Sulla cresta dell'onda
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Perseo

L'eroe greco, secondo una versione del mito, è figlio di Zeus e di Danae, rinchiusa dal padre in una camera di bronzo, sotterranea e impenetrabile, proprio per impedirle di concepire l'erede che, secondo una profezia, avrebbe ucciso il nonno. Ma Zeus si trasformò in polvere d'oro e, penetrando attraverso una fessura del soffitto, la sedusse comunque. Per i Greci questa versione indicava il potere che ha la ricchezza di aprire qualunque porta.

Perseguitato dal suo destino, Perseo avrebbe potuto salvare se stesso e Danae se avesse ucciso una Gorgone. Erano queste tre creature mostruose, con squame di drago, zanne di cinghiale, mani di bronzo e ali d'oro, dotate della facoltà di tramutare in pietra chiunque ne avesse incrociato lo sguardo.

Con l'aiuto di Atena, Perseo riuscì a decapitare la Gorgone Medusa e, con tale trofeo nella bisaccia, ripartì verso il proprio paese; lungo la strada, si imbatté in Andromeda, legata a uno scoglio dove sarebbe stata divorata dal mostro che flagellava il paese, quale espiazione delle colpe della madre Cassiopea.

Perseo

Da Cefeo, padre della giovane, ottenne la promessa che l'avrebbe ottenuta in moglie, se avesse liberato il paese dal mostro. Impiegando poi le magiche proprietà della Medusa, sconfisse e pietrificò coloro che si opponevano al matrimonio, e finalmente potè rientrare in patria, dove divenne re di Tirinto.

La stella più brillante della costellazione è Mirfak, mentre l'occhio della Medusa - che nella rappresentazione della costellazione Perseo tiene in mano - è la splendente Algol, che in arabo significa "occhio del diavolo".

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