Sulla cresta dell'onda

SPAGNA

Alessandro Malaspina

Il Secolo dei Lumi produsse anche in Spagna un rinnovato interesse per la cartografia e la nautica: già nel 1681 era stata fondata a Siviglia la Scuola cartografica di San Telmo. Nel 1749 l'attività idro-cartografica venne accentrata nella Dirección de Hidrografia alla quale, nel 1790, José de Espinosa - esploratore, idrografo e autore di carte dell'America settentrionale e centrale - affiancò il Deposito Hidrografico, preposto all'incisione, alla stampa e alla distribuzione della cartografia di Stato.

Il Settecento fu anche il secolo delle grandi spedizioni transoceaniche finalizzate non più alla esplicita conquista di territori d'oltremare, ma piuttosto all'indagine scientifica e alla conoscenza sistematica del territorio. L'ultima grande spedizione con cui si concluse il Secolo dei Lumi fu quella di Alessandro Malaspina (1754-1810), italiano di nobili natali che, partito nel 1789 da Cadice, raggiunse l'Argentina e, doppiato Capo Horn, navigò fino al Messico, da dove raggiunse l'Oceania e poi nuovamente il Perù, dovunque eseguendo osservazioni scientifiche e rilievi che si tradussero in ben 94 carte e disegni a vista, in gran parte opera dei vedutisti italiani Fernando Brambilla (1763-1834) e Juan Ravenet.

Dopo il rientro in Patria nel 1794, Malaspina fu imprigionato per oscure ragioni di natura politica. Ottenne la libertà nel 1802 per interessamento di Napoleone, ma i risultati scientifici della spedizione furono in gran parte perduti, venendo parzialmente pubblicati solo nella seconda metà del 1800. Parimenti andarono disperse le carte con i relativi disegni, di cui un numero modesto fu riunito da M. Fernández de Navarrete a Madrid, negli archivi della Dirección de Hidrografía prima, e successivamente nel Museo Naval.

Carta del Perù, Madrid. 1780, 1:2.300.000
F. Alvarez de Villanueva
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