Sulla cresta dell'onda

Segnaliamo libri e articoli, attinenti alle nostre varie sezioni, senza obiettivi di programmata selezione. Si tratta a volte di opere di largo respiro, di recente pubblicazione e quindi reperibili in libreria; a volte sono invece cataloghi di esposizioni specializzate o di collezioni locali, pertanto strumenti fondamentali di conoscenza e di ricerca, per lo più reperibili presso l'ente promotore dell'evento o presso le biblioteche pubbliche locali.


David D., Les pionniers de la plongée - les précurseurs de la plongée autonome - 1771-1853 , Goubault 2008, p. 170, ill. 112

Dalla segnalazione della Historical Diving Society Italia: Per gli appassionati della storia dell'immersione ecco un libro di estremo interesse. Daniel David è ben conosciuto dai lettori di HDS NOTIZIE in quanto sulla rivista sono spesso apparsi i risultati delle sue ricerche su antichi sistemi d'immersione e questo libro è il sunto di tali ricerche. Classe 1940, Daniel David è nato in Bretagna in una famiglia di marinai. Si immerge dall'età di 14 anni appassionandosi poi ai relitti. Durante le sue ricerche su questi ha la sorpresa di constatare che pionieri dell'immersione, utilizzando attrezzature sconosciute, avevano già operato, sugli stessi siti. È così che Daniel comincia a dedicarsi alla ricerca di tali sconosciute attrezzature e nel 1975 scopre lo scafandro di Lemaire d'Augerville del 1828. Dopo di che riporta alla luce altri sistemi d'immersione autonoma che erano caduti nell'oblio, vittime dell'espandersi dell'uso generalizzato dello scafandro da palombaro. È professore di scultura, membro di HDS UK e collabora regolarmente con diverse riviste subacquee. Nel 1996 ha ricevuto il premio Art Bachrach per le ricerche e scoperte effettuate. Il libro va ordinato direttamente a: Daniel DAVID - 7, rue de la Villemarqué - 22000 Saint-Brieuc - Francia - daniel.david@wanadoo.fr


Davidde Barbara, vedi Petriaggi Roberto


Delucca O., Rocchetta F., Vendramin L.,, Pirati e torri costiere nel Riccionese: catalogo della omonima mostra organizzata presso il Centro della Pesa, 5 aprile - 11 ottobre 1997, Riccione, Centro della Pesa 2002, p. 55, ill. b/n

Dalla presentazione del volumetto, che: ... rappresenta un significativo quanto originale contributo alla conoscenza di vicende storiche poco note al grande pubblico che, pur tuttavia, hanno avuto ripercussioni non trascurabili sulla vita delle popolazioni rivierasche oltre che sull'origine e sullo sviluppo della nostra città. Ci riferiamo al fenomeno della pirateria che, nei secoli scorsi, ha interessato anche il litorale romagnolo, costituendo pertanto una minaccia e un pericolo per le località costiere. Le cronache dell'epoca e i documenti fedelmente riportati, frutto delle minuziose ricerche d'archivio degli Autori, illustrano, tra l'altro, i diversi sistemi adottati dai nostri progenitori per prevenire e ostacolare gli assalti, le devastazioni e i rapimenti, oltre alla singolare funzione "polivalente" assolta nel tempo dalle due torri di avvistamento erette sino al 1916 sull'arenile di Riccione alle Fontanelle e al rio Marano.


De Maddalena A., Lo squalo bianco nel Mediterraneo, Rivista Marittima, Supplemento, Giugno 2010, Roma, 120 pp. Fotografie a colori e b/n

Questo libro condensa i risultati salienti di tredici anni di ricerca. Quando la Banca Dati Italiana Squalo Bianco (Italian Great White Shark Data Bank) è stata fondata, l'obiettivo era quello di raccogliere ogni informazione disponibile riguardo alla presenza dello squalo bianco, Carcharodon carcharias, nelle acque dell'intero bacino mediterraneo. Il lavoro svolto in questi anni ha permesso di registrare circa 550 segnalazioni della specie nell'area in esame. Tale programma di ricerca rappresenta l'unico studio a lungo termine e coprente la presenza della specie nell'intero bacino mediterraneo che sia mai stato condotto. Il testo è accompagnato da rare fotografie. La Presentazione è di Joan Barrull e Isabel Mate.


