Sulla cresta dell'onda
Gli appunti seguenti offrono l'occasione per ricordare alcuni dei testi presenti nella Biblioteca dell' Istituto Idrografico della Marina, che possiede circa trecento relazioni di viaggi di esplorazione e ricerca scientifica.
monumenti a Cook New Zealand.
A sinistra, monumento a James Cook nel parco di di Victoria Square a Christchurch.
A destra, monumento nel parco di Gisborne. L'iscrizione, sotto l'intitolazione a James Cook / Captain R. N. / 1728 - 1779, recita:
A fine seaman, an outstanding captain and an honest man, Captain Cook was one of the last of the great explorer-navigators and the first of the scientific expedition leaders. After his three global voyages of 1768-71, 1772-75, 1776-79, the map of the world was substantially complete. / Here, on the 9th and 10th of Ooctober, 1769, Cook walked with men from HM Bark Endevour seeking fresh food and water. Nearby of the river rock Toka-a-Taiau, Maori chief and English captain greeted one another. When traditional challenges were misunderstood, Maori were killed, the ship sailed without provisions and thus Poverty Bay received its name. From here, the Endevour circumnavigated New Zealand and Cook plotted the first map of this country. / This meeting of the two peoples marked the beginning of the New Zealand nation.

Nello stesso parco a Gisborne, un monumento a Young Nick, "il giovane Nick" addetto alla cabina di Cook, che per prima avvistଡ terra. L'opera, dello scultore neozelandese F. Szirmay fu inaugurata il 10 Ottobre 1969, in occasioni delle celebrazioni per il bicentenario dell'impresa.
La targa: "LAND!" / This statue depicting the historic / sighting of New Zealand by / "Young Nick" / aboard Captain Cook's ship "Endevour" / 7 October 1769 / was presented by / the New Zealand Insurance / Company Limited / to the city of Gisborne / and unveiled by / His Excellency the Governor General / Sir Arthur Porritt BT. / G.C.M.G. K.C.V.O. C.B.E. / on the occasion of / the Cook bi-centenary celebrations / 10 October 1969

monumenti a Young NickFoto Trabano - Antonioli

Lo spirito di scoperta cha a lungo aveva animato le nazioni europee fino al XVII secolo e si era poi gradualmente sopito, risorse in Gran Bretagna verso la metࠤel 1700: i viaggi di esplorazione ripresero in rapida successione e "His [Majesty's] ships, after bringing back victory and conquest from every quarter of the known world, were now employed in opening friendly communications with its hitherto unexplored recesses".

Cos젮arr젼a name="nell">nell'introduzione alla relazione del suo terzo viaggio, James Cook: egli era partito una prima volta nel 1768 con la nave "Endeavour" e, non disponendo di un cronometro marino, aveva determinato le longitudini per mezzo delle distanze lunari. Fu tuttavia il primo esploratore a fare uso di effemeridi, ovvero il Nautical Almanac, pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 1767.

L'Isola Christmas, scoperta nei giorni di Natale del 1777, in una figura della relazione, corredata di carte e vedute di costa, che J. Cook pubblicࡠLondra nel 1785, intitolata A voyage to the Pacific Ocean ... in the Years 1776,1777,1778 1779 and 1780, in three volumes. Vol. I and II written by Captain James Cook, vol. III by Captain James King.

Rientrato in Patria nel luglio 1771, ne era ripartito esattamente un anno dopo con la "Resolution" e l' "Adventure" (per farvi ritorno nel luglio 1775), avendo in tale secondo viaggio sperimentato il cronometro costruito da Kendall sul modello del prototipo di Harrison.

Lo stretto di Nootka nell'isola che poi sarࠩntitolata a Vancouver, dalla relazione giࠣitata di J. Cook.

"Riscoperse" la Terra di van Diemen, ossia la Tasmania (che assunse questo nome solo intorno alla metࠤel XIX secolo), ed esplor஥l 1773 il gruppo di isole tra la Tasmania e l'Australia che presero il nome da Tobias Fourneaux, compagno di viaggio di Cook e comandante della "Resolution".

Carta di Adventure Bay in Van Diemen's Land, l'odierna Tasmania, nella relazione gi࠼a name="citata di">citata di J. Cook.

