Sulla cresta dell'onda

Segnaliamo libri e articoli, attinenti alle nostre varie sezioni, senza obiettivi di programmata selezione. Si tratta a volte di opere di largo respiro, di recente pubblicazione e quindi reperibili in libreria; a volte sono invece cataloghi di esposizioni specializzate o di collezioni locali, pertanto strumenti fondamentali di conoscenza e di ricerca, per lo più reperibili presso l'ente promotore dell'evento o presso le biblioteche pubbliche locali.


Valerio V., (a cura di), L'Italia e le sue regioni nella bottega dell'incisore / Venezia e Roma nel '500, con la collaborazione di Roberto Borri, Maria Gabriella Cocco, Emilio Moreschi, Fabrizio Ronca, Francesco Trippini, Sergio Trippini. Comune di Sant'Anatolia di Narco, 2008, p. 140, 44 tav. b/n

Dalla presentazione di Amedeo Santini, sindaco di Sant'Anatolia di Narco:
"Sant'Anatolia di Narco ospita la 2ª edizione della mostra-mercato specializzata dedicata alla cartografia e al vedutismo, e la 3ª edizione della mostra cartografica, quest'anno dedicata alle "Carte geografiche dell'Italia e le sue regioni nella bottega dell'incisore", edite a Venezia e a Roma nel '500.
L'esposizione verterà sulle antiche carte italiane che erano assemblate dei cosiddetti "Atlanti Lafreriani", le prime rappresentazioni a stampa dei territori delle nostre regioni realizzate da famosi cartografi [...], materiale cartografico [...] difficilmente reperibile sul mercato antiquario. [...]
L'eccezionalità dell'evento è dato dal fatto che tali carte provengono tutte da collezioni private, e i pochi esemplari di carte simili [...] per lo più sono gelosamente conservate presso archivi e biblioteche pubbliche nazionali e internazionali, risultando di difficile consultazione da parte dei non addetti ai lavori.
Il Comune di Sant'Anatolia di Narco anche è impegnato in prima persona nella piena riuscita della manifestazione, con tutte le forze disponibili, confermando anche con la pubblicazione del presente catalogo la volontà di contribuire fattivamente allo sviluppo della ricerca e della conoscenza del materiale cartografico raro.
Esprimo la gratitudine della Comunità che rappresento, e mia personale, alla Provincia di Perugia e all'Associazione Roberto Almagià - Collezionisti Italiani di Cartografia Antica per aver permesso la realizzazione di questo volume, che costituirà un importante arricchimento della bibliografia cartografica."

Dalla presentazione di Sauro Cristofani, assessore all'Ambiente della Provincia di Perugia:
"La Provincia di Perugia , ed in particolare l'Assessorato all'Ambiente, ha voluto essere presente all'organizzazione delle mostra cartografica "Carte geografiche dell'Italia e le sue regioni nella bottega dell'incisore", e in particolare nella stampa del catalogo a corredo della mostra stessa, perché la cartografia [...] ha rappresentato lo strumento principe per descrivere [...] quello che più semplicemente potremmo definire il paesaggio. [...]
Lo sforzo organizzativo che il Comune di Sant'Anatolia e l'Associazione "Roberto Almagià" hanno profuso nel rintracciare e recuperare le rare carte geografiche facenti parte dei cosiddetti "Atlanti Lafreriani" presso collezionisti privati, sono la testimonianza della professionalità e passione con la quale si sono impegnati nel ricercare i pezzi più pregiati.
Sono certo che questa terza edizione della Mostra Cartografica richiamerà l'attenzione non solo dei collezionisti del settore, ma anche di molti curiosi che vogliono scoprire ed avvicinarsi a questo affascinante mondo della cartografia per la qualità e lo spessore culturale del materiale cartografico esposto.

Segue il saggio di Vladimiro Valerio su l'Italia e le sue regioni nella bottega dell'incisore: il senso di una raccolta di immagini, al quale fa seguito quello di Emilio Moreschi La nascita della cartografia regionale dell'Italia.