De Maddalena A. , La baia degli squali volanti, Foto di Alessandro De Maddalena, presentazione di Chris Fallows. Milano, Magenes 2011, 156 pp. Fotografie a colori

In corrispondenza della punta sud-occidentale dell’Africa si trova la False Bay, un posto molto speciale dove la fauna selvatica si raduna in massa attirando molti dei predatori marini più famosi. Per pochi fortunati esiste l’opportunità di vedere i grandi squali bianchi da vicino accompagnati da Alessandro De Maddalena. Questo libro è il resoconto vero della spedizione organizzata dall'autore in collaborazione con Apex Shark Expeditions di Chris e Monique Fallows nel Settembre 2010, un'esperienza vissuta dai protagonisti come una rinascita in un mondo vergine, un'avventura in una dimensione di sogno.


Dell'Amico Piero, Costruzione navale antica: proposta per una sistematizzazione, Albenga, Edizioni del Delfino Moro, 2002, p. 207, ill. b/n

Qualità essenziali e nautiche di un'imbarcazione, forme e dimensioni degli elementi costruttivi, tecniche di assemblaggio e di unione degli elementi strutturali; una sezione descrive i principali relitti del Mediterraneo e del Nord Europa.


Dell'Amico Piero, Navi e archeologia. Le ancore, i rostri, le sentine e i timoni, p. 183., in Rivista Marittima, supplemento n. 2, 1999

L'Autore, archeologo e docente presso l'Università "La Sapienza" di Roma, esperto di archeologia subacquea, offre una trattazione rigorosa e allo stesso tempo scorrevole dell'origine e dell'evoluzione di alcuni elementi fondamentali delle navi antiche, corredata di immagini e dati di scavo.


Dell'Amico Piero, Le origini antiche e lo sviluppo della nave, 126 p., ill., in Rivista Marittima, supplemento n. 6, 2000

Più utile di ogni commento è l'indice degli argomenti: Le fonti, dirette e indirette; Cenni di evoluzione navale; Le marinerie orientali; Le navi egizie; I collegamenti tra il Mediterraneo e il Mar Rosso (appendice); e una vasta bibliografia insieme con illustrazioni inedite di pregio.

Dall'introduzione dell'Autore:
"... L'ambito geografico è prevalentemente circoscritto al Mediterraneo orientale; poiché dallo studio dei relitti si ha l'impressione che, a partire dalle Età Preistorica e dei Metalli, la costruzione navale segua un movimento ... che sembra svolgersi ... dalle aree orientali a quelle occidentali del Mediterraneo. Con l'espansione di Roma e il consolidamento dell'Impero, il Mediterraneo diventa un lago romano, per cui anche la costruzione navale ... sembra "normalizzarsi" e quel travaso culturale in senso Est-Ovest cessare. ... In questa sede lo studio principale è dedicato all'Egitto. Tuttavia, col progredire degli studi, appare man mano più evidente che durante le Età dei Metalli ci siano stati profondi scambi, contrasti e influenze tra gli Egiziani e le popolazioni viciniori, per cui, allo scopo di fornire una visione più ampia e completa sull'argomento, abbiamo brevemente preso in considerazione anche le marinerie di queste ultime."


Dell'Amico Piero, Polieri: anno zero, p. 75-92, ill., in Rivista Marittima, ottobre 1997.

Annotazioni interessanti su aspetti diversi della nave antica, dal remeggio all'archeologia sperimentale, dalla filologia alla tattica.


Della Ragione Gilda, G. Mario Frixone, Un girovago pintor di meridiane, Recco-Genova, Le Mani, 1993, XI, 254 p., ill., fotografie e ricerca iconografica di Gian Carlo Rigassio.

