Sulla cresta dell'onda

Segnaliamo libri e articoli, attinenti alle nostre varie sezioni, senza obiettivi di programmata selezione. Si tratta a volte di opere di largo respiro, di recente pubblicazione e quindi reperibili in libreria; a volte sono invece cataloghi di esposizioni specializzate o di collezioni locali, pertanto strumenti fondamentali di conoscenza e di ricerca, per lo più reperibili presso l'ente promotore dell'evento o presso le biblioteche pubbliche locali.


Salierno Vito, Il Mediterraneo nella cartografia ottomana (coste, porti, isole negli atlanti di Piri Reis), Lecce, Capone Editore, 2010.

La cartografia islamica del Mediterraneo non è mai stata studiata nel suo complesso, anche se sono stati pubblicati molti importanti saggi e articoli, in particolare su mappe singole e sugli atlanti compilati da Piri Reis, l'ammiraglio della flotta ottomana nel Cinquecento, che fu autore di due versioni del Kitab-ï Bahriyye [Il libro del mare], copiato ampiamente per tutto il XVII secolo. Il libro, di derivazione dagli isolari italiani, era rivolto all'uomo di mare nella sua prima versione, al collezionista e al bibliofilo nella sua seconda versione: di qui il successo dei molti manoscritti, decine dei quali si conservano tuttora.
L'analisi della cartografia islamica va dalla Geografia di Tolomeo, le mappe di Ibn Idrisi e le esistenti carte medievali sino all'opera di Piri Reis e dei suoi successori quali Nasuh Matrakçi, Seyyid Nuh, Katib Çelebi, e i cosiddetti atlanti di Hümayun e 'Ali Macar. Ampio spazio è stato dedicato alle descrizioni delle mappe di Piri Reis: coste, porti, isole dell'Italia, Francia, Spagna, paesi del Maghreb, Egitto, Grecia, Turchia, e isole principali nel Mediterraneo.
The Islamic Cartography of the Mediterranean has never been studied on its whole complex, even though many qualified essays and articles have been published, in particular on single maps and on the atlases compiled by Piri Reis, the 16th c. admiral of the Ottoman fleet, who was the author of two versions of the Kitab-ï Bahriyye [The Book of the Sea], which was copied extensively in the 17th century. This book, closely derived from Italian isolari, was directed to the mariner in its first version, to the collector and book amateur in its second version: hence the success of the many manuscripts, tens of which are still extant. The analysis of the Islamic cartography goes from Tolomeus' Geography, the maps of Ibn Idrisi and the extant Middle-age charts to the work by Piri Reis and his followers such as Nasuh Matrakçi, Seyyid Nuh, Katib Çelebi, and the so-called Hümayun's and 'Ali Macar's atlases. Much space has been devoted to the descriptions of the maps by Piri Reis: coasts, ports, isles of Italy, France, Spain, the Maghreb countries, Egypt, Greece, Turkey, and the main isles in the Mediterranean.


Salvadore Marina I Preziosi delle Due Sicilie - la dignità proibita pubblicato a Napoli per la VIP Edizioni Grafiche. Riprendiamo dal comunicato stampa dell'evento (5 novembre 2003):
Il Mezzogiorno e le sue giuste rivendicazioni presentate a Bruxelles al Parlamento Europeo, dal Presidente Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti e da tre cultori del Sud.

Evento storico di eccezionale rilevanza politica per tutto il Meridione d'Italia, presente a Bruxelles con le sette regioni che fino all'Unità d'Italia costituivano tutte assieme la Nazione delle Due Sicilie (Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), ad opera di un selezionatissimo gruppo di cultori della identità storica meridionale, che hanno riproposto alla ribalta europea i gloriosi trascorsi di quell'Orgoglio Meridionale ormai sopito e travisato negli anni postumi al 1860.

Nella Sala Conferenze del Parlamento Europeo, a cura dell'europarlamentare Roberto Bigliardo hanno preso il via i lavori del progetto culturale I Preziosi delle Due Sicilie, presentando alla platea ed alla stampa internazionale - in anteprima assoluta - la mostra pittorica tematica del maestro Cuono Gaglione, il libro I Preziosi delle Due Sicilie - la dignità proibita di Marina Salvadore, pubblicato a Napoli per la VIP Edizioni Grafiche, ed il documentario - unico nel suo genere - Napoli Capitale del regista Mauro Caiano.

