Sulla cresta dell'onda

IL PROCEDIMENTO CALCOGRAFICO

Il procedimento di stampa calcografica della carta, rimasto in uso presso l'Istituto Idrografico della Marina fino al secondo dopoguerra, era fondato sulla perizia di idrografi e tecnici, veri e propri artisti, che durante le annuali campagne idrografiche effettuavano i rilievi e disegnavano i profili costieri.

I dati da essi raccolti erano tradotti, presso l'Istituto Idrografico, in 'disegno tecnico' corrispondente alla rappresentazione da realizzare, che veniva ricalcato sulla matrice di rame e inciso a rovescio per mezzo di un bulino.

L'orografia della stretta fascia costiera che compare sulle carte nautiche veniva resa con un fitto tratteggio a luce obliqua o zenitale, oppure a sfumo, graduando l'intensità della colorazione 'piena'.

Il bulino, per la sua stessa forma a sezione triangolare, consentiva di ottenere solchi più o meno profondi e larghi, tali da produrre linee nette, più decise o più leggere, che davano l'effetto del chiaroscuro. Sulle vedute di costa si evidenziavano i 'punti cospicui', cioè elementi prominenti come edifici inconfondibili, campanili e fari, che facilitavano al navigante il riconoscimento della costa.

Sulla lastra di rame si comprimeva l'inchiostro con un tampone affinché penetrasse nell'incisione, e vi si sovrapponeva un foglio di carta ammorbidita da un leggero inumidimento; la matrice con il foglio veniva collocata sul piano mobile del torchio che scorreva sotto appositi rulli rivestiti di feltro, affinché la pressione imprimesse l'inchiostro sulla carta, in leggero rilievo percepibile al tatto. L'incisione era speculare rispetto all'originale e pertanto la stampa risultava nello stesso verso del soggetto rappresentato.

La lastra di rame incisa a rovescio
Il frontespizio dell'Atlante delle due Sicilie