Sulla cresta dell'onda
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Lira

Gli antichi immaginarono che nella costellazione della Lyra fosse stata trasformata, dopo la sua tragica morte, la lira del divino cantore Orfeo. Essa fu introdotta da Tolomeo nel cielo boreale, in prossimità della Via Lattea fra il Cigno ed Ercole. La sua stella più luminosa è Vega, terza stella brillante nel cielo dopo Sirio e Canopo che, verso l'anno 14.000, diventerà la Stella Polare per effetto della precessione degli equinozi.

Secondo una diversa versione, la lira è da ricondurre al mito di Arione. Questi, musico di Lesbo, aveva ottenuto dal suo padrone - il tiranno di Corinto - il permesso di percorrere la Magna Grecia e la Sicilia, per arricchirsi con il suo canto. Quando volle tornare in patria, i marinai della nave su cui era imbarcato ordirono un complotto per ucciderlo e derubarlo dei suoi guadagni. Tuttavia gli apparve in sogno Apollo che lo avvertì del pericolo e gli promise il suo aiuto. Quando i marinai lo aggredirono, Arione chiese - e ottenne - che gli si accordasse di cantare un'ultima volta. Al suono della sua voce, un branco di delfini accorse verso la nave. Erano, questi animali, cari ad Apollo e infatti il loro nome deriva da Delfi, dove si trovava il principale santuario del dio. Arione, fidando nell'aiuto promesso, si tuffò e fu raccolto da un delfino, che lo condusse illeso a riva. Giunto in salvo, Arione dedicò un ex-voto ad Apollo e tornò alla nativa Corinto, dove raccontò la sua avventura al suo padrone. Quando la nave raggiunse la città, il Tiranno chiese ai marinai cosa ne fosse stato di Arione, e quelli lo dissero perito durante il viaggio. A quel punto Arione si mostrò e i colpevoli furono messi a morte. In ricordo di quell'evento, Apollo trasformò la lira di Arione e il Delfino in costellazioni.

Lira
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