Abbiamo creduto di far cosa gradita agli appassionati, raccogliendo i nomi delle imbarcazioni mercantili usate nel Mondo. I testi sono prevalentemente tratti dal Dizionario di Marina medievale e Moderno della Reale Accademia d'Italia (Roma 1937), mentre le immagini provengono dai testi indicati in Bibliografia. La data di pubblicazione delle opere consultate giustifica il linguaggio a volte desueto.
Vuoi imparare a costruire o restaurare barche antiche? Visita www.storiedibarche.it
Suggerimenti, aggiunte, correzioni e immagini saranno gradite: contiamo sulla vostra collaborazione per arricchire la rubrica.

Battello per trasporto di merci. In spagnolo moderno Tafurea è la chiatta per trasportare cavalli.

Barca asiatica, condotta da donne.

Bastimento dei secoli XIII e XIV, a volte molto grande, armato contro eventuali assalti, adoperato per il trasporto di merci, soldati, cavalli, viveri, armi.
"Bastimento da carico nel Mediterraneo, che ha un solo albero a calcese e una vela latina simile a quella delle galee, guarnita nello stesso modo, con sartie a colonna. Vi si aggiunge davanti un fiocco, che si mura all’estremità della freccia o bittalò. Quando il vento è alquanto forte, le tartane portano una vela quadra che chiamano trevo. Di solito si impiegano per il cabotaggio e la pesca" (Saverien, Stratico).
Figure, dall'alto:

Nave appoggio. In antico era un bastimento usato come prigione, ospedale, corvetta. Anche nave in cui si tenevano, e si trasportavano da un luogo all'altro, i marinai volontari o forzati addetti al servizio dello Stato.

Bastimento indiano e dell'Africa orientale.

Piccola nave persiana.

Barca usata a Bassora in Mesopotamia.

Piccolo bastimento indiano.

Battello francese del sec. XVII.

Battello piatto, senza chiglia, di origine cinese, usato in Malesia.

Battello olandese a fondo piatto per la pesca al largo.
Barchetta chioggiotta con la quale i pescatori trasportano il pesce ai luoghi di destinazione, a fondo piatto, con murate quasi verticali nella parte centrale e con prua slanciata.
Piccolo bastimento mercantile da carico, a 2 alberi verticali con vele al terzo (talvolta uno degli alberi invece delle vele al terzo porta una randa) e un'asta di fiocco con polaccone e contropolaccone. E' in uso nell'Adriatico, talvolta per il piccolo cabotaggio, ma più di tutto per la pesca con la rete a strascico.

Vaporetto in sevizio in Venezia e nei dintorni. Vocabolo introdotto sul finire del XIX secolo.

Grossa barca in ferro con camere d'aria e con 2-4 porte nella carena, a seconda della sua lunghezza, ciascuna sorretta con catene con dormiente fissato a un verricello per la manovra di apertura e chiusura. Serve per trasportare e scaricare al largo il fango introdotto con una draga.
La trireme è la nave antica da guerra, tipica delle flotte greche dal secolo VI al IV a. C. e in particolare di quella ateniese nei sec. V e IV. Una tradizione attribuisce l'origine della trireme all'Oriente e ai Fenici. In Grecia compare prima presso i Corinzi, fu poi adottata dai Corciresi e dai Greci di Sicilia e solo al principio del sec V dagli Ateniesi. Il nome le deriva dal numero degli ordini di remi: per alcuni trireme significa nave a tre ordini sovrapposti di remi, con i rematori sfalsati tra loro in senso verticale o orizzontale, per altri significa invece nave con tre rematori per banco, forse ad altezze leggermente crescenti verso l'interno.
Prima della trireme erano state usate navi ad un solo ordine di remi, come la pentecontoro o la veloce liburna, e il passaggio alle biremi e alle triremi greche, e alle quadriremi e quinqueremi cartaginesi e romane fu suggerito dal bisogno di accrescere la forza motrice, e cioè i rematori, senza aumentare la lunghezza della nave, già di 30-40 metri. L'organizzazione del remeggio consentiva notevoli velocità temporanee (circa 10 nodi) e manovre mirabili.
Una galleria di navi romane alla pagina apposita di www.romaeterna.org
Figure, dall'alto:

Arca piatta costruita a labbro o a bordatura accavallata, per la pesca in alcuni fiumi inglesi.