Sulla cresta dell'onda

Abbiamo creduto di far cosa gradita agli appassionati, raccogliendo i nomi delle imbarcazioni mercantili usate nel Mondo. I testi sono prevalentemente tratti dal Dizionario di Marina medievale e Moderno della Reale Accademia d'Italia (Roma 1937), mentre le immagini provengono dai testi indicati in Bibliografia. La data di pubblicazione delle opere consultate giustifica il linguaggio a volte desueto.


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Suggerimenti, aggiunte, correzioni e immagini saranno gradite: contiamo sulla vostra collaborazione per arricchire la rubrica.

OCHIN

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- A Lecco: navicellone quasi simile al comballìn, con poppa e prora uguali, aguzze, a vela, con timone corto.
- A Como: barcone da carico, di proda piana e poppa rilevata.
- Sull'Adda: grande barca da trasporto a una vela.

Il nome deriva dal comasco ochìn = papero.

OGARA (sec. XIII)

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Sorta di nave con 120 remi, menzionata in un documento di Marsiglia.

ONERARIA

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Dal latino onus, oneris "onere, peso". Nome generico delle navi da carico presso gli antichi romani.

OOMIAK

Battello leggero groenlandese, ricoperto di pelle di foca, usato nella stagione cattiva dagli uomini, nella bella stagione dalle donne.


- Da Glossaire nautique par A. Jal, Paris, 1848.

ORCA

Bastimento olandese con madieri piatti, grosso ventre e poppa tonda, un albero di maestra a pible, due e a volte tre vele quadre, un albero di mezzana con una vela a ghisso e un parrocchetto di fuga, un bompresso assai lungo, una vela di civada, e tre o quattro fiocchi della portata di 60-200 ton. E anche più. Usata dagli Olandesi e altri popoli nordici. Il Crescenzio parla di "urche" inglesi, e un ambasciatore veneto, nel 1567, "di navi che i Fiamminghi chiamano Orche". Ancora prima le orche raggiungevano il porto di Palermo. Il nome Orca era comune nei porti del Tirreno. La parola serviva anche a designare un bastimento difettoso nella costruzione e che mancava delle qualità nautiche. In francese "hourque", in olandese e inglese "hulk".


Incisione di N. F. J. Masquelier su disegno di D. Lescallier, da Traité pratique du Gréement des vaisseaux et autres batiments de mer: ouvrage publié par ordre du ROI, pour l'instruction des Elèves de la Marine ... par D. Lescallier ... Paris, 1791.

OUTRIGGER (ingl.)

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Imbarcazione da regate, così chiamata per la sua caratteristica di avere le scalmiere situate alle estremità di armature in ferro, fissate ai fianchi per dare al remo un maggior braccio di leva. Lo scafo ha una forma sottilissima ed è molto leggero. Può avere 2, 4 o 8 vogatori, con un remo ciascuno, e timoniere, oppure 2 o 4 vogatori, senza timoniere. I remi hanno la stessa lunghezza delle iole (circa m. 3.72). La velocità è molto maggiore, ma per l'Outrigger si richiedono acque relativamente calme, caratterizzandosi così come tipo di imbarcazione da fiume e da lago.

OVERLANDER (oland.)

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Piccolo bastimento del Reno.