Sulla cresta dell'onda

GRAN BRETAGNA

Idrografi del Servizio Idrografico Britannico, XIX secolo


John Edward Mills era in Virginia durante la guerra anglo-americana e intorno al 1812 disegnò una carta di Hampton, essendo necessario che la flotta britannica chiudesse gli accessi al mare sulla costa orientale statunitense. La città di Hampton fu infatti rasa al suolo da un incendio, durante uno scontro armato nel 1813, mentre l'Autore venne ucciso l'anno successivo nel corso di un'azione a New Orleans. Le vedute sono illustrate da brevi istruzioni nautiche.

Hampton, Virginia (particolare).
John Edward Mills, [1812]
ms. acquerellato, ca mm. 267 x 419
(Taunton, UK Hydrographic Office)
Papadoula, Turchia meridionale.
Francis Beaufort, 1812
ms., mm. 130 x 120 circa
(Taunton, UK Hydrographic Office)

Sir Francis Beaufort (1774-1857) fu l'idrografo britannico più famoso del XIX secolo. Da giovane aveva partecipato alle spedizioni navali in Spagna, a operazioni di repressione della pirateria nel Mediterraneo e alla campagna idrografica nel Rio della Plata.

Nel 1829 fu nominato "Hydrographer of the Navy", cioè capo del Servizio idrografico britannico, e in poco più di vent'anni quasi triplicò il portafoglio cartografico dell'Ammiragliato.

Il suo nome è legato alla scala per la misura della velocità del vento, da lui proposta nel 1806 e adottata universalmente nel 1926.

Durante la campagna idrografica 1811-12 della "Frederickstein" fu effettuato il rilievo dell' isola Papadoula, che egli descrisse come un'isolata, disabitata e sconosciuta formazione rocciosa, dove erano tuttavia evidenti i resti di un'antica civiltà.

Come precisa la scritta minuta di H. Foster in calce alla carta delle Shetlands australi, le isole furono scoperte nel febbraio 1819 da William Smith, capitano del mercantile "Williams" spinto fuori rotta al largo di Capo Horn, il quale ne prese possesso in nome del re Giorgio III.

L'anno successivo, per verificare l'attendibilità dell'avvistamento e per meglio definire la posizione delle isole, l'Ammiragliato inviò la "Creole" su cui si trovava Henry Foster, al suo primo imbarco, che nel gennaio 1820 ne rilevò le coste.

Vi tornò qualche anno più tardi al comando di una spedizione apposita, con cui iniziò l'esplorazione ufficiale da parte della Marina britannica.

Ad essa si affiancava tuttavia la ricognizione di fatto svolta dalle baleniere, che si spingevano sempre più a sud e probabilmente davano poco risalto ai propri avvistamenti, per ragioni commerciali.

Shetlands Australi. H. Foster, 1820, ms. acquerellato, mm. 355 x 267 ca, (Taunton, UK Hydrographic Office)
William Henry Smyth

W. H. Smyth (1788-1865), fu infaticabile idrografo e profondo conoscitore del Mediterraneo, e raggiunse il grado di ammiraglio restando in servizio fino al 1824. Iniziò la sua brillante carriera durante le guerre napoleoniche e fu poi inviato, nel 1814, in missione diplomatica presso il Regno di Napoli.

Venuto meno l'impegno militare con la caduta di Napoleone, si dedicò al rilievo idrografico della Sicilia al comando del brigantino "Scylla" e produsse un numero di carte e disegni che riscossero l'incondizionata ammirazione dell'Ammiragliato per la loro bellezza e precisione.

Fu successivamente impegnato in attività idrografiche nell'Adriatico, collaborando con le Autorità austriache e napoletane alla produzione di carte sciolte e della Carta di cabotaggio del Mare Adriatico, pubblicata nel 1822-24.

