Sulla cresta dell'onda

Segnaliamo libri e articoli, attinenti alle nostre varie sezioni, senza obiettivi di programmata selezione. Si tratta a volte di opere di largo respiro, di recente pubblicazione e quindi reperibili in libreria; a volte sono invece cataloghi di esposizioni specializzate o di collezioni locali, pertanto strumenti fondamentali di conoscenza e di ricerca, per lo più reperibili presso l'ente promotore dell'evento o presso le biblioteche pubbliche locali.


Alisio Giancarlo e Vladimiro Valerio, Cartografia napoletana dal 1781 al 1889: il Regno, Napoli, la Terra di Bari. Catalogo della mostra, Napoli, Museo Archeologico Nazionale, 1983; Bari, Castello Svevo, 1984, 243 p. ill.

Dalla premessa degli Autori "La migliore conoscenza del patrimonio cartografico meridionale, nell'ottica non di ricerche definitive ma come stadi successivi di approfondimento e di avanzamento conoscitivo, costituisce lo scopo della presente raccolta di saggi, delle schede e della mostra".


Allen Phillip, Storia della cartografia: La rappresentazione del mondo nei più importanti atlanti geografici di tutte le epoche (titolo originale The Atlas of Atlases, London, Marshall Editions, 1992), Milano, Mondatori, 1993, 160 p., ill.

Come dichiara nella sua prefazione Patricia M. Coleman, direttrice della Birmingham Central Library, l'opera riproduce alcuni esempi della splendida collezione di mappe e atlanti della Biblioteca stessa, fondata nel 1862 e arricchita con incessanti donazioni e acquisti, che la rendono oggi senza rivali nel settore delle biblioteche pubbliche britanniche: non si propone quindi come saggio di cartografia, ma come celebrazione per immagini di tale ricco patrimonio.


Allotta Gaetano, Il guardiano del Faro, AICS, Agrigento, 1999, 96 p., ill.

Dalle considerazioni conclusive dall'Autore "Faro di pericolo, faro di atterraggio, faro di altura, faro principale, faro secondario, fanale, meda, boa; sono quasi mille segnalamenti su circa 8000 chilometri di coste italiane. Un mondo che sta per scomparire, almeno secondo l'iconografia tradizionale, perché apparati sempre più sofisticati stanno modificando la loro funzione, esaltata dagli scrittori ... che hanno più volte lumeggiato la figura del guardiano del faro, un "dispensatore di luci" che svolgeva un lavoro "oscuro" e misconosciuto. Il faro rappresentava infatti la salvezza, una realtà che ebbe origine nella notte dei tempi, rimasta pressoché immutata fino quasi ai giorni nostri. È auspicabile che questi edifici di fari, certamente di notevole interesse storico e paesaggistico, vengano salvati dal degrado e che venga compiuta un'opera di restauro, eventualmente con trasformazione in appositi musei ..."


Allotta Gaetano, L'isola effimera: Ferdinandea - Graham - Juliet, Agrigento, Edizioni d'Arte T. Sarcuto, 2002, 117 p., ill.

L'Autore - già Intendente di Finanza, oggi scrittore e pubblicista, socio ordinario della Società Siciliana per la Storia Patria e Ispettore onorario dei Beni Culturali - è un appassionato cultore di cose di mare, sensibile alla suggestione di temi inconsueti.

Con questo libro - il suo secondo sull'argomento - ricostruisce la storia dell' Isola Ferdinandea, "l'isola che non c'è"e che, per "non esserci", ogni tanto torna curiosamente d'attualità, suscitando interesse e perplessità in più di un Paese.

L'opera esordisce con un'introduzione di Tullio Scovazzi - professore ordinario di Diritto Internazionale nell'Università degli Studi di Milano-Bicocca - che tratta dell'interessante problema territoriale dal punto di vista giuridico.


Allotta Gaetano, Monumenti nei porti del Mediterraneo, Palermo e Roma 1997, 110 p., ill.

Gaetano Allotta torna ad intrigarci con un pubblicazione originale, probabilmente unica nel suo genere, che esprime una sensibilità profonda alle variegate suggestioni ed emozioni incentrate sulla vita di mare: è una rassegna, senza obiettivi di completezza, dei "monumenti con cui gli uomini di mare hanno voluto lasciare un segno tangibile di fede, di speranza, da ricordare nei momenti del pericolo".

Dalla prefazione di Nino Contino: "Sulle opere d'arte nei porti. Ancora un argomento di interesse marino. ... Questa è la volta delle statue, dei monumenti che personalizzano ogni porto, evidenziando ... una particolare fisionomia del carattere, della cultura di chi vi opera.

Per esempio, la statua che i Francesi hanno affidato alla città di New York formalizza la prima promessa delle nuove terre agli emigranti, la cui principale aspirazione era la libertà dal bisogno. ... La soave sirenetta di Copenaghen ci riconduce al romanticismo nordico. Ricordo, a Bengasi, la lupa e il leone di San Marco, a testimoniare il sogno di un nuovo impero. ... E parlando di grandezza, bisogna citare l'enorme statua di Cristoforo Colombo a Barcellona...