La Tasmania era stata scoperta nel 1642 da A. J. Tasman, navigatore olandese nato intorno al 1603 e morto a Batavia nel 1659, il quale aveva iniziato a navigare nel 1632 per conto della Compagnia olandese delle Indie Orientali esplorando, nel corso di un decennio, le acque pressoch頳conosciute del Mare delle Molucche.

Nel 1642 la Compagnia aveva allestito una spedizione al comando di Tasman, per definire l'estensione e la posizione della Nuova Guinea, che si supponeva fosse una propaggine della vastissima leggendaria Terra Australe, di cui la cartografia tolemaica rinascimentale aveva riproposto l'esistenza.

La spedizione era partita da Giava nell'agosto di quell'anno e, navigando nell'Oceano Indiano verso Sud e poi a Est, aveva raggiunto una terra alla quale era stato dato il nome di A. Van Diemen, governatore della Compagnia. Procedendo a Nord, gli esploratori avevano costeggiato la Nuova Zelanda ed erano giunti in vista delle Tonga da dove, volta la prora verso Nord-Ovest, erano passati a settentrione della Papuasia per fare ritorno a Giava nel giugno del 1643.

Era stata un'impresa memorabile che, seppure non aveva definito la posizione della Papuasia e delle isole circostanti, aveva rivelato luoghi sin allora solo immaginati e aveva suggerito la distribuzione delle terre e dei mari nell'Oceano australe. La regione fu tuttavia dimenticata dagli Europei per oltre un secolo, fin quando non fu "riscoperta" da James Cook.

Il suo terzo viaggio inizi஥l luglio 1776 e fu descritto nella relazione in tre volumi, corredata di carte e vedute di costa, che J. Cook pubblicࡠLondra nel 1785, intitolata A voyage to the Pacific Ocean undertaken by the command of His Majesty, for making Discoveries in the Northern Hemisphere. Performed under the Direction of Captains Cook, Clerke, and Gore, in His Majesty's Ships the Resolution and Discovery in the Years 1776,1777,1778 1779 and 1780, in three volumes. Vol. I and II written by Captain James Cook, vol. III by Captain James King.

L'opera, seppur priva delle carte e delle figure, 蠣onservata presso la Biblioteca dell'Istituto Idrografico della Marina.

All'inizio del XVIII secolo l'Inghilterra e la Francia erano impegnate nella soluzione del problema della determinazione della longitudine: in Inghilterra con il Longitude Act del 1714 fu istituito un premio cospicuo per chi avesse trovato la soluzione, ma giࠡlla fine del Cinquecento Filippo III di Spagna aveva previsto un analogo premio che non fu assegnato, ritenendosi il telescopio inventato da Galileo nel 1606 inidoneo all'uso di bordo.

I naviganti si servivano pertanto delle distanze lunari, metodo elaborato alla fine del XV secolo, e sicuramente impiegato da Amerigo Vespucci nel 1497 e dai successivi esploratori fino a James Cook, nella seconda metࠤel Settecento.

Altro metodo in uso nel Settecento si fondava sulle applicazioni pratiche degli studi su Giove e i suoi satelliti, iniziati da Galileo e definitivamente affinati da Gian (Gio) Domenico Cassini, originario di Perinaldo (Imperia) e poi chiamato a Parigi da Colbert, affinch頤irigesse e potenziasse l'Osservatorio astronomico di Francia.

Era quindi evidente da tempo la necessitࠤi un cronometro marino che, regolato sull'ora di un meridiano di riferimento, consentisse la determinazione della longitudine attraverso il confronto con il tempo locale ricavato da osservazioni astronomiche.

Nel 1735 John Harrison presentࡠLondra il suo primo cronometro, che fu perfezionato negli anni successivi, dopo alcune sperimentazioni in navigazione. In Francia analoghe ricerche venivano condotte da studiosi diversi, finch頩l francese Pierre Le Roy e lo svizzero Ferdinand Berthaud a loro volta presentarono due cronometri che furono sperimentati con successo nel 1767.