Le 44 tavole propongono la riproduzione di altrettante carte cinquecentesche dei più noti autori del tempo, che coprono l'intero territorio nazionale, ciascuna accompagnata da una scheda descrittiva, notizie storico-critiche e bibliografia. A seguire, 18 schede storico-artistiche degli autori, a cura di Fabrizio Ronca e Vladimiro Valerio, e una fitta bibliografia specialistica.

Il volumetto è stato presentato in occasione del III Convegno di studi su "Cartografia storica e Collezionismo in Italia", tenutosi a Sant'Anatolia di Narco, 30 maggio - 1 giugno 2008


Valerio Vladimiro, Contributo alla storia della Carta d'Italia e della Sicilia: un'inedita sintesi cartografica tra il XVIII ed il XIX secolo, estratto dall' Universo, rivista bimestrale dell'Istituto Geografico Militare, Firenze, 1/1983, p.105-126.

Come scrive l'Autore nella sua Introduzione, oggetto dell'articolo, scaturito da un'attenta ricognizione della produzione cartografica di G. A. Rizzi Zannoni, è lo studio di una carta d'Italia in quindici fogli, redatta tra il 1790 e il 1803, di cui si riteneva non fosse mai avvenuta la pubblicazione.


Valerio V., I rami dell'Atlante Marittimo / Matrici, disegni, documenti del primo rilievo idrografico del regno di Napoli, Napoli - Palazzo Reale. Sala Dorica 12 dicembre 2006-8 gennaio 2007, (Firenze, Istituto Geografico Militare, 2006, p. 23, ill.)

È il catalogo ragionato della mostra allestita nella Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli, che ha riporato a Napoli le matrici di rame dell'Atlante del Rizzi Zannoni, oggi conservate presso l'IGM di Firenze e recentemente restaurate a cura dell'Istituto Idrografico della Marina. Oltre ai rami erano esposti il grandioso frontespizio dell'Atlante, una vasta scelta di documenti ad esso riferiti, e una ricca collezione di strumenti impiegati nel procedimento di incisione e stampa calcografica, a cura dell'Accademia di Belle Arti di Napoli.


Valerio V., Società, uomini e istituzioni cartografiche nel mezzogiorno d'Italia, Firenze, Istituto Geografico Militare, 1993, 751 p., oltre 600 figure prevalentemente a colori corredate di schede.

È il più vasto resoconto sulla cartografia del Meridione - e non solo - mai pubblicato. L'opera imponente (751 p., quadri sinottici della carriera degli ingegneri topografi, disegnatori topografi, incisori e litografi; indici delle fonti documentarie, della bibliografia, dei nomi, dei luoghi e delle 655 immagini, con 93 biografie) vuole ricostruire la "memoria cartografica" degli Stati italiani, di cui l'Istituto Geografico Militare è custode, che affonda le sue origini nell'operato della scuola cartografica napoletana.


Valerio V., Atlanti italiani dal XV al XVII secolo, in L'Universo, Firenze, Istituto Geografico Militare, genn. 1999, p. 104-132, ill.

Dall'introduzione dell'Autore: "Gran parte degli atlanti stampati in Italia sono ben noti agli studiosi, soprattutto per quanto riguarda i periodi rinascimentale e barocco, che trovano nel Veneto e a Roma i principali centri di produzione e di diffusione della cartografia a scala europea. Il mio lavoro è consistito nel raccogliere le informazioni sparse in una grande varietà di lavori e nel ricucirle tentando di dare un senso all'intera trattazione e di ricostruire uno sviluppo storico organico. Dal presente lavoro sono escluse le opere relative alla tradizione tolemaica. La Geographia di Tolomeo costituisce un vero e proprio tema nell'ambito della più generale discussione sugli atlanti e merita una trattazione specifica".