In molti porti ... come a San Leone, Sciacca, Lampedusa, per citare alcuni della nostra provincia, simboli religiosi. A Palermo, invece, su una stele istoriata ai bassorilievi, una fanciulla ... emana, dall'eterno bronzo, una vitalità mediterranea.

A commuovere e muovere il nostro Allotta è stato il monumento nel porto di Inousses, l'isoletta greca dell' Egeo: la madre che agita il fazzoletto. Il saluto per chi parte, ma la madre rimane a salutare chi ritorna.

Quel saluto rivolto anche a lui, rimanda Allotta al naufragio dell'Angelica, ai marinai di quel vascello che non torn= a Inousses, scomparsi nelle acque di Seccagrande di Ribera."


Annati Massimo, Aquaria, supplemento alla Rivista Marittima, n. 8/9, 1999, p. 284, ill.

Dalla presentazione della Redazione: "... Questo lavoro ... dal testo relativamente breve e da un gran numero di belle foto ... è frutto di una minuziosa ricerca e raccolta di dati e immagini, pervenute dai maggiori esperti del settore. Inoltre il Supplemento è assai tempestivo nel presentare le nuove tecnologie che, a partire dagli anni Novanta, hanno rivoluzionato il settore, in particolare proponendo un materiale plastico sostitutivo del vetro che, con lo stesso indice di rifrazione dell'acqua, diviene praticamente invisibile e permette vasche molto più grandi e con curvature accentuate. In tal modo viene dato molto più spazio all'inventiva dei progettisti, ottenendo soluzioni destinate a dare emozioni senza più limitarsi alla sola funzione didattica. I nuovi acquari offrono veramente al visitatore la possibilità di una vera e propria immersione nell'ambiente marino".


Annati Massimo, Navi e schiavi, supplemento alla Rivista Marittima, n. 4/2003, p. 86, ill.

Dalla presentazione della Redazione: "La lettura è piacevole, scorrevole il teso e avvincenti gli esempi, gli aneddoti, gli episodi che illustrano in maniera piana un fenomeno che non deve ritenersi superato, tanto da far arrivare Annati a una conclusione che vogliamo anticipare e alla quale ci associamo: La vergogna della schiavitù venne estirpata grazie alla visione illuminata di alcuni politici e all'impegno generoso di migliaia di marinai. Chissà se i loro "eredi" avranno un effettivo ruolo per garantire, oltre alla sicurezza e alla legalità dei propri connazionali, anche la dignità e la libertà di tanti sventurati di oggi."


Associazione Arcadia, Donne di Liguria / Un secolo di storia / 1850-1950.

È il catalogo di una mostra allestita nel 2003 a Diano Marina (IM) (a cura di Nanda De Marchi, Giuseppina Cotta e Valerie Falchi), incentrata sulla vita, sul lavoro e sull'evoluzione delle donne liguri nell'arco di un secolo, ricreando un percorso storico-etnografico interamente al femminile.

Avendo scelto il riciclo come filo conduttore dell'attività sociale del 2003, la mostra fu "interpretata" da 200 bambole di recupero che, ripulite e accomodate, si rivelarono manichini efficaci, snodati e duttili nelle abili mani delle scenografe: trasformate dai materiali impiegati per vestirle, dagli atteggiamenti e dall'ambientazione che non avevano più nulla in comune con il gioco infantile, divennero le protagoniste di un viaggio a ritroso nel tempo.


Associazione Internazionale della Magna Grecia, in occasione del 1° Simposio, Roma 1987


Atti del Seminario sulla strumentazione storico-scientifica in Liguria svolto il 7 aprile 1995 presso il Museo Civico di Storia Naturale di Genova, nell'ambito della V Settimana della Cultura Scientifica indetta dal MURST, Genova, 1996.

La Regione, il Comune di Genova e l'Università hanno realizzato una prima iniziativa che mettesse a punto i problemi riguardanti la strumentazione esistente presso diverse istituzioni presenti in Liguria.


Aversano Vincenzo, a cura di, Il territorio del Cilento nella cartografia e nella vedutistica / secoli XVI-XIX, Salerno, Palazzo Vargas Edizioni, 2009, 209 p., ill. a colori.

Dalla presentazione di Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione Giambattista Vico: Questo volume rappresenta il viaggio che ognuno di noi vorrebbe fare: conoscere e capire le dinamiche del nostro territorio attraverso le carte geografiche e le vedute che nel tempo sono servite anche per il viaggio. Il viaggio è la catarsi, il perdersi e il ritrovarsi, il piacere del nuovo, l'avventura, la ricerca del sapere e dell'identità. Il viaggio è la passione, la paura, il coraggio, la capacità di addentrarsi nei meandri di un percorso per intercettare i nuovi varchi per il futuro. [...] La Fondazione Giambattista Vico [...] da anni promuove la ricerca e la valorizzazione della storia sociale come occasione per consolidare le nostre radici culturali, guardando senza timori ai nuovi orizzonti della società multietnica. [...]