Ganimede, generalmente considerato figlio di Troo e di Calliroe, era il giovane più bello tra i Mortali, tanto da attirare le attenzioni di Zeus, che lo fece rapire dall'aquila, suo uccello preferito.
Condotto sull'Olimpo, Ganimede divenne coppiere degli dei, spodestando in quel ruolo Ebe, figlia di Zeus, dea della giovinezza e ancella della divina "residenza". Come riparazione per il ratto, al giovane fu concessa l'immortalità nei cieli, sotto forma di costellazione.
La costellazione, molto estesa, occupa 980 gradi quadrati e confina con Pesci, Pegaso, Cavallino e Delfino a nord; con Balena a est, con Aquila a ovest, e con Capricorno, Pesce Australe e Scultore a sud. Non ha stelle brillanti ed è difficile da vedere a occhio nudo. Passa in meridiano nella prima metà di ottobre intorno alle ore 21 e il Sole l'attraversa tra febbraio e marzo.