Sulla cresta dell'onda
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Leone

La quinta costellazione trae origine dalla prima delle dodici fatiche di Ercole, che furono imposte all'Eroe da suo cugino Euristeo. La mitologia dà spiegazioni diverse di questa sottomissione dell'Eroe a un personaggio tanto meno positivo di lui: l'Iliade narra che quest'ultimo aveva ottenuto il potere su Micene, e quindi su Eracle, per effetto di un inganno perpetrato da Era; altrove si legge che Eracle avrebbe ottenuto dal cugino il permesso di lasciare Micene, se avesse prima liberato il paese dai mostri che lo affliggevano; secondo una versione ancora diversa, le fatiche rappresentavano il castigo inflitto ad Eracle per l'uccisione involontaria dei figli avuti da Megara.

Leone

Come che sia, il mito ha per protagonista il leone di Nemea, mostro figlio di Ortro, a sua volta figlio di Tifone e di Echidna, nonché fratello della Sfinge di Tebe. Questi era stato allevato da Era o da Selene, dea della Luna, ed era stato collocato nel territorio della Nemea, dove atterriva la popolazione divorando uomini e armenti. Abitava una caverna a due uscite ed era invulnerabile; Eracle ostruì una delle uscite, poi entrò nella caverna e lo soffocò, dopodiché si rivestì della sua pelle usando la testa come elmo.

Incontrò inizialmente qualche difficoltà nello scuoiare il mostro, perché la pelle non veniva scalfita né dalle armi né dal fuoco, ma alla fine ebbe l'intuizione di lacerarla con gli artigli stessi del leone e ne ebbe ragione. Quando tornò a Micene con le spoglie del leone, Euristeo fu così spaventato dalla sua forza che gli ordinò da quel momento in poi di deporre le sue prede davanti alle porte senza entrare nella città. In memoria di quella prima impresa, Zeus collocò la figura del leone fra le costellazioni.

Il gruppo si trova nella parte discendente dell'eclittica e occupa 1000 gradi quadrati; è posto sotto le zampe dell'Orsa Maggiore, da cui lo separa il Leone Minore.

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