Sulla cresta dell'onda
artetitle

Capricorno

E' anche questa una costellazione antica, di cui le prime tracce sembrano risalire a frammenti lapidei di epoca babilonese, su cui compare la raffigurazione del Capricorno, in forma di capra nel busto, mentre la parte posteriore termina con la coda di un pesce.

Capricorno

Questo strano accostamento si può spiegare con il fatto che, all'epoca, il Sole entrava nella costellazione in coincidenza con il Solstizio d'inverno quando, cioè, il suo massimo negativo si trovava al di sotto dell'equatore celeste, cosicché la parte anteriore della costellazione veniva assimilata ad una capra che si arrampica verso l'alto, mentre la parte posteriore suggeriva l'idea di un pesce che si immergeva nel misterioso oceano australe.

Il mito al quale si ispira la raffigurazione si ricollega alla nascita di Zeus, figlio di Crono, al quale era stato predetto che sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli, proprio come lui aveva ucciso il proprio padre. Fu così che Crono, per sventare la profezia, prese a ingoiare i figli via via che la moglie Rea li partoriva. Alla nascita di Zeus, quest'ultima - per salvare il suo sesto pargolo - al momento di mostralo al padre lo sostituì con una pietra avvolta in fitte bende, che Crono si affrettò a ingoiare.

Il bimbo fu invece affidato a due ninfe, che lo nascosero nella grotta Dittea, a Creta, e lo fecero allattare dalla capra Amaltea. Secondo una diversa versione del mito, Amaltea era il nome della ninfa, figlia di Oceano e di Teti, che si prese cura del piccolo Zeus, nutrendolo con il latte di una capra, il cui orribile aspetto aveva indotto gli dei a rinchiuderla nella grotta.

Morta la capra, forse uccisa dallo stesso Zeus, questi si rivestì della sua pelle, che lo rese invulnerabile, spodestò Crono e immortalò la sua nutrice nella costellazione del Capricorno.

Come il Cancro, anche il Capricorno è una costellazione poco appariscente: i pochi astri visibili a occhio nudo coprono una superficie di 414° quadrati. Culmina verso la mezzanotte per circa un mese, dalla metà di luglio alla metà di agosto, mentendosi bassa sull'orizzonte alle nostre latitudini. Confina con l'Acquario a nord-est, con il Pesce Australe e con il Microscopio a sud, con il Sagittario e con l'Aquila a ovest.

Poiché duemila anni fa il solstizio d'inverno era nel Capricorno, la latitudine alla quale il Sole culminava fu chiamata "Tropico del Capricorno" e tale nome è stato mantenuto per tradizione, pur essendo ora il solstizio slittato nella costellazione del Sagittario.

en