Sulla cresta dell'onda
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Mezzi navali

(Dalla collezione di Ernesto B.)

Nel 1977 le Poste Italiane iniziarono l'emissione delle serie dedicate alle "Costruzioni navali italiane", con quattro esemplari del valore di L.170 ciascuno, da completare nell'arco di quattro anni.

Il tema fu proposto dall'allora "Ufficio Documentazione e Propaganda" dello Stato Maggiore della Marina, che si avvalse, per i bozzetti, dell'opera di Franco Gay, allora Capitano di Fregata (CM), redattore della Rivista Marittima e valentissimo disegnatore, nonché studioso di storia navale.

L'incisione è di Giorgio Toffoletti, del Centro Filatelico del Poligrafico di Stato.

Il Ferdinando I° era un piroscafo a ruote di 115 t di stazza, con scafo in legno, attrezzato a nave goletta con alta ciminiera, in grado di raggiungere la velocità massima di 6 nodi.
Fu costruito nel 1818 dalla "Compagnia Privilegiata per l'introduzione della navigazione a vapore nel Regno delle Due Sicilie", istituita per iniziativa del Re Ferdinando.
La motonave "Saturnia"fu costruita a Monfalcone per la Cosulich - Società di Navigazione Triestina nel 1925.
Aveva dislocamento di 24,346 tsl, dimensioni di m 192,5x24,3x8,6 e velocità massima di 21 nodi.
Ebbe vita lunga e intensa: fino allo scoppio della guerra prestò servizio sulla rotta Trieste-Nord America; durante il conflitto fu adibita al rimpatrio dei cittadini italiani residenti in Africa Orientale, all'addestramento degli Allievi dell'Accademia, al trasporto truppe della Marina statunitense; fu poi adattata a nave ospedale nel 1945, per riprendere con il trasporto truppe fino al 1946. L'anno successivo tornò al primitivo servizio sulla rotta Trieste-New York, prima della demolizione nel 1966. Effettuò anche il servizio postale e quindi esistono annulli e cartoline ad essa collegate.
Pirocorvetta "Caracciolo" a elica con scafo in legno, costruita a Castellammare di Stabia tra il 1865 e il 1870. Dislocamento t 1578/1660, dimensioni m 64,30x10,94x509, armata con sei cannoni. Prestò essenzialmente servizio in Sud America come nave stazionaria nel Rio della Plata, prima di compiere una campagna di circumnavigazione di tre anni. Successivamente effettuò cinque campagne d'istruzione per gli Allievi dell'Accademia e poi fu trasformata in nave scuola. Fu radiata nel 1907.
Cannoniera aliscafo "Sparviero" dalle altissime prestazioni di velocità, armata con cannone e sistema missilistico. Dislocamento 63 t, dimensioni m 24,6x12,1x1,5, velocità massima 50 nodi.

Nel 1978 la seconda emissione, di quattro fracobolli da L.170, dedicata alle navi "Fortuna", "Brin, "Lupo" e "Africa".

Il brigantino ligure "Fortuna", XIX secolo.

La corazzata "Benedetto Brin", dislocamento t 13 427, fu costruita nel cantiere di Castellammare di Stabia, e fu varata il 7 novembre 1901, madrina la Regina. Fu radiata nel 1915.

La fregata lanciamissili "Lupo F 564", classe "Lupo", dislocamento t 2400, impostata nel 1974 presso i Cantieri C.R.R.T. di Riva Trigoso, e varata nel 1976

La nave portacontainer "Africa"


Nel 1979 la terza emissione, di quattro fracobolli da L.170, la corazzata "Dandolo", la nave "Cosmos", il traghetto "Elettra" e il sommergibile "Fecia di Cossato".

La corazzata a torri "Dandolo" - classe "Duilio", dislocamento t 12,265, costruita presso l'Arsenale militare a La Spezia, impostata nel 1873 e varata nel 1878, poi radiata nel 1920 - riscosse, con le unità della stessa classe "Duilio", "Italia e "Lepanto", l'ammirazione di Garibaldi che da Caprera così scrisse il 27 febbraio 1880:

Da Antonio Gallizioli, Cronistoria del naviglio nazionale da guerra (1860-1906), Milano 1906

La nave "Cosmos", 1845-1879

Il traghetto "Deledda": francobollo commemorativo emesso per il varo della seconda serie delle navi classe Poeta della Tirrenia Navigazione S.p.A. (Grazie al cap. G. Galatola delle precisazioni).
Il sommergibile " Fecia di Cossato S 519 " Classe "Sauro I serie" Fincantieri S.p.A. - Monfalcone / Dislocamenti: 1.456 t. (sup.) / 1.630 t. (imm.) / Dimensioni: 63,8 x 6,8 x 5,7 m
La storia della M. O. Carlo Fecia di Cossato che ha dato il suo nome all'unità alla pagina a lui dedicata nel sito della Marina Militare.

Nel 1980 la quarta emissione, di quattro francobolli da L.200: "Italia", "Gabbiano", "Castoro" e "Audace", quest'ultima unità qui non rappresentata.

La nave a palo "Italia" fu varata nel 1903 nel cantiere del Muggiano a La Spezia, ed è stata l'ultima grande nave a vela italiana, tra le più avanzate costruzioni veliche italiane. Fu adibita al trasporto di merci dalle Americhe, fino a quando non naufragò per le avverse condizioni meteomarine sulle coste cilene nel 1908.
La corvetta antisom "Gabbiano" fu costruita nel 1942, prima nave del suo tipo ad essere consegnata alla Marina Militare. Durante il conflitto effettuò oltre cento missioni e raggiunse il record delle miglia percorse in guerra. Successivamente fu adibita alla Scuola Comando e fu radiata nel 1971.
La nave "Castoro" è stata la prima posatubi in grado di operare oltre i 600 metri di profondità, per la ricerca petrolifera in alti fondali. Fu costruita nei Cantieri San Marco di Trieste e ha uno scafo non comune, costituito da due corpi tipo catamarano semisommergibili, su cui poggia la piattaforma di lavoro, sorretta in superficie da due coppie di torrioni.
Dislocamento t 30.000/41.500, dimensioni m 151,80x70,50, velocità massima 7,5 nodi. E' in grado di operare in condizioni meteo marine fortemente avverse, e comunque di restare ancorata in situ anche quando si rende necessario rilasciare la condotta sul fondo, il che accorcia i tempi di inattività. E' inoltre dotata di un sistema di controllo della navigazione avanzato, che le consente di seguire il percorso designato con scarti di pochi metri.

Collezionare i francobolli italiani, alla pagina apposita delle Poste italiane

L'origine del francobollo in Italia e un'antologia degli errori filatelici in www.lafilatelia.it

I francobolli suddivisi per valore facciale al sito www.ibolli.it


Per conoscere la storia delle navi della Marina Militare, dei comandanti in carica, di Unità precedenti con lo stesso nome, e dei personaggi cui alcune sono intitolate, visitare il sito www.marina.difesa.it