Valerio V., Costruttori di immagini / Disegnatori, incisori e litografi nell'Officio Topografico di Napoli (1781-1879), Napoli, Paparo Edizioni, 237 p., ill.

La creazione a Napoli, alla fine del XVIII secolo, di una scuola di disegno e di incisione non solo "topografica" ma fortemente caratterizzata da una particolare attenzione a tutto quanto si muovesse nel mondo della tecnica della rappresentazione, ha portato a sviluppare nell'ambito di uno stabilimento militare (l'Officio Topografico) una scuola di arte e di tecnica del disegno assolutamente particolare ed unica in Italia e nell'intera Europa. Nell'Officio iniziarono già nel 1817 esperimenti "per conoscere qual vantaggio pu= sul momento ricavarsi dalla nuova arte litografica", che diedero luogo, nel 1823, alla fondazione della Litografia Militare, uno dei più importanti stabilimenti litografici europei.

Questa "chicca" raccoglie 93 biografie, 39 firme autografe e un'ampia descrizione delle fonti archivistiche.


Valerio V., L'Orizzonte e l'Infinito in Leonardo, in Ikhnos: analisi grafica e storia della rappresentazione, Università degli Studi di Catania - Facoltà di Architettura, Siracusa (Lombardi Editori, Siracusa), 2005, p. 11-40, ill.

Come spiega l'Autore, "...leggendo con maggiore attenzione il capitolo ottavo del Libro di pittura [di Leonardo, Codice Vaticano Urbinate lat. 1270], pervenutoci attraverso la redazione di Francesco Melzi ma indubbiamente eseguito sulla scorta di originali note di Leonardo, ho avuto la netta sensazione di quanto stimolante fosse quel breve capitolo e di quante molteplici sollecitazioni venivano da tale affascinante lettura".


Valerio V., Paesaggio e rappresentazione idrografica nel XIX secolo, in La Liguria, dal mondo mediterraneo ai Nuovi Mondi. Dall'epoca delle grandi scoperte alle culture attuali, "Atti del Convegno Internazionale di Studi" a cura di Nicoletta Varani, Chiavari 30 novembre - 2 dicembre 2004.


Vallerani F., Sanga G. Piccole barche e cultura d'acqua in "Erreffe - la ricerca folklorica" nŠ 59 - aprile 2009. pp.160, ill., Grafo, S. Zeno Naviglio - BS.

Il numero 59 de "La ricerca folklorica" raccoglie sette saggi dedicati all'etnologia navale italiana, di cui cinque relativi all'area lagunare e al Veneto, un altro sugli stagni di Sardegna, e uno che riguarda il Piemonte, su una imbarcazione tradizionale della Bormida : il burchiello . Gian Domenico Zucca, autore de " Il burchiello della Bormida castellazzese costruito da Filippo Caselli", è un ricercatore che ha pubblicato numerosi studi sull'ambiente fluviale, approfondendo le tematiche della pesca, dei pescatori, del glossario ittico tradizionale . Quest'ultimo saggio affronta le tematiche di costruzione, i materiali, le dimensioni e le proporzioni del burchiello, burcié , imbarcazione tradizionale in via di scomparsa. Zucca ha assistito, nel 1982, alla costruzione di un burchiello, ad opera di Filippo Caselli, detto Filipéi u Lu , l'ultimo mastro d'ascia da barche tra Bormida e Orba . Caselli è morto nel 1996, e quindi il lavoro vale anche a futura memoria. Nel racconto di Zucca assistiamo alla scelta delle tavole di acacia (gasiglia), di 2,5 cm., ben stagionate, in un magazzino del rione Cristo di Alessandria. Il "cantiere" designato per la costruzione è il pioppeto che circonda su tre lati la baracca sul fiume di Filipéi: qui il lupo di fiume comincia a costruire il "banco", quattro pali alti una settantina di cm., a un paio di metri di distanza tra loro. Le assi vengono unite e fissate per costituire il fasciame del fondo e delle sponde; dopo, verranno realizzate le ordinate. È una tecnica particolare di questa zona, già segnalata da Marco Bonino. Per legare le assi tra loro si usano chiodi speciali, i barbot. Le misure del burchiello saranno di 744 cm. di lunghezza, per una larghezza di 1 mt. La portata sarà di sei quintali, più due o tre operatori . Per il calafataggio, si usa la canapa grezza e il catrame. L'assemblaggio delle sponde al fondo viene effettuato mediante "colombe a prua", di salice bianco. Poi vengono inserite le coste - sanconi - che hanno la funzione di legare tra loro le assi delle fiancate. Un pomeriggio d'estate, finalmente, avviene il varo, trainando con un trattore la barca sull'erba tagliata di fresco, sino all'argine . Nel 1991, durante la piena primaverile, la Bormida si porta via il burchiello . Filippo Caselli, il Lu , ha novant'anni, e non ne costruirà più.
A cura di Luigi Griva.


