Sulla cresta dell'onda

Andrea Corsali, viaggiatore italiano del XVI secolo

Andrea Corsali, figlio di Giovanni, fu un viaggiatore toscano (nato nel 1487, forse a Firenze o ad Empoli) che visitò l'India, toccando Calicut (1525) e l'Etiopia (1517), e rientrando per lo Yemen.

Ma, salvo che da storici, geografi, persone di cultura e pochi altri, in Italia è scarsamente conosciuto.

Non così in buona parte del resto del mondo, principalmente in Oceania, dove pure egli mai si recò, ma di cui intuì l'esistenza, facendo varie ipotesi sulla presenza di una massa continentale a sud della Nuova Guinea.

Per questo gli Australiani ritengono questo instancabile viaggiatore lo "scopritore ideale" e il più antico testimone della loro terra, una specie di pater patriae, un punto di partenza della loro identità.

E non a caso in tutte le bandiere e vessilli delle nazioni del continente nuovissimo - come Australia, Nuova Zelanda, Nuova Guinea, Papuasia, Samoa - compare la raffigurazione della costellazione della Croce del Sud, che il Corsali fu il primo a descrivere poeticamente ed efficacemente, e ad illustrare in una relazione scritta.

Altro segno della considerazione di cui egli gode colà è il fatto che le due principali Biblioteche-Archivio dell'Australia fanno a gara per detenere, pubblicare ed esporre manoscritti e ricerche monografiche in merito al viaggiatore italiano; inoltre, nell'agosto del 2003 è stata posta, nel monumentale atrio dell'altrettanto grandiosa Mitchell State Library of New South Wales a Sydney, una moderna scultura in vetro, acciaio e fibre ottiche, con un suggestivo sfondo in blu-cobalto, che riproduce il disegno, elaborato dal Corsali, della Croce del Sud.

Nel suo splendore, nell'atrio della Mitchell Library
La scultura con il suo artefice
Copia manoscritta di una pagina della Lettera di Andrea Corsali allo illustrissimo Principe Duca Juliano de Medici, venuta Dellindia del mese di Octobre nel XDXVI, MS 7860, 1516. È uno dei tre esemplari esistenti al mondo di questa lettera, di proprietà del dr B. Reid, che l'ha resa disponibile agli studiosi affidandola in prestito alla Mitchell Library
(Mitchell National Library of Australia)

Recentemente infine, grazie ai moderni mezzi di diffusione di notizie e di cultura, è cresciuta la conoscenza delle sue imprese: il personaggio Andrea Corsali, dopo aver viaggiato tanto fortunosamente in vita quasi 500 anni fa, continua ora a fare il giro del mondo con la sua fama, "navigando" in Internet in pagine-web dei più vari argomenti e provenienza, quali la Cina, l'America, l'Australia.

In particolare il sito dell' Unione Astrofili Italiani gli dedica pagine interessanti, descrive ampiamente la costellazione, riporta le parole di altri scopritori che la individuarono, e conclude con una rassegna delle bandiere nazionali su cui essa compare.

Parte della volta celeste australe, con la costellazione del Centauro, dove si trova la Croce del Sud

Ma se egli fu involontariamente dimenticato per secoli dai suoi conterranei Empolesi e Valdelsani, presso i suoi contemporanei aveva avuto notevole e meritata considerazione.

Per primo tessé le sue lodi il concittadino Giovanni da Empoli, anche lui navigatore e viaggiatore illuminato:

"il nostro Andrea Corsali, uomo certamente d'ogni fede degno, per essere litterato, e che ha cognizione assai… e dell'astrologia e della cosmografia; el quale assai tempo ha consumato utilmente in ricercare questi mari e terre et insule di qua, e datone di tutte perfettamente buon conto: talmente che io tengo per cosa certa, che altro meglio di lui non possa scrivere, per le molte buone qualità che sono in lui".

Le sue relazioni erano tenute in gran considerazione: la prima, diretta a Giuliano dei Medici, figlio del Magnifico e fratello di Leone X, riferiva sul viaggio di circumnavigazione dell'Africa, partendo da Lisbona al seguito di un'ambasceria portoghese, e della traversata dell'Oceano Indiano fino ai porti e le terre dell'India; la seconda, indirizzata a Lorenzo dei Medici duca d'Urbino, racconta dei territori sul Mar Rosso e sul Golfo Persico, in un viaggio perigliosissimo e drammatico.

Spedite dall'India in patria, furono subito pubblicate nel 1516 e '18 in edizioni divulgative, e ristampate poi dal Ramusio nella monumentale raccolta "Navigationi et viaggi" nel 1550.