"Bello pensare che la gran mole di questa epopea della navigazione, della scoperta dell'esotico e della celebrazione del cimelio sia stata quasi simbolicamente raccolta sui bastioni di Montegalletto. E forse ancora più lusinghiero, anche per merito di questo libro, che sia possibile nel ravvicinato futuro tornare a visitare questo patrimonio, col supporto culturale di una documentata narrazione biografica".


Dell'Orco Pino, Remote origini della vela latina, in Rivista Marittima, genn. 1978, p. 77-84.

"La vela latina (da non confondersi con quella detta "araba", da noi conosciuta anche come "vela al terzo") contrariamente alla diffusa opinione che fosse stata importata dalle coste del Medio Oriente solo intorno al VII secolo, trae le sue origini da epoche piuttosto remote, come reperimenti e studi recenti hanno confermato..."


De Negri Teofilo Ossian, Storia di Genova, Firenze, Giunti Martello Editore, 1986, 846 p., 199 ill., 18 tav.

Dalla premessa: "Chi si avventuri lungo il difficile cammino della storia di Genova, a volte gloriosa e ricca di vaste risonanze, più spesso umile, raccolta, quasi povera, può anche imbattersi in figure luminose, in gesta eroiche, in momenti di alto fervore spirituale: ma la linea resta un poco in ombra, e la sua storia è come la città stessa, segreta, quasi gelosa di una sua rustica scontrosità".


Di Bernardo Romano, Storie d'acqua e di navigazione estrema, Editrice Sigraf, 2003, p. 198. Il libro, illustrato da disegni e acquerelli dell'Autore, è accompagnato da una ricca documentazione fotografica che completa la narrazione di due imprese, per l'epoca e per i mezzi impiegati a dir poco fuori del comune.

Le vicende risalgono infatti al 1961 e Di Bernardo, giovanissimo ex sottufficiale della Marina Militare, lavorava nella redazione pescarese de Il Messaggero, ma non aveva perso l'amore per il mare, che lo aveva precedentemente indotto ad abbracciare la carriera militare. E così, con un compagno d'avventura, squattrinato come lui, costruì un "trimarano" di segatura pressata e verniciata, tenuto su da due galleggianti, per ripercorrere le vecchie rotte che una volta avevano legato Pescara e la costa dalmata in traffici fiorenti, coltivando nel contempo la segreta speranza di dare nuovo impulso ai legami tra le opposte sponde dell'Adriatico. Nel 1963 volle realizzare un'impresa non meno "improbabile", per raggiungere in barca Gardone Riviera da Pescara, in occasione del centenario della nascita di D'Annunzio.

Il libro è una carrellata di ricordi, di avventure, di incontri, di personaggi, e anche una lezione di nautica per aspiranti self-made diportisti ai quali, raccontando in appendice la storia dell'amico Rocco Lauro, insegna che "la barca si conquista prima ancora di comprarla".


Dipartimento di Ingegneria Navale e Tecnologie Marine, Università di Genova, I modelli della Regia Scuola Superiore Navale, Genova, a cura di Carlo Podenzana Bonvino, Genova 2004, 132 p., ill.

La Regia Scuola Navale Superiore di Genova, e poi la Facoltà di Ingegneria che da esse discende, hanno nel tempo costituito una collezione di modelli di vario tipo che oggi rappresenta una testimonianza storica e culturale di grande interesse: in occasione di "Genova capitale della cultura 2004", è stato pubblicato il cataloogo fotografico e tecnico di tutti i modelli che in parte sono conservati presso la sede della Facoltà e in parte sono esposti presso ilGalata, Museo del mare e della navigazione di Genova. La pubblicazione cataloga un centinaio di modelli di grandi dimensioni e pregio straordinario, numerosi semimodelli da esposizione, modelli didattici, particolari di allestimento e strumenti di bordo.


Diviacco Giovanni e Stefano Coppo, Atlante degli habitat marini della Liguria: descrizione e cartografia delle praterie di Posidonia oceanica e altri popolamenti marini costieri (Catalogo dei Beni Naturali - n. 6 - Regione Liguria), Grafiche Amadeo, Centro Stampa Offset di Amadeo Giovanni, Imperia e Chiusanico, 2006.