Molto partecipe e dotto l' intervento a cura dell'autorevole dott. Lorenzo Del Boca, presidente nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, giunto a Bruxelles da Roma esclusivamente per l'evento. Di spessore gli interventi di Eugenio Preta, presidente dell'Associazione L'Altra Sicilia in Bruxelles, di Marina Salvadore, agguerrita giornalista e scrittrice meridionalista, di Domenico Iannantuoni, presidente dell'Associazione Due Sicilie di Milano, che hanno presentato il libro "I Preziosi delle Due Sicilie". Èseguita poi la videoproiezione del film di Mauro Caiano "Napoli Capitale" che, con questo suo mirabile lavoro, ha sottolineato più di tutti lo spirito dell'evento. Il film, infatti, come un "fil-rouge", si apre sul Paradiso del Golfo napoletano, indagando ed indugiando in secoli di arte, di miti, di bellezza, accompagnando lo spettatore in un tour minuzioso attraverso Napoli e la sua provincia, con immagini che hanno suscitato negli emigranti lì presenti un'onda di emozionato compiacimento, per poi concludersi con uno scioccante documento storico su testo di Marina Salvadore, che arriva come una staffilata al cuore soprattutto di chi ignora i veri motivi del decadimento del Sud ...

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Santi-Mazzini Giovanni (a cura di), Collezione / di / tutte le specie di navi militari / e di bastimenti mercantili / che navigano nell'Oceano e nel Mediterraneo / Disegnate dal vero e incise da / J.-J. Baugean. / Consistente di 72 tavole con didascalia esplicativa.Nuova edizione, traduzione e note a cura di Giovanni Santi-Mazzini. Sanremo, Pharos editrice, 1996, p. 21, tav. LXXII, XV.

È la ristampa di un originale del 1852, consentita dal dott. Alvise Chiggiato, presidente dell'Istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale a Venezia. Sono riproduzioni di disegni di squisita fattura ed elevato interesse tecnico oltre che artistico, commentati con competenza e chiarezza dal curatore dell'edizione.


Santi-Mazzini Giovanni, Ars Maritima: navi e barche dal XVI al XIX secolo, Cavallermaggiore, Gribaudo, 2000, 307 pagine di riproduzioni.

Dalla prefazione dell'Autore: Un'attenta osservazione di immagini navali disposte in sequenza cronologica dalla fine del XVI secolo alla metà del XIX, se confrontata con un'analoga serie del secondo cinquantennio dello stesso secolo, dimostra la lenta ascesa del progresso tecnologico durante tre secoli e mezzo rispetto a quella pressoché verticale e tuttora ininterrotta innescata dalla rivoluzione scientifica e industriale di fine '700. In questo volume di Museum XIX le immagini di barche e navi ci sono offerte da autorevoli artisti, imparziali testimoni di un tempo in cui il ritratto di cose e persone era affidato esclusivamente alla loro abilità e sensibilità. Pari riconoscenza meritano inoltre quegli editori del tardo '800 che, pur potendo giovarsi della ormai collaudata tecnica fotografica, preferirono continuare a illustrare le loro belle opere con calde e splendide cromolitografie, quali quelle riprodotte nell'ultima parte del presente volume.


Schiaffino Pro (a cura di), Gli strumenti dei velieri di Camogli, Nuova Editrice Genovese, 1993, p. 168, ill.

Il libro descrive gli strumenti nautici fondamentali, con particolare riferimento a quelli conservati presso il Museo "Gio Bono Ferrari" di Camogli, di cui si è anche ricostruita, per quanto possibile, la storia e la provenienza.


Schiaffino P., Velieri di Camogli, 3^ ed., Genova, Sagep, 1997, 120 p., ill. a colori.

