Sulla cresta dell'onda

Giacomo Bove

Giacomo Bove, da The voyage of the Vega round Asia and Europe, di Adolf Erik Nordenskjöld (London, 1881)

G. Bove (Maranzana di Acqui 1852-Verona 1887), figura di intrepido esploratore ben documentata dalla partecipazione a spedizioni di grande risonanza, fu innanzi tutto un ufficiale della Marina Italiana, avendo completato nel 1872 la sua preparazione presso la Scuola di Marina di Genova.

Le navi militari venivano in passato sistematicamente inviate - nell'ambito della loro attività di addestramento - a mostrare la bandiera in luoghi remoti a tutela delle comunità italiane, soprattutto dove non esistevano rappresentanze diplomatiche nazionali, e ad aprire la strada a successive iniziative di ordine politico-coloniale e commerciale.

La spedizione della "Governolo" fu tra le prime rivolte a questi fini nell'Estremo Oriente, ampiamente documentata nel 1° volume della Storia della campagne oceaniche della Marina Militare, edita in 4 volumi dall' Ufficio Storico della Marina tra il 1936 e il 1960, e ristampata nel 1992.

Il prof. Puddinu, dell'Università di Sassari, ha recentemente rinvenuto e pubblicato il diario scritto di pugno da Giacomo Bove, che racconta le vicende della "Governolo" nell'Estremo Oriente.

Il Bove, che partecipò a quella spedizione come Guardiamarina tra il 1872 e il 1874, fu preso dalla brama dell'esplorazione. Dello scopritore possedeva le qualità fondamentali, quali l'entusiasmo, la perseveranza e lo spirito d'osservazione: un giornale genovese dell'epoca commentò il suo suicidio scrivendo che "la Patria perde uno dei suoi figli migliori, la Marina un prode ufficiale, la scienza un amoroso cultore".

Dopo gli infruttuosi tentativi di essere assegnato a una spedizione britannica al Polo Nord e a una italiana nello Scioa, finalmente fu destinato, quale idrografo, alla famosa spedizione del geografo svedese Nordenskjold alla ricerca del passaggio di nord-est attraverso lo Stretto di Bering.

Nei fascicoli del 1878 della Rivista Marittima (di cui l' Istituto Idrografico della Marina possiede l'intera raccolta dal 1° fascicolo del 1868), Bove pubblicò Appunti di viaggio, ossia il resoconto della sosta in Svezia, con l'ammirata descrizione di usanze e luoghi di interesse storico-artistico, ricca di illustrazioni, tra cui una veduta a volo d'uccello di Stoccolma, vista dal Lago Mälar. Altre litografie rappresentano il Palazzo Reale, situato su un'altura, nel punto in cui le acque del lago Mälar confluiscono nel Baltico.

Il Palazzo Reale di Stoccolma

Il Palazzo dei Cavalieri Riddarehuzet è "una costruzione estremamente originale; non si sa a che stile appartenga; si crede che non lo sapesse neppure l'architetto che lo costruì: la facciata è una confusione di finestroni, colonne, trofei, statue, capitelli ..."

Palazzo dei Cavalieri

"Nessun Paese onora tanto le sue glorie nazionali quanto la Svezia. Le piazze di Stoccolma rigurgitano di statue e monumenti... Ma per vedere con quanta passione si onori la memoria di quelli che si adoperarono per la patria bisogna andare al Museo Nazionale", di cui Bove descrive le ricchezze, tra cui la raccolta archeologica, tra le più ricche d'Europa.

Museo Nazionale di Stoccolma

Da Stoccolma Bove procede con la visita ai castelli reali della Svezia, soffermandosi a descrivere DROTTINGHOLM, uno dei più belli, opera dell'architetto Tessin, "che molto dovette faticare per cambiare un'isola bassa, paludosa e malsana in uno dei luoghi più delizionsi che piede umano possa calpestare".

Il castello di GRIPSHOLM fu costruito nel secolo XII, ed è associato alla storia di nefandi delitti voluti da Erik XIV per difendere il trono: poiché gli era stato predetto che sarebbe stato detronizzato da un uomo dai capelli d'oro, egli fece rinchiudere nel castello il proprio biondissimo fratello e assassinare gli esponenti della nobiltà che lo sostenevano.

