Sulla cresta dell'onda
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Vergine

L'origine di questa costellazione è una tristissima storia di morte. Quando Dioniso, dio della vendemmia e dell'ebbrezza, scese sulla terra per portare la vite e il vino agli uomini, fu generosamente ospitato dall'ateniese Icario e da sua figlia Erigone, di cui si innamorò avendone un figlio, l'eroe Stafilo.

Vergine

In segno di riconoscenza, Dioniso insegnò a Icario l'arte della viticoltura e della fermentazione e gli donò un otre di vino, con la raccomandazione di diffonderne l'uso tra i suoi vicini. Costoro lo apprezzarono al punto da ubriacarsi, e successivamente credettero che Icario li avesse voluti avvelenare, e lo uccisero per vendetta. La cagnetta Mera di Icario, con i suoi ululati, richiamò l'attenzione di Erigone e la condusse dove giaceva il corpo del padre. A quella vista la giovane si impiccò ad un albero poco discosto, mentre Mera vegliò le salme fino a che non morì lei stessa. Per vendicare quelle morti, Dioniso flagellò le giovani di Atene con una forma di pazzia che le induceva ad impiccarsi. L'Oracolo di Delfi svelò allora agli Ateniesi che quello era il castigo del dio ed essi, puniti i responsabili della duplice morte, in onore di Erigone istituirono una festa nel corso della quale le giovani si appendevano ai rami degli alberi. In seguito invalse l'usanza di attaccare agli alberi dischi dipinti con volti umani, da cui si sviluppò il rito degli oscilla, che si diffuse a Roma durante le feste in onore di Bacco. I protagonisti di questa storia furono immortalati nel firmamento, dove Icario divenne la costellazione di Boote, Mera originò il Piccolo Cane e Erigone fu eternata nella Vergine.

La costellazione, che culmina in aprile e maggio, fra le 23 e le 24, è poco appariscente perché non ha stelle significative; tuttavia occupa 1294 gradi quadrati ed è quindi la seconda per estensione.

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