Sulla cresta dell'onda
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Drago

A Crono - figlio di Gaia, dea della terra, e di Urano, dio del cielo, che aveva spodestato, assumendone il posto - era stato predetto che a sua volta sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli. Egli pertanto li divorava via via che venivano alla luce. La moglie Rea con uno stratagemma mise in salvo Zeus, che fu allevato, secondo una versione del mito, dalle ninfe Cinosura e Elice. Poiché Crono dava loro la caccia, per salvarle Zeus le trasformò entrambe in costellazioni - l' Orsa Maggiore e l' Orsa Minore - assumendo egli stesso la forma della costellazione del Drago.

Ma la figura del drago compare in altri miti: nel mito di Giasone è l'insonne custode del vello d'oro che Frisso, riconoscente agli dei per averlo salvato, aveva donato ad Eete, dove restò fin quando Giasone e gli Argonauti non riuscirono ad impadronirsene.

Un drago, figlio di Tifone e di Echidna (o di Forcide e di Ceto), aiuta le Esperidi - le "Ninfe del Tramonto" figlie della Notte nella teogonia esiodea - nella custodia del giardino dove crescono i pomi d'oro, che Gaia aveva donato a Era in occasione delle sue nozze con Zeus. Cantano in coro presso le fonti da cui sgorga l'ambrosia degli dei, e sono legate al mito di Eracle, che va a cercare presso di loro i frutti dell'immortalità, promessagli da Era.

costellazione Drago
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