Come scrive l'Autore, Il Museo Marinaro di Camogli "Gio Bono Ferrari" raccoglie un'ampia e affascinante documentazione sulla stagione d'oro della vela e sul ruolo preminente svolto dai Camogliesi. Velieri di Camogli presenta le riproduzioni dei quadri più interessanti ordinati nella quadreria, corredate di schede ricche di notizie e di curiosità, completate da un glossario dei termini marinareschi. Il volume, curato integralamente dalla Direzione del Museo Marinaro, è proposto al pubblico come prima iniziativa editoriale per favorire una maggiore conoscenza del patrimonio del Museo.


Serafini Flavio, Uomini e bastimenti italiani di Capo Horn, Gribaudo, 2004, 437 p., ill. e tav. fuori testo

Flavio Serafini, storico di marineria e di storia navale, racconta la storia, spesso inedita, degli ultimi trent'anni della vela oceanica italiana (1885-1915), di sofferte navigazioni, di tragedie, di naufragi di navi in legno e in ferro, di bastimenti che arrancavano di bolina o cappeggiavano spettrali, di uomini che non avevano più nulla di umano, dell'affermarsi di un'irripetibile generazione di capitani, vanto e onore della Marina mercantile italiana.

L'Autore, ultimo segretario della sezione italiana dell'Amicale des Capitaines au Long Cours Cap Horniers, fece realizzare e mettere in opera il monumento al navigante di Capo Horn a Imperia, nel Borgo Marina, inaugurato il 24 maggio 1983, in occasione del XXXIX Congresso Mondiale dei Cap Horniers.


Serafini Flavio, Musei Navali nel Mondo, Torino, Paravia; Cavallermaggiore, Gribaudo, 1997, 432 p., 783 ill.

Come scrive Richard Ormond, già direttore del National Maritime Museum di Greenwich, nella sua presentazione "Flavio Serafini ha intrapreso un compito eroico ... un'esauriente rassegna dei musei marittimi del mondo, prendendone in esame circa settecento, sparsi in cinquanta paesi... il suo lavoro rimarrà fondamentale per molti anni a venire per il numero di istituti che copre e per l'enorme massa di informazioni che è riuscito a raccogliere ...  Rimane un mistero come molti musei marittimi siano stati creati negli ultimi anni e come continuino a prosperare ed a svilupparsi. La diversità dei musei, nei loro contenuti e nella loro storia, è ugualmente sorprendente. Un assaggio di tutta questa ricchezza è presente in questo straordinario compendio ad opera di un infaticabile autore e storico, che si occupa anche di persona della direzione del proprio museo".

L'editore Gribaudo ha pubblicato nel 2000 la seconda edizione, riveduta e ampliata, dell'opera.


Serafini Flavio, Musei navali e collezioni marittime nel mondo, Gribaudo 2005, 460 p., 911 ill.

A otto anni di distanza dalla precedente versione esce questa nuova opera imponente, totalmente rinnovata e arricchita di oltre 150 musei variamente ubicati nel mondo, dal ricchissimo apparato iconografico. "Un'opera fondamentale che non vedrà tramonto", ha affermato nella sua autorevole introduzione Richard Ormond, già direttore del National Maritime Museum di Greenwich.
Il volume è di facile consultazione, essendo i diversi musei elencati in ordine alfabetico di denominazione nell'ambito di ciascuna Nazione, così come in ordine alfabetico sono elencati i 44 Paesi di appartenenza; sono state volutamente escluse le navi-museo, che saranno oggetto di una pubblicazione a sé.


Serafini Flavio, "A Band of Brothers": vele d'epoca a Imperia, Gribaudo 1994

Il volume rappresenta il primo tentativo di riunire la storia di scafi d'epoca a vela, unitamente a scene di banchina ed immagini di skippers.


Serafini Flavio, Aspetti storici e tecnici della navigazione velica al Capo Horn, estratto da Atti dell'Accademia ligure di Scienze e Lettere, vol. 39, 1982

Il saggio ricorda l'avventura storica dell'uomo nelle acque di Capo Horn, le varie tappe della scoperta, i naufragi, la vita di bordo e la presenza italiana nelle acque del Capo maledetto, ancora oggi un immenso cimitero di navi.


