Sulla cresta dell'onda

Abbiamo creduto di far cosa gradita agli appassionati, raccogliendo i nomi delle imbarcazioni mercantili usate nel Mondo. I testi sono prevalentemente tratti dal Dizionario di Marina medievale e Moderno della Reale Accademia d'Italia (Roma 1937), mentre le immagini provengono dai testi indicati in Bibliografia. La data di pubblicazione delle opere consultate giustifica il linguaggio a volte desueto.


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Suggerimenti, aggiunte, correzioni e immagini saranno gradite: contiamo sulla vostra collaborazione per arricchire la rubrica.

LEUDO

Giovanni Panella dice, nel suo recente elegante volumetto dedicato ai Leudi in Liguria, che l'origine è incerta: potrebbero derivare dalla barca spagnola "Catalano" o dall'antico scafo "liuto" a vela latina, usato nel Regno di Sardegna. L'imbarcazione, di cui la più antica immagine sembra risalire al 1790, era prima diffusa lungo le Riviere liguri, poi rapidamente scomparve dal Ponente, usata in quel di Sestri prevalentemente per il trasporto di sabbia. Vale la pena di leggere il volumetto, documentato, esauriente e illustrato da affascinanti immagini d'epoca.


v.a. il modello di Andrea Vassallo, esposto alla 2a mostra di modellismo navale dell'Associazione Magellano, Bardolino sul Garda, settembre 2006.


Sergio Schiaffino, membro dell'Associazione Magellano, proviene da una famiglia che per generazioni è stata proprietaria di leudi destinati sia al trasporto della sabbia che del vino; la sua innata passione per il naviglio tradizionale ligure lo ha indotto a dedicarsi al modellismo navale ma anche alla rivalutazione dei leudi di Liguria, sui quali ha costruito un sito specialistico corredato di ampia bibliografia, realizzato in collaborazione con esperti e storici della marineria.

All'interno di esso, la dott. Alessandra Spagnolo ha pubblicato una pagina dedicata alla storia dei leudi.


La storia e il restauro del leudo Dominica Nina (ex San Marco) - al quale è stata dedicata una mostra articolata nel tempo e nei luoghi, in occasione della VII settimana della cultura, dal 16 al 22 Maggio 2005 - alla pagina apposita.


Ivan Zanchetta ha inviato belle fotografie di un leudo vinaccere in costruzione a La Maddalena.

LIBURNA

Liburna (dal latino = [nave] della Liburnia): antica nave da guerra di tipo veloce, allungata a poppa, munita di sperone, di un albero e a volte di due ordini di remi. Fu usata dapprima dai pirati delle coste illiriche (Liburnia) e si diffuse poi nella marina romana nella seconda metà del sec I a. C. Essa si può considerare precursore della galea medievale. In età imperiale il termine si usava con significato generico di nave.

(Da Marc'Antonio Bragadin, Le navi, loro strutture e attrezzature nell'Alto Medioevo, in Rivista Marittima, 1877)

LIFE-BOAT

Liberamente tratto dalla Rivista Marittima, 1875, p. 526-528: una nave può possedere molti salvagente o molte lance, che sarebbero tuttavia inadeguate in caso di naufragio, per le difficoltà di metterle rapidamente a mare e ospitarvi un numero considerevole di naufraghi. Per salvare un equipaggio è necessario impiegare una zattera speciale, da mettere a mare con un sistema diverso e molto più semplice di quello usato sinora.

Le migliori invenzioni di questo genere sono le zattere salvagente di Roper e di Christie, simili nella forma e nell'uso. Il primo disegno mostra la zattera di Roper in posizione normale, mentre il secondo la mostra nel momento di essere varata. Deve essere costruita a forma cellulare e divisa longitudinalmente e trasversalmente in molti compartimenti stagni, col ripiano superiore coperto da un bordato di tavole. La bussola normale sta al centro e deve essere varata con la zattera. Nei cassoni, che servono anche da sedili, posti ai fianchi e alle estremità, si ripongono remi, alberi, utensili e provviste d'acqua. Il ponte di comando è sostenuto dai bagli e da lungherine di varamento. Un congegno, che si può manovrare dalla zattera stessa, abbassa una delle due estremità a livello del ponte, mentre si apre e si abbatte fuori bordo un pezzo della murata, sostenuto da due catene, in posizione tale da continuare il piano inclinato delle lungherine. Allentati dalla zattera i suoi ritegni, questa si libera e scivola in mare, il che può avvenire anche quando l'equipaggio è già dentro. E' un galleggiante efficacissimo e nei grandi bastimenti vi è spazio sufficiente per due e anche tre zattere.

LOUGRE (ingl. Lugger, oland. Logger)

Secondo il Guglielmotti "Nome forestiero d'una specie di bastimento usato dagli Inglesi. Sorta di brigantino cadente e appoggiato, gonfio e rilevato a prua. Bompresso quasi orizzontale. Due alberi, ciascuno d'un fusto. Grandi i trevi, due gabbie, due velacci e tre fiocchi. Serviva di avviso nelle armate".


Figure, dall'alto:

- Incisione di Petit su disegno di D. Lescallier, da Traité pratique du Gréement des vaisseaux et autres batiments de mer: ouvrage publié par ordre du ROI, pour l'instruction des Elèves de la Marine ... par D. Lescallier ... Paris, 1791.
- Lougre francese alla fonda, da un'incisione di J.-J. Baugean. Da Borzone, 1987