All'inizio degli anni Venti, al comando della nave "Adventure", eseguì il rilievo delle coste nord-africane e, successivamente, in aggiunta alle numerose ulteriori carte della Spagna, della Francia, delle coste italiane e greche, fu autore di svariate opere a sfondo nautico.

Tra queste, Memoir...of the resources, inhabitants and hydrography of Sicily and its islands (1824), Sketch of Sardinia (1828), A cycle of celestial objects, di cui la prima edizione è del 1844 mentre la seconda apparve postuma, The Mediterranean: a memoir physical, historical and nautical (1854) e The sailors word - book, pubblicato postumo nel 1867.

Fu tra i fondatori della Royal Geographical Society e poi presidente di quest'ultima e della Royal Astronomical Society.

Carta della Sicilia, 1:65.000 circa, inc. J. Walker,
conservata presso l' Istituto Idrografico della Marina.
Dahomey. A.T.E.Vidal, 1837
(Taunton, UK Hydrographic Office)

Nel 1837 il capitano di vascello Vidal si trovava al comando dell' "Aetna" in spedizione idrografica lungo le coste dell'Africa occidentale. In quell'occasione disegnò la bella carta che rappresenta l'ingresso a Dixcove nel Dahomey, su quella che ancora oggi è nota come "Costa degli schiavi" per l'attivo traffico di merce umana che vi si svolgeva, contrastato dalle navi militari britanniche.

All'apice della piccola baia sfocia il corso d'acqua, allora chiamato "Alligator River", in prossimità del quale gli Inglesi avevano eretto un fortino adiacente alla "Slave town": una nota sotto il titolo della carta informa che il fortino si trova a 28 piedi sul livello del mare, è circondato da mura alte circa 38 piedi ed è protetto alle spalle da una collina.

Sulla precedente carta a destra figura una graziosa veduta della baia nella quale una grande canoa, con un equipaggio di indigeni, trasporta un passeggero di riguardo, protetto dal bianco parasole.

Thomas Graves è presumibilmente l'autore di una carta acquerellata di Sighajik in Turchia, di circa mm. 304 x 178.

Il disegno è anonimo e non datato ma appartiene ai rilievi eseguiti a bordo della nave "Beacon", durante la campagna idrografica al comando di Thomas Graves, e viene pertanto a lui attribuito.

Sighajik, Turchia. [Thomas Graves, 1836]
(Taunton, UK Hydrographic Office)

La firma di Thomas Graves compare invece sulla carta di Capo Krio nella penisola di Knidos, di mm. 330 x 457, molto singolare nel rappresentare alcuni reperti archeologici in vivace color terracotta, emblematici dell' antica civiltà locale.

Graves, come già Smyth, lavorò a lungo in Mediterraneo e fu un ammiratore della storia e della cultura greco-romana: questa sua sensibilità è testimoniata, sulla carta, anche dalla cura con cui sono stati rilevati i luoghi di interesse archeologico, descritti nella fitta legenda. Al centro compare invece una veduta di Capo Krio, alla distanza di quasi 3 miglia.

Capo Krio (penisola di Knidos).
T. Graves, 1838, nave "Beacon"
(Taunton, UK Hydrographic Office)

L. G. Heath era un giovane ufficiale quando, nel 1846, fu imbarcato sulla fregata "Iris" al comando del C. V. George Mindy, di stanza in Estremo Oriente. Anche quando le Unità militari non erano adibite a compiti di ricognizione geografica e idrografica, gli ufficiali di bordo venivano comunque incoraggiati a rappresentare i Paesi visitati attraverso il disegno, e spesso, come in questo caso, i risultati erano alla pari dei lavori dei loro più esperti colleghi idrografi.

Hong Kong. L. G. Heath, 1846
inc. b/n, mm. 630 x 160
(Taunton, UK Hydrographic Office)

Il capitano di vascello Stokes, comandante della "Acheron", tra il 1847 e il 1851 effettuò il rilievo pressoché completo della Nuova Zelanda.