Serafini Flavio, Circolo Capitani Marittimi Onegliesi (Il), Imperia 1986
Edizione speciale, numerata in occasione del Centenario (1886-1986)

Il libro ricostruisce le tappe della storia del Sodalizio, gli iscritti, l'influenza dei Soci nelle vicende portuali, la creazione di traffici, l'apertura di sedi consolari.


Serafini Flavio, Barche d'epoca, Gribaudo 1992

Con quest'opera è stato ricomposto il quadro storico degli yachts a vela, intervenuti ai sette Raduni Imperiesi di "Vele d'Epoca" (1986-1992).


Serafini Flavio, Città dei marinai (La): storia marinara velica imperiese dell'Ottocento, Mursia 1978

Il volume che ha fatto il giro del mondo, ricercato dai Liguri all'estero e dagli appassionati di storia della vela dell'Ottocento. Oggi è introvabile nel mercato dell'antiquariato e dei libri rari.


Serafini Flavio, In vela sull'Oceano, Mursia 1986

È la storia della famosa nave scuola "Patria", ultimo veliero oceanico: un'opera eccezionale per gli appassionati di letteratura marinaresca.


Serafini Flavio, Ponte di Comando, Gribaudo 1994

Con quest' opera si chiude la trilogia sulla storia della marineria imperiese. Il volume descrive l'epoca del vapore con documenti ed immagini inedite sugli ultimi cento anni di marineria.


Serafini Flavio, Vele allo specchio, Gribaudo 2002

I particolari tecnici, gli interni, i lavori di restauro, l'antiquariato a bordo di yachts d'epoca in legno ed a vela, in una grande carrellata dove gli scafi "si presentano" con la loro storia ed i loro segreti.


Serafini Flavio, Vele nella leggenda: i mille e più armamenti e la cantieristica velica dell'estremo Ponente ligure, Mursia 1980

Dopo il volume sugli uomini di mare, questo secondo tratta gli armamenti velici della Città dei marinai, con centinaia e centinaia di note sui viaggi, armamenti, naufragi, carichi degli ultimi velieri liguri, in particolar modo di quelli imperiesi.


Simonetti Farida, Ex voto marinari del Santurario di N.S. del Boschetto di Camogli, Genova, Tormena Editore, 1992, 107 p., 70, XIV tav., 1 fuori testo.

Dal saggio introduttivo dell'Autrice: " Gli ex voto marinari del Boschetto sono un nucleo estremamente particolare, capace di offrire una documentazione preziosa sulla realtà camogliese, sulle imbarcazioni, i loro comandanti, gli armatori, le rotte battute per tutto il corso dell'Ottocento, ma al tempo stesso, data la rilevanza in quel secolo della marineria camogliese nel mondo, si pongono come fonte storica di respiro non solo locale".


Sirago Maria, Matilde Serao e il "saper vivere ... marino" / La balneazione a Napoli tra Ottocento e Novecento, Napoli, La Quercia Editore, 2010, VIII 151 p., ill.

Dalla presentazione di Renata di Lorenzo: "Come deve regolarsi un gentiluomo dal momento in cui si spoglia dell'abito per mettersi in costume da bagno a quello in cui fa il viceversa, e come deve regolarsi una signora che sia costretta a mostrarsi in pubblico con qualcosa in meno e con qualche attrattiva di più che non abbia in terraferma. Il mare ... non è un salotto, ed ha certe esigenze e certe libertà, insieme, che il salotto non ha. Su questo programma di saper vivere del bagnante la scrittrice- giornalista Matilde Serao coniuga uno dei modi di avvicinare ma anche di creare il pubblico dei suoi lettori. Cosa spinge la lucida protagonista della cultura nazionale e internazionale ad affrontare questo "tono minore"? Al lettore l'autrice comunica interesse e curiosità, dipingengo bagni, in seguito alla diffusione negli anni '90 della nuova moda, come igiene divertente; espressione che non può non rimandare, in una nota del luglio 1893, al colera del 1884, ad un'altra igene necessaria, che si era legata alle morti conseguenti all'epidemia, riflessa dalla Serao nel Ventre di Napoli".

