In Inghilterra la cartografia nautica si sviluppò, come attività autonoma ed autoctona, solo a partire dal 1700, per effetto dell'egemonia cartografica precedentemente esercitata, in primo luogo, dall'Olanda e poi dagli altri paesi marinari europei: gli editori olandesi - fino alla produzione tardo-secentesca dei van Keulen - pubblicavano infatti le proprie opere in lingue europee diverse, e persino in latino, per contrastare la produzione locale.
Dopo la fortuna dell'olandese De Spieghel der Zeevaert di L. J. Waghenaer, nel 1585 il Governo inglese affidò a Sir Anthony Ashley il compito di sovrintendere al rifacimento "in una lingua familiare a tutte le nazioni" di quell'apprezzatissimo portolano-atlante.
L'opera, pubblicata con il titolo di The Mariners' Mirrour, fu il primo atlante a stampa in lingua inglese compilato in Inghilterra, ma non certo un lavoro originale, perché - nonostante che al rifacimento delle matrici fossero assegnati cartografi di fama, tra cui Jocodus Hondius - la revisione si limitò essenzialmente alla traduzione in inglese dei cartigli.
Tipico di tali opere nautiche per ancora due secoli, è il frontespizio allegorico che nel Mirrour è una scenografica composizione, capolavoro di arte tipografica: strumenti nautici dell'epoca - dalla bussola al compasso, dall'astrolabio al quadrante allo scandaglio a piombo - inquadrano la cornice del titolo, di ispirazione neoclassica, mentre a pie' di pagina un vascello superbamente disegnato naviga a vele rigonfie tra flutti increspati e mostri marini.
Di lì a poco Edward Wright - studioso di navigazione, inventore di strumenti nautici e autore del celebrato Certaine Errors in Navigation in cui illustrava le applicazioni della proiezione di Mercatore - pubblicò, nel 1599, una carta del mondo.
Fu probabilmente la prima carta a stampa in proiezione di Mercatore, anche se quest'ultima - sino alla fine del XVII secolo - fu impiegata dagli idrografi solo per le rappresentazioni a piccola scala, mentre le carte costiere erano preferibilmente piane.
Anthony Ashley, Mar Baltico [ca 1588]