Per consacrarne definitivamente l'impiego generale, l'anno successivo fu armata in Francia la fregata "Enjou饦quot; al comando del capitano di vascello De Tronjoly, che raggiunse Terranova e poi l'Africa, la Spagna e il Portogallo, sulla quale imbarcarono lo stesso Le Roy - affinch頲egolasse i suoi cronometri - e l'astronomo Cesare Francesco Cassini, perch頮e verificasse l'efficacia attraverso osservazioni astronomiche.

Al ritorno dalla spedizione questi pubblic੬ resoconto - denso di informazioni nautiche e geografiche - dal titolo Voyage / fait par ordre du Roi / en 1768, / pour 鰲ouver les montres marines invent饳 par M. le Roy, / par M. Cassini, Fils. / Avec le M魯ire / sur la meilleure mani貥 / de Mesurer le tems en mer, / Qui ࠲emport頬e prix double en jugement de l'Acad魩e / Royale des Sciences. / Contenant la description de la montre ࠬongitudes, pr鳥nt饠/ ࠓa Majest頬a 5 Ao౷66. / Par M. Le Roy l'a, Horloger du Roi / a Paris, Rue Dauphine, / Chez Charles-Antoine Jombert, Libraire du Roi pour / l'Artillerie & le Genie, ࠬ'image Notre-Dame. / M.DCC.LXX. / Avec approbation et privilege du Roi.

Durante il viaggio di ritorno lungo le coste africane sull'Atlantico, l' "Enjou饦quot; fece scalo nel porto marocchino di Sal鬠di cui Cassini disegn൮a veduta descrivendone i monumenti e le usanze locali.

William Bligh, futuro comandante del "Bounty" - nato in Cornovaglia nel 1753 e morto a Londra nel 1817 - accompagnʡmes Cook nel terzo viaggio nel Pacifico, con le navi "Adventure" e "Resolution", come ufficiale di rotta di quest'ultima, sulla quale era imbarcato anche il giovanissimo George Vancouver. Bligh partecipథrtanto al rilevamento della Tasmania, di cui redasse diverse carte, e poi dello Stretto di Bering.

Successivamente fu incaricato di importare l'albero del pane dalle isole del Pacifico alle Indie Occidentali con il "Bounty", le cui sorti sono state immortalate dalla letteratura, ma ritent࣯n successo di l젡 poco con la "Providence". Lo accompagnava Matthew Flinders al suo primo imbarco che, all'inizio dell'Ottocento, complet੬ rilevamento e l'esplorazione della Tasmania.

Abbandonato in mare su una scialuppa dagli ammutinati del "Bounty", nel 1788 Bligh scopr젱4 minuscole isole disabitate, dalla superficie complessiva di 14 Kmq, in lat. 47妣39; S e long.179嬠alle quali attribu젩l nome della nave perduta. Dopo una navigazione di circa 4000 miglia in pieno Oceano, raggiunse Timor e fu poi portato in salvo con i compagni da una nave britannica.


Nove degli ammutinati del "Bounty" che, il 28 aprile 1789, comandati da Christian Fletcher, avevano deposto il comandante William Bligh, trovarono rifugio nell' isola di Pitcairn, in prossimitࠤel Tropico del Capricorno in lat. 25㦣39;47"S e long. 130榣39;10"W. Gli altri ammutinati, invece, tornarono a Tahiti, dove qualche anno pi䡲di furono catturati, deportati in Patria e condannati a morte, salvo i nove che si erano resi autonomi nell'isoletta di Pitcairn, fondandovi una piccola colonia con le proprie compagne polinesiane. L'insediamento fu scoperto nel 1808, ma giࠡllora era sopravvissuto solo John Adams, che il Comandante Beechey ritrov젯rmai ultrasessantenne, nel 1826. Egli fece infatti sosta a Pitcairn nel suo viaggio verso la Siberia, dove si sarebbe riunito con Franklin e Parry, se essi fossero riusciti a trovare il passaggio dall'Atlantico verso il Pacifico attraverso il Mare Artico.

L'isola di Pitcairn, in un rilievo del comandante Beechey (1826), conservato dal UK Hydrographic Office e pubblicato in Coste del Mondo nella cartografia europea 1500-1900, di Paola Presciuttini (Priuli & Verlucca, editori, 2000).