Maria Sirago dal 1988 è insegnate di italiano e latino presso il Liceo Classico Sannazzaro di Napoli. Ha pubblicato numerosi saggi di storia marittima, sul sistema portuale meridionale, sulla flotta meridionale, sulle imbarcazioni mercantili, sulle scuole nautiche, e diverse monografie.


Sixty five plates of Shipping and craft drawn and etched by E. W. Cooke, London 1829.

È la ristampa, a cura di Historia Nautica, di una serie di 65 acqueforti di Edward William Cooke (1811-1880), pittore di marina nato a Londra, figlio di un incisore. Fu la sua prima opera dedicata alle navi e a rappresentazioni marinare, che costituisce un'accurata testimonianza della marineria del suo tempo. Un originale è in possesso del dr G. Santi-Mazzini che nel 1979 ne ha permesso una riproduzione in 500 esemplari numerati, di grande pregio artistico e interesse storico.


Solito Carlos, Basilicata, Incanti e Memorie, Martina Franca, Edizioni Pugliesi, 2004, cm 17x24, 288 p., 200 fotografie a colori, 1 tavola generale della Regione, formato 50x70 cm, edita dall'Istituto Geografico De Agostini di Novara.

Straordinari paesaggi marini e collinari, aspre realtà montane e isole di verde incontaminate, immersi in una cornice storica di straordinaria ricchezza. Dalle sue terre sono passati, lasciando segni forti ed evidenti, uomini di tutti i tempi: Greci, Sanniti, Romani, Barbari, Bizantini, Normanni, Angioini, Saraceni ed Albanesi. Dalla preistoria fino alle civiltà più importanti del Mediterraneo e oltre, la storia della Basilicata è leggibile nei tanti reperti archeologici, custoditi gelosamente nei Musei di Metaponto, di Melfi e di Matera, nelle aree archeologiche di Siris, di Serra di Vaglio e di Grumentum; nei manieri, nelle possenti torri, negli impenetrabili castelli, nelle cinte murarie di antichi feudi, testimoni di un passato glorioso, di una terra amata e frequentata, scelta per la sua straordinaria bellezza. È difficile indicare un posto, una località, da privilegiare. Il volume offre un'alternativa valida agli appassionati di arte, cultura e geografia con una formula editoriale innovativa che abbina alle caratteristiche canoniche delle guide turistiche (con itinerari, percorsi e indirizzi utili) profili esaustivi delle bellezze artistiche, paesaggistiche e naturali della regione Basilicata.


Soprintendenza Archeologica della Basilicata, Consiglio Regionale di Basilicata, Archeologia dell'acqua in Basilicata, Lavello (PZ), 1999, p. 192, fig.

Pindaro (Olimpica I, v.1): "Il bene più prezioso è l'acqua ..." . Così esordisce questa splendida opera, nel premettere che la storia della Basilicata è stata condizionata dalla presenza dell'acqua; evidenzia poi il ruolo esercitato dall'acqua in tutte le sue forme dalla Preistoria in poi, e ne illustra il valore sacrale attraverso una ricca e varia documentazione fotografica, che nel contempo offre un'esauriente panoramica dei siti archeologici della Regione.


SORIMA Società Ricuperi Marittimi, Swan Press Chelsea, London 1932.
Ristampa anastatica 2007 per decisione comune di HDS Italia e Fondazione Artiglio Europa, cm 35x25, pp.108, copertina rigida telata, illustrato e molte fotografie b/n.

Pubblicazione di pregevole fattura che dà agli studiosi di recuperi subacquei l'opportunità di riviverne le vicende, emozionandosi "attraversando" (entrando nella scena fotografica come per incanto ... ed immaginando ... ) l'immagine fotografica ... e salire a bordo per andare laggiù dove mai nessuno era giunto prima. Ma non è solo un libro fotografico: inizia con le prime prove ed esperienze di recuperi subacquei da parte della Società Ricuperi Marittimi di Genova e dei suoi palombari viareggini fino alla consapevolezza di poter riuscire, continuando con la descrizione del recupero sull' Egypt del primo Artiglio, al lutto seguito al suo affondamento, dalla ripresa dei lavori del secondo Artiglio con il recupero dei primi lingotti d'oro, al tentato salvataggio degli uomini del sommergibile francese Promethée.


