Sulla cresta dell'onda

Abbiamo recentemente ricevuto richieste di notizie su graffiti e incisioni a sfondo navale. Riteniamo pertanto utile segnalare alcuni siti web e pubblicazioni che trattano di quest'argomento.

Nel web:

ArchArt immagini di archeologia & arte - archivio fotografico online - espone i graffiti navali nell' abbazia di Montmajour in Francia.
http://marine.antique.free.fr/navitgr01.php riproduce e commenta i graffiti navali di Pompei
http://www.romaeterna.org dedica una pagina alle navi romane e ai bassorilievi della Colonna Traiana a Roma.
Il Gruppo Archeologico Pisano, tra le svariate iniziative, ha messo in rete una Mostra virtuale dal titolo: "Le raffigurazioni di navi nelle incisioni e nei graffiti antichi", articolata in diverse pagine, che illustrano graffiti e bassorilievi in località diverse: Alba Fucente (Lago Fucino), Genova, Lucca, Ostia (qui di fianco un esempio), Pisa, Pompei, Santa Severa (RM), e all'estero, in Belgio, Francia, Scandinavia.
Il nostro sito, alla pagina dedicata alla torre di Diano Calderina, ha riprodotto il graffito tuttora esistente sulla parete esterna della torre, e la fotografia di un graffito sulla parete interna, oggi perduto con il crollo parziale della torre.
All'ulteriore pagina dedicata a Siracusa, si trova un graffito sulla tomba del vescovo Siracosio, che rappresenta una nave unita a numerosi simboli legati al significato cristiano della vita e della morte.

Pubblicazioni:

Gay Franco (a cura di),
Atti del convegno sulle poliremi dell'Antichità, Roma, 1-2 dicembre 1989, Rivista Marittima 1990, 144 p., ill., in Rivista Marittima 1990
Il convegno si è tenuto a Palazzo Marina, per iniziativa dello Stato Maggiore della Marina, ed è scaturito dall'interesse manifestato dai Lettori della Rivista per la ricostruzione di una triera ateniese del V o IV sec. a. C., finalmente varata al Pireo nel 1987, di cui la Rivista stessa aveva dato notizia.
La pubblicazione ripercorre le fasi della controversa ricostruzione e delle prove in mare, con ampio dibattito sulle caratteristiche tecniche e ricca documentazione fotografica di reperti archeologici: dai bassorilievi della Colonna Traiana a Roma al bassorilievo Lenormant sull'Acropoli di Atene, ai graffiti di Alba Fucente (presso il Lago Fucino) e di Delo, allo sperone di nave da guerra greca rinvenuto ad Haifa, ad affreschi e disegni, alle decorazioni su vasi dei sec. VII-V a. C., a frammenti di bassorilievi variamente collocati.
La pubblicazione è reperibile presso le Biblioteche della Forza Armata e le principali Biblioteche pubbliche.
Gaggia Fabio, Gavazzi Carlo, Manuele Pierangelo,
Navi scolpite sulle Alpi: le imbarcazioni nelle incisioni rupestri alpine, supplemento novembre 2001 alla Rivista Marittima, p. 48, 102 figure.
La pubblicazione descrive e illustra con disegni le incisioni del Finalese (Liguria), del Monte Bego, del Mont Agel (Principato di Monaco), del Monte Musiné (Torino), della Val Camonica, del Monte Baldo (Lago di Garda); accenna a graffiti su edifici italiani e stranieri; e offre una ricca bibliografia.
La data, al centro della fotografia
I graffiti nel loro insieme
Nel particolare si distingue una galea

Sulla Rivista Martittima di marzo 1992, p. 89-92, è apparso un articolo di Pietro Loi che descrive i graffiti di Capo Mortola, sulla Riviera ligure di ponente.

Riassumiamo l'articolo, che illustriamo con fotografie nostre dalle quali, a distanza di pochi anni, i graffiti appaiono meno leggibili rispetto alle fotografie pubblicate nell'articolo:

La Via Romana, aperta nel 13 a.C. con il nome di Julia Augusta, poi denominata via Aurelia, si sviluppa per un tratto rettilineo sul capo Mortola, costeggiando Villa Hambury. In passato, in particolare nel Cinquecento, fu luogo di transito di illustri personaggi e teatro di scontri navali.

Nel 1511, dopo la confisca di una nave monegasca da parte di Firenze, Monaco inviò Antonio Lanteri - genovese, amico dei Grimaldi - in ambasceria a Firenze, mentre quest'ultima assegnava analogo incarico a Nicolò Machiavelli: i due si incontrarono proprio a capo Mortola per concordare un trattato di libera navigazione con diritto di porto tra Firenze a Monaco.

Nel 1536 anche Carlo V, dopo l'insuccesso della guerra contro Francesco I di Francia, transitò per la Mortola diretto a Nizza, dove lo attendeva la flotta al comando di Andrea Doria. Erano anche gli anni della battaglia di Lepanto (1571) e delle incursioni barbaresche lungo la Riviera: nel 1540 il famigerato Dragut fu sconfitto e imprigionato da Giannettino Doria, mentre Kahir el-Din Barbarossa si accingeva ad attaccare Nizza.

Tanto fermento probabilmente suggerì ai costruttori del muro di contenimento della Via Romana di immortalare il ricordo delle varie battaglie, incidendo i graffiti sull'intonaco fresco. Il muro è lungo circa 23 metri e alto 3, pendente verso mare per effetto di cedimenti della massicciata.

Quando Sir Thomas Hambury acquistò il comprensorio, nel 1870, fece consolidare il muro, aggiungendovi cinque contrafforti di sostegno, e vi fece murare una lapide a ricordo di quei lontani eventi. In occasione della recente completa recinzione della Villa il muro è stato restaurato e sono quindi emersi i graffiti, che rappresentano dieci tra feluche e galeazze, con lunghi remi, vela latina e bandiere, e forse anche un profilo di costa, mentre la data 1540 sembra potersi leggere ad un'estremità del muro.