Abbiamo recentemente ricevuto richieste di notizie su graffiti e incisioni a sfondo navale. Riteniamo pertanto utile segnalare alcuni siti web e pubblicazioni che trattano di quest'argomento.
Nel web:
Pubblicazioni:
La data, al centro della fotografia
I graffiti nel loro insieme
Nel particolare si distingue una galea
Sulla Rivista Martittima di marzo 1992, p. 89-92, è apparso un articolo di Pietro Loi che descrive i graffiti di Capo Mortola, sulla Riviera ligure di ponente.
Riassumiamo l'articolo, che illustriamo con fotografie nostre dalle quali, a distanza di pochi anni, i graffiti appaiono meno leggibili rispetto alle fotografie pubblicate nell'articolo:
La Via Romana, aperta nel 13 a.C. con il nome di Julia Augusta, poi denominata via Aurelia, si sviluppa per un tratto rettilineo sul capo Mortola, costeggiando Villa Hambury. In passato, in particolare nel Cinquecento, fu luogo di transito di illustri personaggi e teatro di scontri navali.
Nel 1511, dopo la confisca di una nave monegasca da parte di Firenze, Monaco inviò Antonio Lanteri - genovese, amico dei Grimaldi - in ambasceria a Firenze, mentre quest'ultima assegnava analogo incarico a Nicolò Machiavelli: i due si incontrarono proprio a capo Mortola per concordare un trattato di libera navigazione con diritto di porto tra Firenze a Monaco.
Nel 1536 anche Carlo V, dopo l'insuccesso della guerra contro Francesco I di Francia, transitò per la Mortola diretto a Nizza, dove lo attendeva la flotta al comando di Andrea Doria. Erano anche gli anni della battaglia di Lepanto (1571) e delle incursioni barbaresche lungo la Riviera: nel 1540 il famigerato Dragut fu sconfitto e imprigionato da Giannettino Doria, mentre Kahir el-Din Barbarossa si accingeva ad attaccare Nizza.
Tanto fermento probabilmente suggerì ai costruttori del muro di contenimento della Via Romana di immortalare il ricordo delle varie battaglie, incidendo i graffiti sull'intonaco fresco. Il muro è lungo circa 23 metri e alto 3, pendente verso mare per effetto di cedimenti della massicciata.
Quando Sir Thomas Hambury acquistò il comprensorio, nel 1870, fece consolidare il muro, aggiungendovi cinque contrafforti di sostegno, e vi fece murare una lapide a ricordo di quei lontani eventi. In occasione della recente completa recinzione della Villa il muro è stato restaurato e sono quindi emersi i graffiti, che rappresentano dieci tra feluche e galeazze, con lunghi remi, vela latina e bandiere, e forse anche un profilo di costa, mentre la data 1540 sembra potersi leggere ad un'estremità del muro.