Sulla cresta dell'onda

Il criptogramma di Cristoforo Colombo (Un'ipotesi italiana)

Presunto ritratto di Colombo, di anonimo, al Palazzo Bianco di Genova

Un'ipotesi molto articolata e complessa su Una nuova interpretazione delle sigle nella firma di Cristoforo Colombo fu pubblicata da Aldo Agosto, già direttore dell'Archivio di Stato di Genova, ne La storia dei Genovesi: Atti del Convegno …sui ceti … nelle istituzioni della Repubblica di Genova, Genova, 10-12 giugno 1987.

Tale interpretazione è formulata alla luce della personalità di Colombo nel suo contesto storico. Con una clausola al proprio testamento, redatto a Siviglia il 22 febbraio 1498, egli dispone che i suoi discendenti diretti di sesso maschile adottino come propria la composizione di lettere con cui egli suole firmarsi. Tuttavia nel criptogramma non compare il cognome, che è oggetto di trasmissione ereditaria per eccellenza. E' quindi possibile che le lettere non siano da riferirsi in senso esclusivo alla persona di Colombo, quanto piuttosto ad un messaggio che egli lascia in eredità ai discendenti.

La scritta finale "Xpo FERENS" - l'equivalente greco-latino di "Cristoforo" - potrebbe significare "colui che porta a Dio"; le lettere precedenti potrebbero quindi indicare ciò che viene portato a Dio, e pertanto esprimere il compito che Colombo affida ai propri discendenti in quanto continuatori della sua opera.

Colombo è uomo di fede e crede profondamente nel disegno divino che ispira il cammino dell'uomo; nel proprio nome Cristoforo, ossia ''portatore di Cristo'', e nel cognome Colombo, che designa il simbolo dello Spirito Santo, egli vede profeticamente espresso il compito che gli è stato affidato alle luce delle Sacre Scritture, secondo le quali l'umanità procede nel compimento della propria missione evangelica attraverso una progressiva spiritualizzazione.

Pertanto crede fermamente che - sconfitti gli Infedeli, restituita Gerusalemme alla Cristianità e convertiti per sua mano gli abitanti delle Indie - le tre religioni monoteiste possano fondersi alla luce dello Spirito Santo, preannunciando la venuta di Cristo secondo le profezie.

In questa chiave di lettura, le tre " S " disposte a triangolo, come pure il triangolo della " A " centrale, potrebbero rappresentare la Trinità; le lettere della riga successiva " X M Y " indicherebbero l'obiettivo del progetto messianico, ossia i Cristiani, i Musulmani e gli Ebrei; il criptogramma potrebbe quindi essere sciolto in

Sostituendo l'ultima riga - equivalente a " Cristoforo " - con il nome di un qualsiasi discendente, il messaggio delle parole precedenti rimane inalterato.

Altro elemento significativo e coerente con questa interpretazione è che le lettere sono sette, numero certo non casuale per i suoi significati: le Sacre Scritture dicono che "sette sono i generi delle profezie e il settimo è la pienezza dello Spirito Santo". Il Sette rappresenta anche la fine dei tempi, nella suddivisione in sette ere, ossia settemila anni, della durata del mondo terreno. Sette sono anche le virtù teologali e cardinali che esprimono l'opera dello Spirito Santo per la salvezza degli uomini.

Il sette è anche ricorrente nelle vicende di Colombo: per esempio, nel 1492 si conclude la dominazione araba in Spagna con la resa di Granada; sommate le cifre di quell'anno fatidico, si ottiene 16, dove 1+6 = 7; e sette anni attende Colombo l'assenso della Corte spagnola alla sua impresa.

Sembra quindi indubbio che egli abbia voluto attribuire un preciso significato simbolico e profetico alla sua firma.