In quell'occasione fu disegnata la carta della baia di Bones nella penisola di Bank, in quella che oggi si chiama Middle Island in New Zealand.

Precedentemente egli aveva prestato servizio sulla "Beagle" al comando di Philip Parker King, nella sua spedizione nello Stretto di Magellano tra il 1826 e il 1829.

Tornò ad imbarcarvisi in occasione della famosa campagna idrografica che la nave condusse in America Latina al comando di Robert Fitzroy, alla quale partecipò anche Charles Darwin in qualità di naturalista.

Bones Bay, New Zealand
[John L. Stokes], 1849
(Taunton, UK Hydrographic Office)

La casa editrice commerciale di James Imray è attiva - seppur con denominazioni diverse - ancora oggi fin dal 1763. Nel 1823, infatti, l'Ammiragliato britannico iniziò la vendita al pubblico della cartografia "ufficiale", cioè prodotta dal Servizio Idrografico istituito nel 1795; tuttavia gli editori privati conservarono un proprio vasto mercato con la produzione delle carte note come "bluebacks".

Tale definizione faceva riferimento al fatto che, al fine di conferire maggiore robustezza alle proprie carte sciolte, queste ultime venivano montate su un supporto di tela grezza o di carta spessa, solitamente di colore blu.

All'inizio del XIX secolo la popolarità dei grandi e poco maneggevoli atlanti nautici in uso fin dal Cinquecento cominciò a decadere, e si affermarono ulteriormente le "bluebacks", cosicché con tale definizione vennero ad essere genericamente designate le carte dell'editoria privata, in vendita alle navi mercantili.

Tra i grandi editori del tempo si annoverano William Heather (1740-1812), che iniziò l'attività nel 1765, e James Imray, la cui azienda discendeva da quella di John Hamilton Moore, fondata nel 1763.

Nel 1801 divenne "Casa editrice Blachford", nel 1836 "Blachford & Imray, nel 1840 " James Imray" e, intorno al 1855, "Imray & Son". Nel 1899 l'azienda si fuse con la "Norie & Wilson", ossia i successori di William Heather e, nel 1903, incorporò l'impresa di Robert Laurie, fondando la "Imray, Laurie, Norie and Wilson Ltd.", attiva ancora oggi nel settore della cartografia per la pesca e il diporto.

Perù
James Imray & Son, 1855
incisione, mm. 1300 x 1000, 1:2.640.000
Particolare della Chart / of the / West Coast / of / South America / extending from / Valparaiso to Truxillo / with / plans of the principal harbours / drawn chiefly from surveys made by / the officers under the orders of Capt. Fitzroy R.N. / London / published by James Imray & Son / 102 Minories / 1855.
La carta, orientata con il Nord a sinistra, comprende alcuni piani di porti e vedute di Callao e delle coste adiacenti.
(Greenwich, National Maritime Museum)

La produzione commerciale era tuttavia fondata sui rilievi idrografici effettuati dalla Marina britannica che infatti, nella carta in questione, risultano condotti dal capitano di vascello Robert Fitzroy, al comando della "Beagle", su cui era imbarcato - quale naturalista - anche Charles Darwin.

Al fine di contenere le dotazioni di bordo, le "bluebacks" erano a piccola scala e solitamente di grandi dimensioni, e includevano piani dei principali porti dell'area rappresentata in aggiunta alle tradizionali vedute di costa.

Una bella carta della baia di Petalidi venne compilata dal tenente di vascello John Drew nel 1865, durante una delle numerose spedizioni nel Mare Egeo del capitano di vascello A. L. Mansell che, all'epoca, comandava la "Hydra".

Grecia, baia di Petalidi
J. Drew, 1865
(Taunton, UK Hydrographic Office)
Le carte sono state riprodotte in Coste del Mondo nella cartografia europea:1500-1900, (179 p., circa 300 immagini), da Priuli & Verlucca, editori, Ivrea, 2000.)
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