Il secolo XVIII si distingue per il numero di grandi spedizioni transoceaniche volte alla ricerca scientifica e all'esplorazione sistematica del territorio, cui si univano studiosi di discipline diverse e artisti provetti con il compito di raffigurare i luoghi visitati.

Dopo la risonanza delle esplorazioni di Luis Antoine de Bougainville (1767-69), di Cesare Francesco Cassini (1768), e di James Cook in tre diverse occasioni tra il 1768 e il 1780, Jean Fran篩s de Galaup de la P鲯use, ebbe da Luigi XVI l'incarico di completare l'esplorazione del Pacifico. Part젰ertanto da Brest il 1᧯sto 1785 con due navi - " La Boussole" , comandata personalmente da La P鲯use, e " L'Astrolabe" , al comando di Paul Fleuriot de Langue - e alcuni scienziati.

La sua spedizione aveva anche lo scopo di trovare un passaggio tra il Pacifico e l'Atlantico, attraverso le sconosciute terre dell'America settentrionale. La spedizione doppiథrtanto Capo Horn, raggiunse e cartografଦ#39;Isola di Pasqua, e poi toccଦ#39;isola di Mow饠nelle Sandwich. Risalito il Pacifico, nel giugno del 1786 la spedizione costeggiଦ#39;America settentrionale e arriv੮ Alaska, senza tuttavia trovare il passaggio. Dopo aver esplorato le coste della California, La P鲯use attraversଦ#39;Oceano e, all'inizio dell'anno successivo, raggiunse le Filippine e visit͡nila.

Prosegu젼a name="poi verso">poi verso il Giappone e arriv࡬la penisola di Kamchatka, da dove Jean de Lesseps rientr੮ Patria via terra, portando con s頩 resoconti del viaggio e materiale cartografico. Fu una fortunata decisione grazie alla quale furono salvati documenti preziosi che sarebbero altrimenti andati perduti. Infatti, dopo aver visitato le Samoa e le Tonga, la Spedizione raggiunse l'Australia e poi non diede piizie di s麠l'ultima traccia di La P鲯use e dei suoi compagni 蠵na lettera scritta all'inizio del febbraio 1788. Nel 1827 Jules-S颡stien Dumont D'Urville, nel corso della sua seconda spedizione scientifica nel continente australe a bordo della " Coquille" , ritenne di aver trovato i resti del naufragio a Vanikoro, nelle isole di Santa Cruz, gi࠳egnalati da P. Dillon.

Nel 1797 L. M. A. D. Millet-Mureau pubblicଡ relazione del Voyage de la P鲯use atour du monde in 4 volumi e un atlante di 69 tra carte nautiche e vedute, da cui sono tratte le seguenti.

(Livorno, Accademia Navale)

L'isola di Mow饠nelle Sandwich.
Nel giugno del 1786 La Perouse costeggiଦ#39;America settentrionale, dove fu disegnata una veduta del " Porto dei Francesi" .
Dopo aver esplorato le coste della California, La Perouse raggiunse le Filippine e visit͡nila.

George Vancouver (1757-1798), aveva imparato l'arte del rilievo idrografico fin dal 1772 quando ancora adolescente, all'inizio della sua carriera nella Royal Navy, aveva accompagnato James Cook e William Bligh negli ultimi due viaggi di esplorazione nel Pacifico. Agli inizi degli anni Ottanta fu assegnato al servizio idrografico nelle Indie Occidentali e, nel 1791, effettu੬ suo memorabile viaggio di circumnavigazione e di ricerca, lungo le coste americane nord-occidentali, del passaggio di Nord-Est.

Villaggi indiani nel Bute's Canal , dalla relazione di George Vancouver, intitolata A voyage of discovery to the North Pacific Ocean, and round the world ... performed in the years 1790-1795, pubblicata nel 1798.

Nel 1791 si recథrtanto in America settentrionale a prendere possesso di Nootka, nell'odierna isola di Vancouver, concessa all'Inghilterra dagli Spagnoli, allo stesso tempo effettuando una ricognizione della costa, in cerca di un passaggio verso la Baia di Hudson.

