Sulla cresta dell'onda

Gli astri nell'impresa di Colombo

Un'inconsueta analisi del cielo zodiacale
di quel fatidico 12 Ottobre 1492

di Vincenzo Gaggero
© Il Giornale - Edizione Liguria - Domenica 25 Ottobre 1992

Oceano Atlantico: notte fra 11 e 12 ottobre 1492. Una nao (Santa Maria, lunga 29 metri) e due caravelle (Pinta, 23 metri, e Nina, 21 metri), agli ordini di un intrepido genovese di 41 anni, Cristoforo Colombo, veleggiano con rotta Ovest, poco a Nord del Tropico del Cancro, ad una velocità di 9 nodi (poco meno di 17 km orari). Forte vento da Est in poppa, il mare peggiore di tutta la traversata, cielo stellato e terso. Durante la giornata, Colombo, rinfrancato dal ritrovamento in mare di tronchi d'albero che fanno presupporre la vicinanza di terra, calma gli animi dell'equipaggio in rivolta con la promessa di invertire la rotta se entro il 12 non si vede la costa.

Alle ore 23 di giovedí 11 ottobre inizia il turno di guardia di quattro ore, talmente duro, impegnativo e pericoloso, da essere funestamente denominato, in gergo marinaresco, "Guardia del Cimitero". Nonostante le proibitive condizioni del mare che mettono a dura prova i piccoli scafi, tutti sono svegli perché è stata promessa una forte ricompensa, 5.000 maravedis, al primo che avvista terra. La Luna, molto luminosa, tra plenilunio e ultimo quarto, si alza sempre piú a poppa delle navi. La Pinta, in testa, precede di mezzo miglio la Santa Maria, su cui si trova Colombo, e la Nina.

Alle ore 2 di venerdì 12 ottobre, la Pinta è a 74°20' di longitudine Ovest e 24°00' di latitudine Nord; sorge Marte sulla scia della flotta ed i mozzi, come ogni mezz'ora, ruotano le "ampollette" (piccole clessidre) che scandisconono il tempo in navigazione. Rodrigo de Triana, vedetta della Pinta, abbarbicato sul castello anteriore della caravella, bagnato ed intriso di salsedine, teme di finire in mare, ma scruta attentamente innanzi.

Un'onda solleva lo scafo e così, all'improvviso, egli scorge a circa 7 miglia, delle basse bianche scogliere illuminate dalla Luna. Un urlo poderoso squarcia il silenzio della notte: "Tierra! Tierra!". Girano le ampollette, gira il corso della storia, finisce il Medio Evo, inizia l'Era Moderna.

La Luna

Se fosse stata una notte buia?

Probabilmente il vento avrebbe sospinto la flotta sui bassi scogli affioranti attorno all'Isola di Guanahaní (ribattezzata San Salvador), un tragico naufragio e nessuno si ricorderebbe più di quel temerario genovese e dei suoi marinai. Oppure avrebbero scorto, all'ultimo momento, uno dei fuochi che gli indigeni Taino accendevano vicino alle capanne per tenere lontani gli insetti, ma non certo in grado di rischiarare tutta la costa e le sue insidiose scogliere.

Oppure, con una rotta di poco spostata più a Sud, avrebbero superato l'isola senza vederla e se durante la giornata del 12 non si fosse avvistata terra, Colombo, a malincuore, avrebbe dovuto impartire l'ordine di virare di bordo e rientrare in Spagna.

Avrebbero visto San Salvador sulla via del ritorno? Ogni supposizione è lecita, ma fortunatamente in quella storica notte, la Luna è stata un grande e provvidenziale faro che ha illuminato bene la costa ed ha così consentito l'avvistamento. Ho verificato, sui libri di navigazione, se ciò fosse possibile da circa 7 miglia.

Questo il calcolo: distanza di avvistamento (in miglia), di giorno e con tempo buono:

Considerato che Rodrigo de Triana si trovava a circa 4 metri sul livello del mare e che la massima altezza dell'isola è 34,75 metri, otteniamo:

Dunque l'avvistamento, di giorno e con normali condizioni meteorologiche, sarebbe stato possibile da 16 miglia, ma di notte e con mare in burrasca, la vedetta poté scorgere l'Isola solo grazie al forte riverbero lunare.

Calendario

Nel 1492 era ancora in vigore il Calendario Giuliano, arretrato di circa 10 giorni rispetto al reale anno tropico solare. Nel secolo successivo, papa Gregorio XIII, secondo gli studi di Luigi Lilio, riformò il Calendario ed abolì 10 giorni dal 5 al 14 ottobre 1582. A voler essere rigorosi dovremmo festeggiare la scoperta dell'America il 22 ottobre e non il 12.

Configurazioni astrali

Osserviamo il cielo suddiviso nei 12 segni zodiacali, omonimi ma non corrispondenti alle 12 Costellazioni. Lo Zodiaco (i segni) infatti ha origine nel preciso punto astronomico in cui si trova il Sole all'Equinozio di Primavera, che arretra ogni anno di 0° 00' 50" (Legge della precessione degli Equinozi).

Al momento dell'avvistamento, il Sole era in Bilancia, la Luna in Cancro, l'Ascendente in Vergine ed il Medium Coeli in Gemelli.

Lasciando da parte la facile ironia sul "Tierra! Tierra!" urlato di venerdì e durante la "Guardia del Cimitero", e volendo trarre degli auspici dalle configurazioni astrali di quella notte, osserviamo bene la loro presenza nei vari segni zodiacali.

La forte congiunzione in Scorpione (Nodo lunare nord, Plutone, Venere e Mercurio) rimarca proprio il senso di una "fine" e di una , "resurrezione", secondo un nuovo ordine. Nuove conoscenze geografiche, nuovi prodotti alimentari portati in Europa (patate, mais, pomidoro, cacao, ecc.), un nuovo vizio (tabacco), una terribile malattia (sifilide), rottura di barriere e dogmi di ordine teologico, un sovvertimento profondo!

Nettuno in Sagittario armonico con Marte in Leone e Sole in Bilancia, sottolinea questa straordinaria metamorfosi dovuta alla profonda fede ed al grande ideale di un "pazzo" genovese. La congiunzione Ascendente, Marte e Luna Nera, esprime la carica aggressiva legata a questa scoperta, a questa catarsi che ha visto la pressoché totale estinzione delle popolazioni "scoperte", vittime della bramosia dell'oro dei conquistadores.

Le configurazioni astrali rispecchiano quindi questo cambiamento, a seguito di una scoperta geografica che come nessun'altra ha inciso sulla vita di ogni essere umano. E Colombo? Colpevole o innocente? Scriveva Samuel Eliot Morison: " Colombo come ogni uomo aveva qualità e difetti, ma erano questi stessi difetti a formare in parte le qualità che lo resero grande... Una sola delle sue qualità, quella di essere uno straordinario uomo di mare, non venne mai incrinata da ombre o difetti ".

13 feb 2007