Sulla cresta dell'onda
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Aquila

Secondo una versione del mito di Ganimede, Zeus - invaghitosi del bellissimo giovane - si trasformò in aquila per poterlo ghermire e portare sull'Olimpo, così come in altre occasioni aveva assunto le sembianze di animali diversi per soddisfare le proprie brame amorose. L'uccello fu immortalato in una costellazione.

Secondo altri mitografi, l'uccello tormentava Prometeo divorandogli il fegato di giorno, che ricresceva di notte, in tal modo perpetuando nell'eternità tale supplizio, inflitto al Titano da Zeus per aver egli rubato il fuoco dall'Olimpo e averne insegnato l'uso agli uomini. Intervenne Eracle, che scagliò una freccia contro l'aquila.

La costellazione si trova nella Via Lattea ed è quindi ricca di campi stellari e di stelle Novae.

costellazione Aquila
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