Anche se non può essere definito un esploratore, poiché viaggiò sempre "al seguito" dei Portoghesi, Corsali fu per i suoi tempi un navigatore singolare: non affrontò le traversie dei viaggi per mare per affari o missioni politiche, non fu mercante o avventuriero o uomo d'armi, ma - eruditissimo conoscitore di scienze naturali, acuto osservatore dei territori e dei costumi - riportò notizie originali, accurate indagini e scoperte non indifferenti.

Fu il primo a dare, come già abbiamo detto, una descrizione astronomica della Croce del Sud e delle cosiddette nubi magellaniche (attribuite poi erroneamente al Pigafetta, che le notò solo quattro anni più tardi); fece rilevare l'errore di Tolomeo sulla differenza di longitudine fra la costa africana e quella dell'India; per primo ipotizzò l'esistenza della Nuova Guinea; distinse Sumatra da Ceylon e dette un'esatta descrizione degli usi e costumi del popolo d'Etiopia (dove si era recato a portare una missiva affidatagli da Leone X per il favoloso re David); e ancora: manoscritti coevi testimoniano come fosse l'apportatore e il divulgatore dei caratteri di stampa in Africa.

Tutte queste notizie le abbiamo tratte da un affascinante libretto pubblicato ad Empoli nel 2003 da Giulia Grazi, ingegnere-insegnante-in-pensione, appassionatasi alle ricerche sui Corsali quando, una quindicina di anni fa, consultando le piante dei Capitani di Parte, vide che la sua abitzione era contrassegnata come Chasa di Bastiano Corsali.

Nella prefazione l'Autrice si dichiara incapace a "metter su qualcosa di serio" quale una monografia ben documentata, ma in realtà ha compiuto un lavoro veramente notevole di ricerca di documenti e testimonianze, inserendo alla fine del libro un elenco - che, oltre ad essere una ulteriore prova della sua indagine approfondita, può servire di effettivo stimolo a proseguirla - di "spunti per il futuro, settori da approfondire, piste da seguire, con la speranza che prima o poi qualcuno si prenda la briga di scandagliare meglio queste opportunità inevase e inconcluse". Non è un caso che il suo libro sia conservato presso la Library of Congress e altre biblioteche pubbliche prestigiose.

La prof. Grazi è così riuscita a ricostruire anche la storia della villa di Monteboro, che era appartenuta ai Corsali fin dal secolo XIV (il primo proprietario "documentato" da lei reperito è, nel 1399, un Andrea, omonimo del famoso pronipote) e nel secolo scorso è entrata in possesso della sua famiglia attraverso una serie di successioni e vendite, che ne hanno modificato l'aspetto e la grandezza originari con rifacimenti, aggiunte e decorazioni.

L'ultima è una targa affissa nel 1992 sulla facciata posteriore, devoto omaggio e perpetua memoria:

"Questa è la casa avita di ANDREA CORSALI, navigatore nelle Indie nel primo '500, intimo dei Medici, viaggiatore erudito, astronomo, cosmografo, corografo, scopritore delle nubi magellaniche, apportatore della stampa in Africa".

Alla pagina http://astrocultura.uai.it/astroarte/astroletteratura/interpretazioni/neruda.htm una lunga lirica di Pablo Neruda, dedicata alla costellazione, di cui riprendiamo alcuni versi nella traduzione di Salvatore Quasimodo:
E dissi,
prendendo
la mia lira
di poeta
davanti al vento
oceanico, fra le dentate
dell’onda:
Croce
Del Sud, derelitta
nave
della mia patria,
spilla
sul petto
della turgida notte,
costellazione marina,
luce
delle case povere,
errante lucerna, rombo
di pioggia e di velluto,
capriata dell’altezza,
farfalla,
posa le quattro labbra
sulla mia fronte
sogno
e tragitto
e portami
nel tuo notturno
alle isole del cielo,
agli spioventi
dell’acqua della notte,
alla roccia
magnetica,
madre delle stelle,
al tumulto
del sole, al vecchio carro
dell’aurora
coperto di limoni.
E non mi rispose
La Croce del Sud:
proseguì, proseguì il suo viaggio
spazzata
dal vento.
Lasciai la lira
allora
da una parte,
sulla strada,
e abbracciai la mia amata;
e mentre avvicinavo
i miei occhi ai
suoi occhi,
vidi in essi,
nel loro cielo,
quattro punte
di diamante infuocato.
A cura di Paola Presciuttini