Nell'annata 1880 della Rivista Marittima sono invece pubblicati i Procedimenti / della / SPEDIZIONE ARTICA SVEDESE / sotto il comando / del professore Nordenskjöld / (1878-79) / Relazione / A. S. E. il MINISTRO DELLA MARINA / del sottotenente di vascello / Giacomo Bove / idrografo della spedizione.

La relazione non solo contiene informazioni scientifiche ma dà anche interessanti notizie di vita locale, ed è illustrata da numerose carte e tavole delle zone visitate e delle rotte seguite, disegnate dallo stesso Bove, insieme con alcuni schizzi degli accampamenti, degli utensili, dei nativi, detti Ciukci.

Osservatòri nella stazione di Pitlekai allo sverno, 29 settembre 1878 - 1° maggio 1879
Viso di donna Ciukcia tatuata e pipe indigene
Attrezzi e armi usate dai Ciukci

Nel 1881 il Bove si recò ad esplorare la Terra del Fuoco con una spedizione italo-argentina e, nel 1883, tornò nel territorio argentino delle Missioni e nello Stretto di Magellano. Il resoconto di quel viaggio fu pubblicato dalla Rivista Marittima (1884, p.403-446; 1885, p.93-122, 227-255, 371-383), con ampia introduzione storica e svariate carte.

Rilievo del Rio Paranà, con indicazione della batimetria, andamento e velocità delle correnti, rotte delle navi. Disegno di Bove e Davidson.
Rilievo della cascata Vittoria, detta anche grande cascata del Rio I-guazù (Rivista Marittima, 1885).
Piano dell'Alto Paranà da Ituzaingò all' I-guazù, dai rilievi dell'ing. Lincisa e del T. V. G. Bove (Rivista Marittima, 1884).

Ma il suo grandioso lungimirante progetto di allestire una spedizione pluriennale verso l'Antartide, con l'obiettivo di portare l'Italia ai primi posti nella competizione internazionale verso le imprese polari, rimase inattuato: dopo gli iniziali entusiasmi che avevano favorito la costituzione di comitati sostenitori e sottoscrizioni private, prevalsero "lo scetticismo e la critica maligna", come ebbe a scrivere nel 1929 C. Bertacchi in Geografi ed esploratori italiani contemporanei.

Ma già il Corriere di Roma nel 1887, nel commemorarne la figura, aveva pubblicato come "il Bove non si fosse accorto di essere caduto in mezzo alla lentezza, all'ipocrisia, all'indifferenza del pubblico, all'egoismo del mondo governativo, allo scetticismo dei capitalisti".

Dimessosi dalla Marina, assunse la direzione della Società di Navigazione “LA VELOCE” di Genova ma poi, malato nel fisico e nello spirito, morì suicida a Verona.

Ad Aqui Terme, dove è sepolto, gli sono stati dedicati una strada e un monumento, collocato nel parco pubblico della Città nel 1908, ad opera dello scultore Eugenio Baroni.

In quello stesso anno Ettore Cozzani scrisse una commemorazione intitolata Per un Eroe, e successivamente la biografia Giacomo Bove e i suoi viaggi di esplorazione, di cui una ristampa anastatica è stata pubblicata da Paravia a Torino nel 1950.

Ulteriori ampie notizie sull'Esploratore sono state pubblicate sulla Rivista Marittima (aprile 2001, p. 97-114) nell'articolo Giacomo Bove ufficiale ed esploratore, di Luigi Romani, corredato di nota bibliografica.


A Maranzana è stato realizzato un museo nella casa natale e nel 2006 è stata fondata un' associazione culturale a lui dedicata.


In occasione della VII Settimana della Cultura a Savona, il 17 maggio 2005, Bruno Barba - antropologo (Università degli Studi di Genova) e giornalista - ha tenuto la conferenza Per mari e per terre: Giacomo Bove e i suoi trofei di viaggio.

Testimonianze dei viaggi dell’esploratore Giacomo Bove - sul quale Franco Guarino sta realizzando ricerche e un documentario televisivo - sono conservate nelle civiche collezioni savonesi, attualmente oggetto di studio e di schedatura da parte dell’ Università di Genova, Dipartimento di Scienze Glotto-Etnologiche.


M A R A N Z A N A   (AT)

3 maggio 2009

5° Giacomo Bove Day

(Paola Presciuttini, 1 marzo 2003 - aggiornamento aprile 2009)