Spedizione Malaspina (La) in America e Oceania 1789-1794, Genova, Sagep Editrice, 1987.

È il catalogo di una mostra allestita a Genova, presso il Museo S. Agostino, con il patrocinio del Comitato Nazionale Colombiano, a pochi anni dalle celebrazioni colombiane, per ricostruire le tappe e le testimonianze dell'ultimo dei viaggi di circumnavigazione che caratterizzarono il Secolo dei Lumi.


Speziali Andrea, Una Stagione del Liberty a Riccione, Maggioli Editore, 2010. 166 p.

All'origine di quest'opera di un Riccionese poco più che ventenne c'è stata una passione adolescenziale, un colpo di fulmine per una villa piuttosto misteriosa che ha letteralmente "sedotto" un esteta in erba e l'ha avviato a coltivare l'interesse per l'arte. Poi sono arrivati gli studi più approfonditi all'Istituto d'Arte Fellini e all'Accademia, a cui si sono affiancati il minuzioso lavoro di ricerca su villa Antolini, sul suo architetto Vucetich, la documentazione anche iconografica sulla poliedrica attività di quest'ultimo, lo studio delle planimetrie dell'edificio, il rilievo e l'interpretazione delle simbologie in esse contenute, che rivelano la presenza di molti elementi di natura esoterica, di simboli connessi con l'alchimia, la magia e la Massoneria. Èstato a questo punto inevitabile che tanto materiale, così caparbiamente e meticolosamente raccolto nel corso di alcuni anni, facesse avvertire ad Andrea, prima, l'urgenza di una riorganizzazione sistematica e poi la necessità di divulgare con una pubblicazione il risultato del suo lavoro che consiste sopratutto nello studio dell'architettura Liberty a Riccione, di cui villa Antolini costituisce il caso più emblematico. Il volume "Una Stagione del Liberty a Riccione" edito da Maggioli offre l'opportunità, finora scarsamente considerata da studi locali, di esaminare con nuovi apporti una stagione complessa dell'arte tra la fine dell'800 e i primi decenni del '900. La pubblicazione ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini, dei Comuni di Riccione, Venezia, Padova, Gorizia, Marostica, Pescantina, dei Fratelli della Costa (tavola di Riccione) e il sostegno della Geat, Beni culturali Onlus e della galleria d'arte Rosini.


Stoppa Felice, ha curato per Atlas Coelestis la ristampa artigianale, in tiratura limitata e firmata di sole 50 copie, del raro Himmelsatlas di K. F. V. Hoffmann (1835), le cui tavole vengono presentate in un elegante box di 31 x 22,5 centimetri (Hoepli 2007)

L'atlante stellare di Karl Friedrich Vollrath Hoffmann consta di ventinove tavole dedicate a ben 120 costellazioni, raccolte in una cartelletta che comprende anche altre tre tavole che trattano il Sistema Solare, la Luna all'ultimo quarto vista al telescopio e alcune rappresentazioni di pianeti e di altri oggetti del cosmo. Dell'originale si conosce l'esistenza di solo cinque copie. L'opera è da ritenere l'ultima erede dell'Uranographia di Bode : vi si trovano un numero equivalente di astri e un numero maggiore di oggetti del profondo cielo. Le stelle sono suddivise in otto magnitudini (nove nella tavola che ingrandisce Orione) e sono collocate entro i confini ben delineati delle costellazioni, il cui personaggio mitologico è inciso alla perfezione in stile neoclassico. L'autore aveva affidato la realizzazione delle tavole alle abili mani dei più importanti incisori tedeschi dell'epoca, la Lith. Anst. v. Pobuda, Rees et Comp. di Stuttgart. La stampa fu realizzata dai torchi dell'officina tipografica J. Scheible della stessa città. Le singole tavole, dopo la stampa, furono delicatamente ritoccate a mano con dei colori che evidenziano i confini delle costellazioni, il profilo del personaggio mitologico e gli astri più luminosi.