Sulla cresta dell'onda

L'amica Cristiana S., non disponendo di un' e-mail, aveva lasciato in "Bacheca" una richiesta di notizie urgenti sull'isola di Sant'Elena.

La Lettrice avrà certamente letto il nostro brano, che tuttavia riteniamo utile lasciare a disposizione di eventuali altri Lettori.


Sant'Elena, isola vulcanica di 122 kmq, con circa 7000 abitanti, prevalentemente di colore e mulatti. E' situata nell'Atlantico centro-meridionale a circa 1900 km dalla costa africana, 15° 55' lat. S e a 5° 42' long. O. La sua estensione maggiore in lunghezza, da sud-ovest a nord-est, è di circa 16 km., mentre la sua massima larghezza è di 13 km.

Attualmente essa consiste nella metà del vasto cratere di un vulcano estinto da lungo tempo, e il bordo del cratere forma - sulle coste orientali, settentrionali e occidentali - delle scogliere alte da 140 m. a più di 600 m. L'orlo meridionale del cratere è sprofondato e la costa meridionale è pressappoco il centro della probabile circonferenza dell'orlo del vulcano. Il punto più elevato dell'isola è il Diana's Peak, 824 m.

Dagli alti bordi del cratere si aprono verso il mare delle vallate strette e profonde e vi sono numerose sorgenti d'acqua. La superficie del suolo ha subito un grande denudamento: gli elementi più teneri della roccia sono stati trasportati via, lasciando talvolta dei pinnacoli pittoreschi. La valle principale porta per una via lunga 2,5 km a Jamestown, il capoluogo, sulla costa settentrionale, dove si trova la rada principale dell'isola. Entro il bordo del cratere sono situati Longwood, dove visse dal 1815 e morì nel 1821 Napoleone, e le Deadwood Plains, circa 500 m. sopra il livello del mare.

Gli alisei di sud-est e la fresca corrente dell'Atlantico meridionale, che si dirige verso nord, procurano all'isola un clima fresco e salubre, con temperature a Jamestown, da 20° a 29° in estate, e da 14° a poco più di 20° in inverno, e una piovosità normale, ma assai variabile. Sugli altipiani le temperature sono ovviamente più basse.

Le scogliere e le coste hanno grandi distese nude; le zone più basse nell'interno sono largamente ricoperte da piante importate, ma la parte centrale conserva ancora nella sua flora elementi indigeni caratteristici. Le formiche bianche, che vi furono importate, e i topi, anch'essi di importazione, sono una rovina. Un uccello, Aegialitis Sanctae Helenae, è peculiare all'isola, come pure parecchi pesci delle acque costiere.

Fu scoperta dal portoghese Joao da Nova nel 1502: era disabitata ma nel 1513 fu popolata dai disertori della spedizione di Albuquerque. Nel 1645 fu occupata dagli Olandesi, nel 1655 se ne impadronirono gli Inglesi ai quali ne fu riconosciuto il possesso nel 1673. Nel 1676 vi osservò il passaggio di Mercurio l'astronomo Halley dal monte (741 m.) che da lui prese il nome. Nel 1836 visitò l'isola C. Darwin, imbarcato sulla "Beagle". Nel 1840 vi effettuò determinazioni magnetiche il Sabine.

Durante il periodo della vela fu molto importante come base di rifornimento di cibo e acqua per le navi che andavano o tornavano dall'Oriente; con l'avvento della navigazione a vapore ha perduto d'importanza, ma serve ancora come base di carbonamento. L'isola dipende dalla Gran Bretagna e ospita un vescovado anglicano e una base militare. Sono dipendenze di Sant'Elena 1) l'isola vulcanica Ascension di 88 kmq; 2) il gruppo di Tristan da Cunha, 98 kmq, e gli isolotti disabitati Inaccessible, 10 kmq, Nightingale, 2 kmq, e Gough, 75 kmq.