti italiani tra cui Antonio Pigafetta, storiografo dell'impresa.

Costeggiando l'America meridionale arrivò allo Stretto che nel 1525 prese il suo nome, e risalì il Pacifico, da lui così chiamato perché la navigazione incontrò venti e correnti favorevoli. Il 13 febbraio 1521 tagliò nuovamente l'Equatore e, dopo un mese, raggiunse le Marianne e poi le Filippine, di cui prese possesso in nome del Re di Spagna, venendo ucciso in uno scontro con gli indigeni il successivo 27 aprile.

Il 1500 fu il secolo dei "conquistadores", che seguivano gli esploratori per cercare le fortune del Nuovo Mondo, spesso contrapponendosi al potere legale rappresentato dai governatori delle colonie. Tra i primi famosi avventurieri ci fu Vasco Nuñez de Balboa che, attraversata la zona dell'attuale stretto di Panama, raggiunse il Pacifico, da lui chiamato "Mare del Sud". Fernando Cortéz, conquistatore del Messico tra il 1519 e il 1522, dette lo spunto a successive spedizioni verso l'America settentrionale. Poiché, tuttavia, quelle regioni sterminate non sembravano offrire ricchezze immediate, l'esplorazione prese la strada dell'America del sud: Francisco Pizarro e Diego de Almagro si impadronirono del Perù, civile e ricchissimo; Pedro de Valdivia guidò la conquista del Cile; e innumerevoli altri perseguirono la ricerca del favoloso "El Dorado" che, se non venne scoperto, determinò la rapida ricognizione delle regioni a nord del Rio delle Amazzoni.

Poiché le terre a sud di esso ricadevano - per effetto del trattato di Tordesillas - nella sfera d'influenza del Portogallo, la penetrazione spagnola proseguì nel meridione del continente, dove vennero risaliti il Paranà e il Paraguay, cosicché verso la metà del secolo tutto il territorio a sud del Brasile era in mano alla Spagna. Riprese allora l'esplorazione nel Pacifico, ora accessibile dalle coste senza doversi necessariamente affrontare il periplo del continente. Furono conquistate le Filippine, dedicate a Filippo II, e gli altri arcipelaghi nel Pacifico orientale ma, non trovandosi le ricchezze agognate, l'esplorazione fu praticamente abbandonata, passando successivamente in mani olandesi.

In Spagna, intanto, il Re era osteggiato nella suo assolutismo politico dall'Inghilterra, attraverso la guerra di corsa che mirava a indebolire l'economia spagnola, e poi sfociò nello scontro aperto: nel 1588 l'Invincible Armada fu sgominata e la disfatta segnò l'incipiente decadenza del potere marittimo spagnolo e l'avvento di quello inglese.

Un episodio della battaglia tra l'Invencible Armada e la flotta inglese in un olio di Hendrick Cornelisz Vroom, (Haarlem 1566-1640), conservato presso il Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck

Quando Filippo II, riunite le corone di Spagna e Portogallo, volle sottomettere le ribelli provincie protestanti dei Paesi Bassi, chiudendo loro i porti portoghesi dai quali essi si rifornivano di spezie, ne innescò la rivolta: creata una potente flotta mercantile, essi gradualmente soppiantarono la potenza coloniale iberica nell'Estremo Oriente stabilendo, nel Seicento, la supremazia olandese nell'attività nautica, mercantile e cartografica.

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