In libreria in due versioni:
- volume singolo con allegato CDrom, p. 208
- cartella contenente volume + CDrom + cofanetto con 86 tavole a colori.


L'importanza delle praterie di Posidonia oceanica e degli altri habitat marini è fondamentale nell'economia degli ecosistemi costieri. Questi habitat devono quindi essere conosciuti e salvaguardati con azioni concrete, nell'ambito di una gestione integrata, per evitarne il degrado conseguente all'intensa antropizzazione della costa. A tal fine sono state aggiornate le informazioni relative ai principali habitat costieri liguri ed è stata elaborata una loro cartografia di sintesi, integrando, attraverso l'uso di tecnologie GIS, l'esame della bibliografia con specifiche indagini di campo lungo alcuni tratti di costa.
La superficie occupata dai posidonieti liguri si conferma piuttosto bassa rispetto ad altre aree mediterranee, per motivi sia naturali, sia antropici. La Provincia di Imperia contribuisce con oltre il 50% alla superficie totale, mentre quella di La Spezia ha un valore molto inferiore alle altre, dovuto più a condizioni morfologiche e sedimentologiche, che ad alterazioni di origine antropica.


Dizionario di toponomastica: storia e significato dei nomi geografici italiani, UTET, 1997, p. XXVII, 720.

Dalla presentazione di G. B. Pellegrini: "In Italia il presente Dizionario è il primo del genere, non limitato a un settore ... L'opera comprende e studia tutti i nomi dei comuni d'Italia, i principali nomi di fiumi laghi, mari, monti, isole, regioni. Ogni lemma è accompagnato da precise indicazioni geografiche e non mancano cenni essenziali sulle singolarità del paese con notizie sugli eventuali mutamenti del nome ufficiale".


Donati Angela e Paolo Pasini (a cura di), Pesca e pescatori nell'antichità, Leonardo Arte, Venezia, 1997, 181 p., ill.

Libro splendido per ricchezza iconografica, per varietà e approfondimento dei temi trattati, per lo stile scorrevole e accattivante. Scrive, nella sua presentazione, Battista Tampani, presidente della CIRSPE: "... offrire un percorso ... sulla pesca nel mondo antico è il risultato di numerose riflessioni sul ruolo di questa complessa attività ... [che] hanno generato un percorso di ricerca insolito, per assonanze, per tracce, per frammenti. ... Abbiamo deciso di ... partire dalla documentazione storico-culturale, da cui dedurre una serie di considerazioni storiche e di costume. ... Come non rimanere sorpresi da alcune recentissime scoperte qui documentate: l'offerta di pesce rinvenuta in una tomba punica, le splendide gemme e i cammei qui riprodotti, le pitture vascolari, le agemine, le ceramiche, i mosaici delle splendide ville romane, le sculture, i bassorilievi, gli affreschi, provenienti dai contesti mediterranei più diversi. Quali emozioni nel documentare la pesca a Cartagine, le "tratte" del Nilo, i piatti da pesce italici, le fabbriche di salagione iberiche ... l'intrigante complicità delle divinità marine ... Che dire delle testimonianze quotidiane che magari escono di scorcio dagli antichi documenti, ma che ci rendono con vivezza il tipo di pesca, la bottega, la fabbrica, il ricettario ... Insomma una ricerca sui generis nel senso che il percorso avviene per suggestioni e approssimazioni successive, documentato iconograficamente, "di prima mano", con la collaborazione di alcuni tra i più prestigiosi musei e istituti culturali, una ricerca non sistematica che ha il desiderio di restituire a tutti un contributo storico-culturale completamente originale ... e restituire alla pesca e al pescatore una posizione incardinata nel cuore dell'umana avventura".


Dragono Giorgio, Silvio Bercia e Giovanni Gottardi, Dizionario biografico degli scienziati e dei tecnici: la vita, le opere, il pensiero di 6000 scienziati e tecnici di tutti i tempi e di tutti i paesi, Zanichelli 1999, p. 1599