Lasciata pertanto l'Inghilterra il 1ᰲile 1791, le navi " Chatman" e "Discovery" doppiarono il Capo di Buona Speranza e poi visitarono la Nuova Zelanda e le Hawaii. Un anno dopo erano sulla costa nord-occidentale americana, che esplorarono accuratamente nella sua intricata morfologia, da circa 39঩no a 52젥 poi fecero sosta nello stretto di Nootka nel settembre 1792 per formalizzare le trattative di cessione da parte degli Spagnoli.

La baia "Friendly Cove" nel canale di Nootka, dalla relazione citata di George Vancouver.

Nel 1788, pertanto, egli si trovava in Jamaica, al comando della nave "Europe" di cui era Secondo Joshua Whidbey. In quell'occasione fu approntata una dettagliata carta di Kingston, disegnata da J. Baker. Vi compaiono numerose informazioni nautiche e fitti scandagli, minuziose vedute di costa, corredate di legenda in alto a destra, che di ciascuna descrive fortificazioni, difese costiere e altri punti cospicui. Nella legenda a sinistra compaiono invece annotazioni esplicative sulla natura dei rilievi perch頭 scrive l'Autore sulla carta - "When a survey of a Coast or Harbour is made it is necessary to mention on what principles that Survey is taken, that the Mariner may be a Judge, what Confidence he can repose in its Authority".

Successivamente, in due diverse occasioni, Vancouver e i suoi compagni effettuarono anche una ricognizione delle Hawaii di cui sembra che ottenessero la sottomissione alla Corona inglese, da quest'ultima peraltro mai rivendicata. Rientrati a Nootka, nel 1793 completarono l'esplorazione dell'isola, che venne dedicata a George Vancouver quasi un secolo dopo: dopo la sua memorabile impresa, infatti quelle terre furono dimenticate dagli Europei fino alla metࠤell'Ottocento, quando vennero date in concessione alla Hudson's Bay Company, per essere poi integrate nella Columbia britannica nel 1866.

La "Discovery" incagliata nel canale della Regina Charlotte, dalla relazione citata di George Vancouver.

Nel 1793, dunque, la Spedizione esplorॠnavig੠fitti stretti canali che frastagliano le coste dell'isola. Accertata l'inesistenza di una via d'acqua dal Pacifico alla Baia di Hudson, la Spedizione prese la rotta del ritorno, per Capo Horn e Sant'Elena, e fece rientro in patria alla fine del mese di ottobre 1794.

Porto Townshend, nel golfo della Georgia, dalla relazione citata di George Vancouver.

Prima di completare il resoconto di quello che fu un viaggio di circumnavigazione tra i piᲤiti del tempo, Vancouver mor젮el maggio 1798, e la pubblicazione fu portata a compimento dal fratello John con la collaborazione di Peter Puget - comandante della "Chatman" - nel 1798 a Londra, con il titolo di A voyage of discovery to the North Pacific Ocean, and round the world; in which the coast of North-West America has been carefully examined and accurately surveyed. Undertaken by His Majesty's command, principally with a view to ascertain the existence of any navigable communication between the North Pacific and North Atlantic Oceans; and performed in the years 1790-1795, in the Discovery Sloop of War, and Armed Tender Chatman, under the command of George Vancouver.


La grande spedizione con cui si concluse il Secolo dei Lumi fu quella di Alessandro Malaspina: nato a Mulazzo in Lunigiana nel 1754 e morto a Pontremoli nel 1810, egli segu젳tudi adeguati al suo rango a Palermo, e poi entr஥lla Real Armada spagnola dove comp젵na rapida carriera.

Dopo aver effettuato una circumnavigazione del globo a bordo della fregata "Astrea" nel 1786-88 per conto della Compagnia delle Filippine, convinse il Governo spagnolo ad allestire una spedizione scientifica intorno al mondo, alla stregua delle analoghe imprese francesi e inglesi.

Part젤a Cadice il 30 luglio 1789 con la "Descubierta" e la "Atrevida", appositamente costruite, e fece vela per le Canarie, Trinidad e l'Argentina, dove effettu੬ rilievo delle principali cittଠdell'estuario della Plata e della Patagonia. Doppiato il Capo Horn, raggiunse il Cile e il Perॲ costeggiare fino all'America centrale e al Messico, dovunque eseguendo osservazioni scientifiche e rilievi che si tradussero in ben 94 carte e disegni a vista. Dopo aver raggiunto ed esplorato l'Oceania torn੮ Perॠfece poi ritorno in Patria nel 1794, dopo cinque anni di navigazione, venendo di l젡 poco imprigionato per ragioni di natura politica.