Vassilakis Antonis, Creta Minoica: dal mito alla storia, Edizioni Adam, Ipirou 32, Kato Chalandri, 15231 Atene. 255 p., ill.

Una guida esauriente e chiara, riccamente illustrata, alla comprensione della civiltà minoica, attraverso vestigia, monumenti, reperti acheologici. Folta bibliografia e glossario archeologico.


Verdone M., Il respiro di Gorgona / storia di uomini, animali e omeopatia nell'ultima isola-carcere italiana, Libreria Editrice Fiorentina, 2008, p.160

Gorgona è due volte isola: isola geografica e isola carcere, dove tutti i detenuti lavorano e molti sono impiegati nella cura e nella gestione degli animali. Le storie e le riflessioni qui raccolte aprono una finestra su un mondo poco accessibile e valorizzano l'esperienza di quest'isola che, oltre ad essere di straordinaria bellezza, offre una carcerazione di alta qualità.

Se dal carcere devono uscire persone rigenerate, Gorgona sicuramente ha le caratteristiche per soddisfare questo compito.

Terra, piante, animali rappresentano strumenti fondamentali nel percorso rieducativo e offrono la possibilità concreta di acquisire competenze per un futuro reinserimento lavorativo nella società. Questo libro vuole essere anche un tributo verso gli animali, curati con la medicina omeopatica, che in silenzio e con sacrificio aiutano tutti noi ad essere migliori.


Vigliero B. M., (a cura di) Dizionario delle strade di Genova, Genova, ECIG, genn. 1986, 4 vol.

La storia di Genova attraverso i nomi delle sue strade e di luoghi notevoli.


Vitale F., Gianfranco Betrò, Palombari della Marina Militare Italiana, presentazione Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Imola, Editrice La Mandragora, 2009, p.456, fig. 512.

La storia dei Palombari della Marina Militare italiana è iniziata il 24 luglio 1849, quando un Inglese fu incaricato di istruire nell'arte dell'immersione il personale della Marina sarda. Questo volume, particolarmente ricco di bellissime immagini, racconta centosessant'anni attraverso una lunga "immersione" nelle vicende delle persone e delle aziende che contribuirono allo sviluppo del Servizio dei Palombari. Dalle prime immersioni effettuate nell'Ottocento con gli scafandri elastici, fino alle moderne apparecchiature dei giorni nostri, passando per l'evoluzione delle procedure alla luce delle grandi scoperte di medicina subacquea, la conquista delle profondità attraverso l'uso degli scafandri rigidi articolati e delle torrette batoscopiche, i recuperi navali e i primi tentativi di soccorso sommergibili. [...]
Gli autori di questa interessantissima opera sono naturalmente due subacquei e uno, Fabio Vitale, è anche uno dei principali collezionisti italiani di attrezzature antiche da palombaro. Il secondo, Gianfranco Betrò, palombaro e sommozzatore, è dal 2006 il direttore della Scuola Subacquei della Marina Militare.
Prezzo scontato per i soci HDS Italia.
Vedere scheda tecnica allegata