Fu liberato nel 1802 per interessamento di Napoleone, ma i risultati scientifici della spedizione andarono in gran parte perduti, e furono parzialmente pubblicati solo nella seconda metࠤel 1800. Parimenti andarono disperse le carte con i relativi disegni, di cui un numero modesto fu riunito da M. Fernᮤez de Navarrete a Madrid, negli archivi della Direccie Hidrograf�prima e, successivamente, nel Museo Naval.

Vista de Buenos Ayres desde el Rio.
Disegno in inchiostro e acquerello seppia, mm. 662 x 335, di Fernando Brambilla.
(Madrid, Museo Naval)

Approfondimenti possibili presso il Centro di Studi Malaspiniani, consultabile in rete alla pagina
http://biblioteca.comune.massa.ms.it/biblioteche/malaspiniani.html


Dopo la scoperta, nel 1642, dovettero passare pi䩠150 anni prima che le coste del continente australe risvegliassero l'interesse degli Europei: avendo perduto le colonie americane, l'Inghilterra cercava nuove aree di conquista e, dopo i resoconti favorevoli di James Cook, nel 1788 invi੠primi coloni che, in questo caso, furono deportati d'ambo i sessi, ai quali si proponeva quell'avventura in alternativa alla prigionia in Patria. Nel 1795 Matthew Flinders fu designato a completare la ricognizione del New Galles, a bordo della "Reliance", e vi torn஥l 1801 con l'"Investigator" - sulla quale era al suo primo imbarco John Franklin - portando a termine il rilevamento dell'isola ed effettuandone l'intera circumnavigazione. A Flinders si attribuisce il merito di avere scoperto il metodo per correggere la deviazione della bussola sulle navi in ferro, peraltro fenomeno gi࠮oto sin dal XVII secolo. Nel 1803 alle isole Mauritius fu imprigionato dai Francesi, in guerra con l'Inghilterra, e non fece ritorno in Patria che nel 1810, pubblicando il resoconto della sua navigazione - A voyage to Terra Australis - nel 1814.

Port Bowen, Australia, come apparve a Matthew Flinders il 24 agosto 1802. L'originale si trova presso la Birmingham Central Library ed 蠳tato pubblicato in Coste del Mondo nella cartografia europea 1500-1900 cit.

Spedizione "Challenger" 1872 - 76.

La Gran Bretagna aveva avviato un programma di esplorazione oceanica sistematica fin dal 1868, prima con la nave "Lightning" e poi con la "Porcupine" nel 1870, che avevano effettuato crociere brevi eppur tanto dense di preziose osservazioni scientifiche, da indurre il Governo britannico a varare un progetto di ricerca multidisciplinare molto pi᭢izioso.

Fu pertanto allestita la celeberrima spedizione pluriennale della Corvetta "Challenger" di 2000 tonn., appositamente attrezzata con laboratori e strumentazione la pi㯦isticata. La nave fu posta sotto il comando del capitano di vascello George S. Nares mentre la direzione scientifica venne affidata al prof. Wyville Thomson, ed effettu൮ viaggio intorno al mondo - iniziato a Sheerness il 15 novembre 1872 e concluso quattro anni pi䡲di - che attravers৬i oceani dalle isole atlantiche all'Africa, dalle Americhe all'Asia, dall'Oceania fino all'Antartide, ovunque effettuando scandagliamenti, campionature, osservazioni oceanografiche, climatologiche e naturalistiche.

Tra le numerose avventure narrate, ricordiamo un episodio che ci riporta alle letture giovanili; Cumberland Bay, nella solitaria isola di Juan Fernandez del Cile, venne raggiunta nel novembre 1875. l'equipaggio della nave trov젩n una gola profonda a 700 m sul mare, la seguente iscrizione su una lamiera di ferro deposta nel 1868 dalla nave da guerra inglese "Topaze":

IN MEMORY OF
ALEXANDER SELKIRK MARINER
A NATIVE OF LAGOS IN THE COUNTY OF FIFE, SCOTLAND,
WHO WAS ON THIS ISLAND IN COMPLETE SOLITUDE
FOR FOUR YEARS AND FOUR MONTHS
HE WAS LANDED FROM THE CINQUE PORTS GALLEY, 96 TONS
16 GUNS A.D. 1704 AND WAS TAKEN OFF IN THE
DUKE PRIVATEER, 12 FEB. 1709.
HE DIED LOEUTENANT ON THE WEYMOUTH A.D. 1723
AGED 47 YEARS
-------
THIS TABLET IS ERECTED NEAR SELKIRK'S LOOK OUT BY
COMMODORE POWELL AND OFFICERS
OF H.M.S. TOPAZE A.D. 1868

A. Selkirk fu sbarcato sull'isola dalla nave su cui serviva come pilota. Quattro anni dopo fu raccolto dal "Topaze", che per caso incrociava in quelle acque; al ritorno in Inghilterra, raccontଥ proprie peripezie al celebre romanziere Daniel Defoe, che da esse trasse spunto per scrivere il romanzo Robinson Crusoe.

Tra i numerosi resoconti della Spedizione Challenger (consultabili presso la Biblioteca dell' Istituto Idrografico della Marina), avvincente nell' incalzante descrizione di storia, costume e caratteristiche ambientali 蠬a narrazione di W. J. J. Spry, ufficiale della Royal Navy, intitolata Cruise of Her Majesty's Ship "Challenger". Voyages over many seas, scenes in many lands, pubblicato a Londra nel 1877.


Le navi della M.M. venivano in passato sistematicamente inviate - nell'ambito della loro attivitࠤi addestramento - a mostrare la bandiera in luoghi remoti a tutela delle comunitࠩtaliane, soprattutto dove non esistevano rappresentanze diplomatiche nazionali, e ad aprire la strada a successive iniziative di ordine politico-coloniale e commerciale.

La spedizione della "Governolo" alla quale partecip࡮che Giacomo Bove, fu tra le prime rivolte a questi fini nell'Estremo Oriente; 蠡mpiamente documentata nel 1毬ume della Storia della campagne oceaniche della Marina Militare, edita in 4 volumi dall' Ufficio Storico della Marina tra il 1936 e il 1960, e ristampata nel 1992.


Il prof. Puddinu, dell'Universitࠤi Sassari, ha rinvenuto e pubblicato nel 1998 il diario scritto di pugno da Giacomo Bove, che racconta le vicende della "Governolo" nell'Estremo Oriente.


Un nuovo sito dedicato alla cultura del mare (2009):

Il sito www.diaridibordo.it 蠮ato per raccogliere il maggior numero di documenti relativi a questo genere letterario, documento di viaggio, strumento di navigazione o che dir si voglia. Insieme a tutti coloro che vorranno collaborare inviando il proprio diario di bordo o quello di una persona vicina, si puডr diventare questo sito un punto d'incontro di appassionati di navigazione o semplicemente di letteratura di viaggio.

Per inviare un diario di bordo:

1) Diari in formato digitale: potete inviare alla mail info@diaridibordo.it un allegato in formato word del diario, con l'immagine che vorreste associarvi. Da aggiungere, sempre in allegato, la seguente scheda d'accompagnamento scheda d'accompagnamento

2) Diari in formato cartaceo: potete spedire il plico alla Biblioteca dell'Istituto Tecnico Nautico di La Maddalena (che si 蠧entilmente offerto di ospitare il diari creando una sezione dedicata, aperta al pubblico). Indirizzo : Biblioteca Scolastica, Daniele Castiglia, Ist. Tec. Nautico "D. Millelire", via Terralugiana 1, 07024, La Maddalena (OT). Da aggiungere, sempre in allegato, la seguente scheda d'accompagnamento

In ogni caso sarࠩnviata una ricevuta attestante la ricezione del diario inviato.


Al sito www.girodelmondofresi.com:80 il resoconto di uno straordinario viaggio a vela intorno al mondo, senza scalo (2008-2009), della durata di oltre 213 giorni, di Piero e suo figlio Vittorio.